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Pantelleria la riconosco dai suoi profumi.

Beh… certo… qualcuno mi potrà dire che sono di parte, ma non è vero.

Ho girato la mia splendida Sicilia in lungo e in largo, anzi tutta Italia!

Ci sono nata quasi per caso ma certamente per fortuna.

Se dovessi nascere di nuovo non vorrei poterlo fare in altro luogo che non sia lei… Pantelleria!

L’esplosione di gioia di un dio sottomarino.

Una perla nera, preziosa ma da scoprire come le donne di un tempo passato che celavano le loro forme per lasciarle scoprire a chi le sapeva amare.

Così, Pantelleria non si concede al turista distratto ma a chi si inoltra nelle sue viscere, chi si inebria dei suoi profumi intensi che non esistono in nessun’altra parte del mondo.

Se fossi incappucciata la riconoscerei dal suo profumo.

Ti accoglie aspra quasi sospettosa, con le sue lastre di lava con le sue rocce taglienti quasi infide.

Rocce che tentano di scoraggiare l’avventura che ti rapirà l’anima quando ti avvolgerà con le sue acque termali insospettate, con i suoi colori che non esistono in nessuna tavolozza.

L’ospitalità dei Panteschi veri! Che amano accogliere e non essere invasivi e che difendono i propri valori, la propria cultura che vive nei loro dammusi incredibili.

I dammusi …. quasi fortezze inespugnabili di serenità. La loro storia fatta di lavoro estenuante ricompensato dal pregio delle sue uve, dei suoi capperi conosciuti in tutto il mondo.

E non vi parlo del suo lago, della sua montagna, del suo mare, delle sue grotte.

Pantelleria si può solo vivere ed amare senza condizioni, non può essere descritta!

Non ci ritorno dal 1993, ho 74 anni ma rimane il mio punto d’arrivo.

 

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