Per chi è stato a Shanghai e ha passeggiato lungo le vie del Bund dove un tempo erano il centro della vita notturna cinese, farà piacere sapere qualcosa su uno dei suoi protagonisti: Li Jinhui (黎錦暉) (1891 –1967).

Li Jinhui era soprannominato il “padre della musica popolare cinese” (Musica Gialla) e il creatore di una nuova forma musicale. Era cresciuto studiando i classici confuciani ed era rimasto affascinato dalla musica popolare cinese, che poi ha saputo magistralmente incorporare nel suo nuovo stile musicale rivoluzionario della Musica Gialla.

Per seguire il suo istinto musicale, aveva lavorato come musicista, direttore di coro e istruttore di musica part-time. Poi adattava, trascriveva ed eseguiva canzoni popolari cinesi regionali.

Si interessò molto di più alle canzoni popolari, che erano considerate “volgari” e comuni, piuttosto che alla musica romantica europea che era in voga all’epoca.

Nel 1920 formò la compagnia di ballo e canto “Bright Moon”, che definiva come: “Noi innalziamo uno stendardo di una ‘musica per la gente comune’, come la luna nel cielo risplende sulla terra affinché tutte le persone la possano apprezzare”.

Li fu costretto a sciogliere il gruppo a causa delle pressioni del Partito Nazionalista Cinese e dei problemi finanziari, ma poco dopo fondò la Beauty School for Girls nel 1928 per poter continuare a lavorare con un gruppo di suoi alunni.

Dopo un tour finanziariamente infruttuoso, Li pubblicò vari album riscuotendo un grande successo e ricostituì il gruppo Bright Moon nel 1929 girando il paese.

Nonostante la sua produzione sia innocente ed educativa nei contenuti, ha comunque incontrato la disapprovazione di alcuni critici. Forse per aver infranto il tabù e aver permesso alle donne di esibirsi sul palco assumendo, tra cui la figlia Li Minghui.

Li Jinhui è una presenza imponente nella storia della musica popolare cinese moderna. Oltre ad aver aperto la strada a un nuovo marchio di musica jazz, influenzata dalla musica tradizionale cinese, ha registrato migliaia di canzoni per compagnie famose e per film di intrattenimento popolari.

Ha persino guidato la prima grande band jazz tutta cinese in un nightclub di lusso di Shanghai.

Li Jinhui è stato ha aiutato la carriera di molti cantanti famosi, musicisti popolari e star del cinema dell’epoca, tra le quali la famosa “Voce d’Oro” Zhou Xuan.

Sebbene la sua musica fosse estremamente popolare, per tutti gli anni ’30 ha subito attacchi da parte di critici che disprezzavano il suo interesse per il folk e le forme popolari.

Alla fine, il Partito Nazionalista Cinese riuscì a vietare la sua musica per la sua “decadenza” e “volgarità” tanto che la sua reputazione di autore di musica “gialla” si consolidò sempre più.

Li Jinhui morì vittima di persecuzione politica durante la Rivoluzione Culturale e fu etichettato come “corruttore della morale pubblica”. In questo periodo, Mao Zedong era contro gli intellettuali che venivano considerati come nemici del suo governo.

Li Jinhui rappresenta una figura molto controversa durante i primi sviluppi della Nuova Musica/New Music in Cina. Da un lato, ha composto molti drammi di canti e balli per bambini che erano estremamente popolari, ma dall’altro le sue opere sono state spesso usate come esempio negativo nell’insegnamento.

Fu solo alla fine degli anni ’70, con il graduale reinserimento della Cina nei circuiti finanziari e culturali transnazionali, che gli storici hanno cominciato a riconoscere che Li non era semplicemente un musicista popolare e che il suo contributo andava ben oltre.


Alessia Di Donna

Alessia Di Donna è studentessa del corso della laurea magistrale in "Lingue e civiltà orientali", curriculum cinese. Da sempre è appassionata del mondo orientale soprattutto sulla Cina e la sua cultura ed è per questo che si occupa dei social italiani e cinesi della Fondazione Horse Museum.

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