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Non so a quanti di voi è capitato, trovandosi sul lungomare di Reggio Calabria, di guardare verso la Sicilia e vedere, restando sbalorditi e allo stesso tempo affascinati, un particolare miraggio.

La città di Messina con le sue case era come riflessa sul mare e appariva vicina, tanto vicina, da poter essere quasi toccata allungando le braccia.

Un’illusione, in realtà una magnifica illusione che gli antichi chiamarono della Fata Morgana.

L’illusione è spiegabile scientificamente come un fenomeno di rifrazione della luce, che in determinate condizioni atmosferiche consente di assistere a questo “inganno” visivo.

È uno spettacolo suggestivo che può essere ammirato solo in particolari condizioni atmosferiche.

Si tratta di un fenomeno di rifrazione della luce che, proiettando sul mare la dirimpettaia città di Messina con le sue case e i suoi monti, da l’impressione che le due sponde possano essere toccate allungando la mano.

Gli antichi, affascinati ma sicuramente anche spaventati per quello che vedevano, non riuscendo a darsi una spiegazione hanno utilizzato il mito, quello appunto, della fata Morgana.

Morgana, che secondo la leggenda era la sorellastra di re Artù e aveva scelto la Sicilia come dimora. Con i suoi poteri traeva in inganno i naviganti determinando il fenomeno che dava l’impressione che Messina fosse vicinissima.

Ma così, però, non era.

Per noi, oggi, quel fenomeno ottico, che a volte riusciamo a vedere restando “ammaliati”, ha una spiegazione scientifica.

Ma riesce ancora a meravigliarci rapendo il nostro sguardo e riportando alla mente Morgana.

La fata che, gelosa della sua isola, fa materializzare con la sua “magia” le case della dirimpettaia città di Messina, su questo mare che sembra un lago racchiuso com’è tra le due sponde.  

Foto di Copertina da Wikipedia

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