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Quando parlo di cibo parlo di ricordi.

Quasi tutti gli ingredienti con cui sono cresciuto sono legati a qualche ricordo o persona, ma penso che questo avvenga per tutti. Si chiama il ‘cibo della memoria’ grazie all’olfatto e al gusto, gli unici due sensi collegati all’ippocampo, cioè alla memoria a lungo termine. Sono ricordi indelebili.

Ma cos’è il cibo della memoria?

È quell’odore, quell’immagine che ci travolge e stravolge improvvisamente riportandoci indietro nel tempo ad attimi intrisi di gioia, ricordi d’infanzia o episodi particolari della nostra vita.

Il mio cibo della memoria oggi è la Fragolina di Sciacca.

E subito sento le giornate di primavera, il sole di Sicilia, il profumo dolce e inebriante della fragolina, vedo i filari di bassi cespugli macchiati da queste piccole e dolci bacche.

Ricordo che andavo dai miei zii che avevano un campo di fragoline per aiutarli nella raccolta. In realtà erano i miei genitori che aiutavano, io ero lì per la degustazione gratuita e i miei cugini.

Ogni qualvolta che parlo della fragolina quest’immagine ritorna vivida e vibrante davanti ai miei occhi. Gli ammonimenti degli adulti a non calpestare le piante, il chinarsi a raccogliere queste delizie.

Sono passati più di 3 decenni ma ogni qualvolta entro in un campo di fragoline quell’immagine mi pervade.

Ma cosa dire della fragolina che viene chiamata la “capricciosa”.

Delicata e profumata, piccola e graziosa, è una delizia per il palato, perfetta se usata per confetture o granite, ma il miglior modo di assaporarla è con le mani colta direttamente dai campi.

La fragolina di Sciacca e Ribera è molto morbida, dai frutti globosi e rossi e si scioglie in bocca e viene chiamata “capricciosa” perché la sua coltivazione è complicata e laboriosa. Le piante sono tenute basse in piccoli appezzamenti di terra chiusi tra piante fogliari alte per fermare l’azione distruttiva del vento.

Nelle nostre coste il vento Siciliano è lo Scirocco, arido e sterile che facilmente distrugge i raccolti e rovina le piantine di fragoline in poche ore.

Ricordo il 10 di giugno di quest’anno fortunatamente a fine stagione di raccolta, venne una ‘sciroccata’ e facendo un salto presso i campi dei miei amici notai che le piantine erano tutte bruciate, come se una fiamma le avesse arrostite. le foglie tutte marroni i frutti rinsecchiti. La raccolta sarebbe potuta durare altri 15 giorni, ma era finita per quell’anno.

La fragolina di Sciacca e Ribera è un prodotto Presidio Slow Food ed è riconosciuta dalla regione Siciliana come Prodotto Agroalimentare Tradizionale (PAT).

Ma voi vi chiedeste come è arrivata la fragolina di bosco in Sicilia?

Di certo non è autoctona delle nostre zone e una leggenda narra che sia stata portata in Sicilia da due soldati al tempo della Grande Guerra. I soldati raccolsero le piantine dal sottobosco delle Alpi, le avvolsero in un fardello e le trasportarono a piedi fino a Ribera.

Qui le trapiantarono nella Valle del Verdura, a cavallo tra le due cittadine di Sciacca e Ribera, dove la fragolina trovò il sole e la fertilità’ della terra Siciliana e si acclimatò perfettamente.

Dagli anni ‘30 è stata coltivata all’ombra dei famosi aranceti nella Valle del Verdura, che garantivano riparo dal vento e creavano un ambiente umido e ombroso proprio come i grandi boschi del nord.

Nel corso degli anni molte delle piantagioni furono trasferite nell’entroterra, sempre al riparo dal sole tra gli ulivi secolari della contrada ‘Chiana’ o nelle colline di Caltabellotta, dove un’associazione di agricoltori ha creato “La dea del profumo” una cooperativa che gestisce vari campi sparsi sul territorio.

Ed è proprio lì che inizia la mia conoscenza della fragolina a 7 anni nei campi della contrada ‘Chiana’ di Sciacca (che significa pianura), una grande zona pianeggiante dal fertile terreno ricca di uliveti secolari. E sempre lì continua la mia storia da adulto e da amante del cibo siciliano.

Amo utilizzare la fragolina nei dolci ma riesco ad utilizzarla anche come elemento sapido in piatti caldi trasformandola in una salsa agrodolce che si abbina benissimo ad un risotto al caciocavallo con un ragout di fave.

La ricetta della Confettura di Fragoline

  • Fragoline di Sciacca 500 gr
  • Zucchero semolato 100 gr
  • Buccia di 1\2 limone
  • Poche gocce di succo di limone

Mescolare tutti gli ingredienti e schiacciare con un cucchiaio. Lasciare macerare per 2 ore.

Cucinare il composto a fuoco lento per 30\40 minuti. Mettere in barattoli sterilizzati, chiudere il coperchio e rovesciarli con il coperchio in giù fino al raffreddamento.

Buon appetito con la fragolina di Sciacca.

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