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 “Sotto il cielo non esiste alcuna difficoltà per gli uomini di buona volontà”

Oggi nel mondo sono in uso circa 6.800 lingue, io tra queste ho scelto di studiare la lingua cinese e non mi sono pentita! Ricordo la reazione di mio padre e mia madre quando dissi loro che volevo studiare il cinese, mi dissero: “No! Poi dovrai andare in Cina, ed è lontana. Molto lontana!” 

In questa semplice frase, di genitori ansiosi e protettivi, è racchiuso il problema principale, ossia: “LA DISTANZA”.

La lingua cinese, non è difficile, è semplicemente lontana dalla lingua italiana. Fidatevi, per un cinese, imparare la nostra lingua è molto più difficile. 

La lingua Cinese

La scrittura

La scrittura cinese è una delle più antiche del mondo, la sua grafia è unica. I caratteri cinesi vengono divisi in tre categorie: 

PITTOGRAMMI: derivano da un disegno che, con un po’ di fantasia, ricorda un oggetto. 

IDEOGRAMMI: derivano da un’immagine che rappresenta un’idea. 

FONOGRAMMI: composti da due parti, una allude al concetto e l’altra alla pronuncia. 

Le leggende sulla nascita della scrittura Cinese

Le molte leggende sulle origini della scrittura cinese sono interessanti e terribilmente affascinanti. I protagonisti di queste leggende sono i tre imperatori: Fu Xi, Shen Nong, Huang Di. La leggenda più interessante è quella legata all’imperatore Huang Di, vissuto nel XXVI secolo a.C. 

Si narra che un ministro dell’imperatore, un certo Cang Jie avrebbe inventato la scrittura cinese cosi come la conosciamo oggi.

Huang Di, conosciuto come ‘L’imperatore Giallo’, avrebbe chiesto a Cang Jie di trovare un modo più semplice del famoso sistema di annotazione che era in vigore durante l’era dell’imperatore Shen Nong. Il sistema delle annotazioni consisteva nell’annodare le cordicelle per registrare gli eventi e fare i conti. 

La leggenda racconta che Can Jie, dopo aver ricevuto questo incarico, si diresse verso la riva del fiume per restare solo e pensare ad un nuovo sistema più semplice. 

Propriò lì, una fenice fece cadere un pezzo indurito di terra con un’impronta. In quello stesso momento un cacciatore passò per quella strada e Can Jie vedendo l’uomo, approfittò della sua abilità da cacciatore e gli chiese se conoscesse l’animale che aveva lasciato quell’impronta. Il cacciatore rispose che l’impronta apparteneva a Pixiu. 

Un Pixu è un animale mitologico, è uno dei nove figli del drago, ed è rappresentato con il corpo di un leone alato e il viso di un drago. Si nutre solo di oro e di argento e viene utilizzato come amuleto. Lo potete trovare comunemente posto a guardia di palazzi o templi.

Da quel momento Cang Jie, cominciò ad osservare qualsiasi cosa che lo circondava e a cercare dei segni che potessero rappresentare ciò che vedeva. 

Le origini della scrittura cinese

Abbandoniamo le leggende e tuffiamoci nella storia. I primi ritrovamenti archeologici risalgono al 1898-1899 in un villaggio vicino Anyang. Dopo la piena di un fiume che trascinò via alcune zolle di terra, emersero frammenti di scapole di cervo e gusci di tartaruga con delle iscrizioni.

In seguito tra il 1954-1957, nei pressi della città di Xi’an, nello Shaanxi, sono stati ritrovati 113 cocci e vasi di ceramica aventi delle iscrizioni. 

Le tappe fondamentali dell’evoluzione della scrittura cinese sono tre: il cinese antico, quello degli Han Orientali e quello medio.

Il Cinese antico risale al periodo storico della dinastia Shang, dinastia Zhou, Primavera e Autunni, Stati Combattenti. Il Cinese degli Han Orientali risale al periodo storico della dinastia degli Han orientali. Il Cinese medio risale al periodo storico della dinastia Sui, dinastia Tang, dinastia Song. 

Nel corso della loro storia, i caratteri cinesi hanno conosciuto una grande evoluzione stilistica, determinata da un processo di semplificazione delle linee e dalla codifica di forme più regolari e facilmente riconoscibili.

La semplificazione dei caratteri, però, non veniva ufficialmente riconosciuta tanto che, durante la dinastia Ming e Qing, l’uso della grafia semplificata era motivo di bocciatura negli esami del mandarino. 

Inoltre il processo di semplificazione ha contribuito a rafforzare le distanze tra i cinesi che vivevano nella Repubblica Popolare Cinese e quelli di Taiwan, dove è in uso ancora oggi la grafia tradizionale.

Oggi, è possibile trovare persone acculturate che padroneggiano entrambi i sistemi. 

Esempio:

美麗 bello (cinese tradizionale) 美丽 bello (cinese semplificato) 

Scrittura dei caratteri 

Il carattere cinese è in sè un disegno artistico ed è composto da un determinato numero di tratti. I tratti sono segmenti di linea retta, e dobbiamo stare attenti a rispettare l’ordine di scrittura dei tratti. 

Perchè ho voluto presentarvi in breve, molto in breve, la storia della scrittura cinese è 

molto più vasta, se sarete interessati scriverò un nuovo articolo interamente dedicato alla sua storia e ai vari stili. Torniamo ora però, al perchè ho voluto introdurre questo vasto argomento e introdurvi a questa lingua? 

Vi rispondo subito, mi sta molto a cuore la Cina, come mi sta a cuore l’Italia ovviamente e allora, vorrei fare un piccolo gesto insieme a voi. Scriviamo insieme un semplice messaggio per tutti i nostri amici cinesi e per i nostri amici italiani che stanno combattendo contro questo virus: ” amore“.

Scrivete insieme a me il carattere “ài” che vuol dire “amore” 

爱 

Ho scelto questo carattere cinese per due motivi; il primo perchè non è molto complicato da scrivere e il secondo perchè la soluzione ad ogni problema è ” l’amore”. 

In questo caso, l’amore per il prossimo, l’amore per questa nazione che sta attraversando un periodo difficile, l’amore per le persone che, come già hanno detto molti giovani cinesi sui social, loro sono persone e non sono il virus


Lucilla Minori

ITA Laureata in lingua cinese, da sempre amante del vasto panorama orientale, per le tradizioni, i colori, le culture, le credenze mitologiche, in particolare quelle cinesi. Eternamente innamorata del mondo e della sua vastità. ENG A graduate in Chinese language studies, she has always been a lover of the vast eastern landscape, for its traditions, colors, cultures, mythological beliefs, especially Chinese ones. Eternally in love with the world and its vastness.

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