This post is also available in: Inglese

Siamo alle porte di Roma, nella Valle del Sacco che arriva fino a Frosinone, terra di imperatori, cardinali e papi, come diavolo si fa a intitolare un teatro alla città di Vittorio Veneto?

Tutto inizia da 3 fratelli e una sorella veneti arrivati prima ad Aprilia, per la bonifica dell’Agro Pontino, eppoi a Colleferro dove la città si espandeva rapidamente con la crescita della fabbrica di armamenti. Erano Giuseppe, Antonio, Eugenio e Vittoria. Giuseppe era mio nonno.

I fratelli Furlan continuavano ad avere il Veneto nel cuore e la polenta e la grappa nei desideri. Sono operai, poi diventano costruttori ed infine imprenditori nello spettacolo aprendo il primo cinema a Colleferro. E come potevano chiamarlo?

Antonio, Eugenio, Giuseppe e Vittoria venivano dal piccolo paesino di Cordignano e per loro Treviso e Vittorio Veneto erano delle metropoli che incutevano rispetto e ammirazione. Lo stesso stupore che oggi possiamo avere per New York!

In quelle aree del Veneto si era combattuta la prima guerra mondiale che aveva lasciato distruzione e fame. Una intera generazione di ragazzi era emigrata in Brasile, Argentina, Australia e Nord America e un gruppo era stato deportato a Latina per le bonifiche della pianura pontina.

Giuseppe voleva sposare qualcuna del suo paese e si fidanza con la bellissima e intraprendente Aurelia, una friulana non molto contenta di venire al sud. Lavorava per l’associazione degli ingegneri di Sacile e Pordenone ed era abituata ad essere indipendente e ad andare a teatro e all’opera.

“Se non lo trovo ad aspettarmi alla stazione torno indietro e non vado più al sud!”

aveva detto a sua madre. Ma Giuseppe era alla stazione di Aprilia e Aurelia si era trovata improvvisamente in un paese che non conosceva senza altro da fare che insegnare alle scuole elementari.

Aveva ottenuto facilmente il trasferimento a Colleferro grazie alle sue doti ginniche e al sabato fascista: al mattino tutti allo stadio a fare ginnastica! Molti se la ricordano, le persone facevano la fila per vederla con gli short della sahariana mentre insegnava a tutto il paese flessioni e altri esercizi.

Ma Aurelia restava una indomita e Giuseppe doveva trovare qualche cosa da farle fare altrimenti sarebbe tornata al nord e la avrebbe persa. Così insieme ai fratelli decise di aprire un cinematografo. Colleferro non era più una frazione ma era diventata un paese industriale e moderno. La fabbrica era cresciuta e aveva migliaia di persone che ogni giorni entravano in uno dei suoi turni.

Era il momento giusto di iniziare una attività di intrattenimento e la scelta naturale era quella di aprire un cinematografo vicino piazza Mazzini che allora era il cuore sociale del paese.

Si iniziano allora i lavori di una nuova struttura che comprendeva un cinema e teatro con palco, un negozio di sanitaria per la sorella Vittoria e l’abitazione del fratello Antonio. Molto moderno e innovativo con un palco con camerini e una moderna galleria per il pubblico.

E come potevano chiamarlo questo cinema? Teatro Vittorio Veneto, of course!


Claudia Bettiol

IT Ingegnere, futurista e fondatrice di Discoverplaces. Consulente per lo Sviluppo Turistico dei Territori, specializzato nella sostenibilità e nella promozione culturale dei piccoli territori e delle piccole imprese. Ama i cavalli ENG Engineeer, futurist, joint founder of Energitismo and founder of Discoverplaces. Consultant for the development and promotion of the Touristic Development of Territories specialising in sustainability and in cultural promotion of small places and small enterprises. She loves horses

Top