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In tutte le civiltà ci sono delle credenze, delle storie tramandate da generazioni in generazioni, queste storie sono quelle che noi oggi chiamiamo “leggende” o ” miti”.

Alla Cina appartiene la storia di un grande vaso di ceramica colmo di queste leggende o miti. Molto familiare e simile a quella greca, che noi tutti conosciamo perché appartiene al nostro bagaglio culturale occidentale.

Ma vi siete mai chiesti se i miti greci siano gli stessi anche per il mondo cinese? 

Io, si!

Spinta dalla curiosità, ho fatto delle ricerche e il risultato, come ogni ricerca che si rispetti, è stato semplicemente entusiasmante. Sin dal primo libro che ho letto, sono rimasta affascinata e incantata. Leggendo quei testi, per un attimo, sono tornata la bambina di un tempo, che ascoltava a bocca aperta, le storie raccontate da mia nonna.

Spero che anche voi, lettori di questo breve racconto, restiate incantati e terminata la lettura abbiate la giusta “fame” di sapere, quella “fame” che riesce a dare sapore alle nostre vite.


Chang’e, la Dea della Luna 

La Luna, è lei la protagonista femminile in assoluto, madre di qualunque romantico. I cinesi in particolare amano la Luna cosi tanto da dedicare ad essa una festa, la famosa “Festa di mezzo Autunno“. Una festa piena di tradizioni e di principi. Durante i festeggiamenti si usa bruciare degli incensi in onore a Chang’e

Chi è Chang’e? 

La storia di Chang’è potete raccontarla ai vostri bambini prima di andare a dormire.
In realtà ci sono molte versioni di questa leggenda, io preferisco quella più romantica ed è proprio questa versione che vi andrò a raccontare e lo farò con le classiche tre parole magiche … 

 …C’era una volta, in un villaggio molto lontano, un grande albero che sovrastava l’Oceano Orientale, l’albero era così grande e alto che i suoi rami raggiungevano il cielo. 

Su questo albero vivevano 10 corvi i quali avevano l’oneroso compito di alzare in cielo il Sole. Ogni corvo aveva un proprio Sole e ogni giorno, a turno, si alzava in volo un corvo diverso con un Sole diverso.

La vita era in perfetto equilibrio, gli uomini del villaggio amavano il Sole, esso dava loro energia e cibo. Un giorno, però, accadde l’impensabile, senza motivo tutti i corvi si alzarono in volo con il proprio Sole.

Con il calore di tutti i 10 Soli in cielo, la Terra iniziò ad inaridire. Il calore era troppo elevato per la vita degli uomini, laghi e fiumi iniziarono a seccarsi, la terra non dava più cibo, vari incendi devastarono le foreste e gli uomini con gli animali non riuscirono a sopravvivere. 

Dinanzi a tale caos l’imperatore chiese aiuto al dio Dijun, dio del paradiso orientale, il quale decise di inviare in suo aiuto il miglior arciere celeste, Hou Yi. Hou Yi prese il suo arco rosso con le sue frecce bianche e sua moglie Chang’e, e scese nella Terra degli uomini. 

Hou Yi inizialmente cercò di far ragionare i 10 corvi, i quali però non vollero sentir ragioni e restarono tutti e 10 in cielo. A quel punto a Hou Yi infastidito dall’arroganza dei corvi decise di colpire con le sue frecce.

Prese la prima freccia e la scagliò contro il primo corvo, che cadde a terra con il proprio Sole. Poi prese una seconda freccia e colpì il secondo corvo, poi il terzo e cosi via, fino al nono corvo. Hou Yi lasciò vivo solo un corvo con il proprio Sole, necessario per dare calore ed energia alla Terra. 

Il dio Dijun, quando venne a sapere che Hou Yi aveva ucciso 9 dei suoi 10 figli, si arrabbiò cosi tanto da far cacciare per sempre Hou Yi e sua moglie Chang’e dalla vita celeste e farli restare per sempre sulla Terra togliendo loro il dono dell’immortalità.

A Hou Yi, piaceva la vita sulla Terra, insegnò l’arte del tiro con l’arco e fu eroe di varie imprese, ma gli mancava solo una cosa, la sua immortalità. Con il passare del tempo iniziò a sentirsi in colpa per aver costretto la sua bellissima moglie Chang’e a rinunciare alla sua immortalità costringendola ad una vita terrena piena di fatiche.

Hou Yi doveva trovare un modo per ritornare in cielo e riavere la loro immortalità. 

Un giorno, venne a sapere che una certa signora, la Regina Madre d’Occidente, possedeva un elisir dell’immortalità. Allora Hou Yi attraversò mari e monti fino ad arrivare al cospetto della Regina Madre d’Occidente, la quale conosceva la fama dell’arciere e delle sue imprese eroiche, e così gli donò subito l’ultima bottiglia dell’elisir. 

Hou Yi ora aveva dinanzi a sè un grande dubbio: “cosa fare? Non posso bere l’elisir e salire in cielo da solo e lasciare qui Chang’e, ma non posso nemmeno farla salire in cielo da sola. Cosa faccio?”.

Tormentato da mille domande, Hou Yi una volta rincasato decise di nascondere l’elisir. 

Giorni dopo, Chang’e scoprì il segreto del marito e, nonostante l’amore verso il suo amato, ella non ne poteva più di quella vita così, durante la notte del 15 Agosto, Chang’e bevve di nascosto l’elisir.

Subito dopo averlo bevuto, Chang’e iniziò a sentir il suo corpo sempre più leggero tanto da iniziare a fluttuare in cielo. Chang’e si spaventò e iniziò a piangere e chiamò il suo amato, ma quando Hou Yi arrivò, ella era già salita in cielo fluttuando verso la grande Luna luminosa. 

Da quella famosa notte, Chang’e vive una vita solitaria sulla Luna nel suo grande palazzo Guanhangong con un solo amico: “il coniglio di Giada” (Yu Tu) salvato dalle fiamme proprio da lei.

Si narra che, un giorno il coniglio insieme ad altri animali, spinti dal desiderio di fare del bene, decisero di procacciare da mangiare ad un vecchio viandante. 

Il coniglio fu l’unico a non riuscir a trovare del cibo, così si propose lui stesso come pietanza e si lanciò nelle fiamme. Ma Chang’e, colpita dal coraggio e dal cuore nobile del piccolo coniglio, lo salvò e lo portò con sè sulla Luna. 

Si dice che quando la Luna è piena, se la si guarda bene, si può vedere l’immagine di Cheng’e e di Yu Tu. 

I Cinesi amano così tanto le leggende legate a Cheng’e e a Yu tu, da dedicare a loro i nomi della missione di esplorazione della Luna, chiamata appunto “Cheng’e 4”, e il rover della missione chiamato YuTu 2, in onore alla figura pura e agile del coniglio di giada. 


Lucilla Minori

ITA Laureata in lingua cinese, da sempre amante del vasto panorama orientale, per le tradizioni, i colori, le culture, le credenze mitologiche, in particolare quelle cinesi. Eternamente innamorata del mondo e della sua vastità. ENG A graduate in Chinese language studies, she has always been a lover of the vast eastern landscape, for its traditions, colors, cultures, mythological beliefs, especially Chinese ones. Eternally in love with the world and its vastness.

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