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“La mia Cina, con il suo pezzo di cielo apparentemente diverso da quello sotto il quale sono cresciuta, eppure esattamente lo stesso”. 

Fa parte dell’essere umano vedere sempre il lato negativo e quando questo ci viene servito con estrema facilità, l’uomo è subito pronto a sparare a zero. “Coronavirus”, fa paura. Si, fa paura. È la stessa paura di quando sentiamo qualche nome di qualche altra malattia incurabile. 

È semplicemente paura di morire e qualcuno prima di me ha detto: “se hai paura di morire, vuol dire che non hai vissuto”. 

Non abbiate paura della Cina e dei cinesi. Non fermatevi solo alla parola “Coronavirus”, superate la paura e scoprirete un mondo fantastico. 

La Cina per amarla, bisogna VIVERLA! 

La prima volta che sono stata in Cina, avevo 20 anni e ancora oggi, dopo ormai circa 10 anni, ricordo esattamente l’emozione che provai quando misi piede per la prima volta sul suolo cinese. È la stessa di quando assaggiai per la volta il gelato: speciale, unico, strano all’inizio ma poi non puoi più farne a meno. 

Ammetto di essere un pochino di parte, il mio viaggio in Cina per me ha rappresentato molto. Sotto quel cielo rosso mi sono innamorata, sotto quel cielo rosso ho conosciuto delle grandi amicizie, sotto quel cielo rosso ho iniziato a vivere. Per tutte queste ragioni, mi scuso per essere forse un po’ troppo smielata. 

Non voglio soffermarmi a parlare delle bellezze che offre questa terra perché quelle le potete leggere sulle guide turistiche. Io voglio raccontarci delle persone, dei cinesi, perchè il cuore pulsante della terra sono loro. Sono i loro sorrisi i loro sguardi amichevoli, sono le loro anime che rendono questa terra speciale. 

Voglio raccontarvi un piccolo aneddoto:

durante il mio soggiorno in Cina, io con una mia amica incontrammo un giovane ragazzo cinese. Lui ci sorrise e fu subito gentile con noi. Ci diede le informazioni necessarie per risolvere i classici problemi che si possono avere all’inizio: scheda telefonica, cambio valuta, miglior ristorante ecc…

lo fece senza chiedere nulla in cambio ma la cosa che ci sorprese fu un’altra. Quando il giovane cinese ci mostrò il campus universitario, arrivammo in un’area aperta dedicata all’attività sportiva dove c’era una specie di dondolo. Il giovane ci invitò a sedere e iniziò a dondolarci. 

Io e la mia amica ci sentimmo le protagoniste di un episodio di “Kiss me Licia”. Fu così romantico, ma allo stesso tempo nuovo, per noi che eravamo abituate a essere dondolate solo dai nostri padri o dalle nostre madri. 

Perché i ragazzi a cui eravamo abituate non si sarebbero mai immaginati di fare una cosa del genere. Il giorno seguente si presentò davanti al nostro dormitorio in giacca e cravatta e con un mazzo di fiori. 

Molti di voi che state leggendo questo articolo, penerete “che sfigato, questo ragazzo! Per me, invece, quel giovane cinese era tutt’altro che sfigato. Quel ragazzo, con i suoi modi gentili, con il suo sorriso genuino, con un romanticismo ormai dimenticato, incarna l’anima della Cina. 

A volte mi capita di pensare a quel ragazzo, chissà com’è andata e come sta andando la sua vita?

Verità, riservatezza, tradizione, rispetto, bontà, gentilezza, bellezza, tutto questo è la Cina e i Cinesi. Certo non voglio dire che tutte le persone cinesi sono delle brave persone, ma del resto, anche non tutti gli italiani lo sono. 

Ricordo che, sempre durante il mio viaggio in Cina, mi influenzai e la signora proprietaria di un bar del campus, mi preparò una tazza d’acqua calda e si prese cura di me, come fosse mia mamma. Invece la cosiddetta “fuwuyuan“, la cameriera del piano, aveva l’abitudine di rimproverarmi proprio come fa una mamma, quando consumavo troppa acqua o non tenevo in ordine le mie cose. 

Non voglio allungarmi a raccontarvi il mio viaggio, ho voluto condividere con voi questi piccoli ricordi, perchè come diceva sempre mia nonna “tutto il mondo è un paese”.

Abbiamo colore diverso, occhi diversi, amiamo cibi diversi, abbiamo tradizioni diverse, ma il cuore è sempre uno, e batte esattamente allo stesso modo per tutti. 

Non evitate di parlare con un cinese solo per paura che abbia il virus, non cancellate la Cina dalla lista dei vostri posti da visitare.

Io vi dico, aspettate che passi questo periodo e quando le acque si saranno calmate, fate la vostra valigia e prendete il primo volo per Pechino, per Shanghai, per Xi’an, per Hangzhou e godete quello che la Cina ha da offrirvi. 

Panorami da mozzare il fiato, i vostri occhi non crederanno a quello che staranno vedendo. Lasciatevi trasportare dal suo calore, lasciatevi catturare dalla sua millenaria storia, dai suoi colori: il giallo vi abbaglierà e il rosso conquisterà il vostro cuore. 

Visitate ogni tempio e imparerete cosa è veramente il rispetto e la devozione. Osservate il monaco che troverete seduto in un angoletto del monastero a leggere le sacre scritture, e soprattutto ascoltate il silenzio di quel luogo, vi renderà più sereni e più puri. 

Rilassatevi passeggiando lungo i giardini incantati. Fatevi catturare dalle luci notturne dei giganteschi grattacieli. Fatevi dire dai tassisti i classici modi di dire in cinese. Divertitevi ad assaggiare vari piatti tipici e la sera cantate nei vari karaoke che troverete, perchè ne troverete molti. 

Fate “tachi” con gli anziani, che sicuramente incontrerete nei parchi. Fate amicizia con le persone del posto e una volta superato l’ostacolo della lingua, potrete portare con voi una nuova amicizia. 

Nella foto il signore che ho conosciuto ad Hangzhou, faceva quello che a Venezia si chiama “gondoliere” Hangzhou infatti è chiamata la piccola Venezia orientale.

Perdetevi nell’immensa “Grande Muraglia”. Girate su voi stessi mentre siete a Piazza Tienanmen e respirate. Chiudete gli occhi, respirate ancora e poi riapriteli: vi sembrerà di sognare mentre vi renderete conto che state semplicemente vivendo il fascino orientale: la Cina. 

La Cina non è solo “Coronavirus”, come l’Italia non è solo “pizza, mandolino e mafia”. La Cina è tanto altro, potrebbe essere il vostro più grande e prezioso souvenir.


Lucilla Minori

ITA Laureata in lingua cinese, da sempre amante del vasto panorama orientale, per le tradizioni, i colori, le culture, le credenze mitologiche, in particolare quelle cinesi. Eternamente innamorata del mondo e della sua vastità. ENG A graduate in Chinese language studies, she has always been a lover of the vast eastern landscape, for its traditions, colors, cultures, mythological beliefs, especially Chinese ones. Eternally in love with the world and its vastness.

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