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Tra le famiglie nobili romane quella dei Farnese è sicuramente una delle principali.

La fortuna di questa famiglia, originaria del viterbese, iniziò per caso quando nel 1493 il papa Alessandro VI Borgia si innamorò di Giulia Farnese, figlia di una Caetani nonché amica e coetanea di sua figlia Lucrezia.

Per accontentare Giulia, il papa nominò cardinale il fratello di lei, Alessandro Farnese che aveva 25 anni e si trovava a Firenze alla corte di Lorenzo il Magnifico.

Per essere cardinali non era necessario essere sacerdoti, ma era una carica politica che procurava laute rendite, si poteva votare per l’elezione dei pontefici e si poteva essere eletti.

Il cardinale Alessandro Farnese il primo, da non confondere con il secondo, fu a fianco di vari pontefici del Rinascimento e diventò un appassionato collezionista di opere d’arte.

Nel 1513 aveva iniziato la costruzione di Palazzo Farnese. Nel 1534, a 66 anni, finalmente riuscì a farsi eleggere papa e prese il nome di Paolo III. A quel punto la potenza della famiglia esplose con la sistemazione di nipoti e parenti nei posti chiave. Convinse Michelangelo a venire a Roma da Firenze e a lavorare per lui.

Approvò l’Ordine dei Gesuiti, che si diffonderà velocemente in tutto il mondo. Indisse il Concilio di Trento, per contrastare la Riforma protestante.

Creò due ducati autonomi, il Ducato di Parma e Piacenza che affidò al figlio Pierluigi, Stato autonomo che rimase alla famiglia per vari secoli, e il Ducato di Castro, nel viterbese, dove c’era l’origine della famiglia, che invece ebbe vita breve.

C’era in famiglia un altro Alessandro, quattordicenne, ufficialmente figlio di Pierluigi, ma probabilmente figlio dello stesso Paolo III, il quale appena eletto lo nominò cardinale pensando ad una specie di papato ereditario come le altre monarchie.

E così entrò nella storia il cardinale Alessandro Farnese junior, che divenne ricco e potente. Forse il più ricco del suo tempo, collezionando incarichi ufficiali e opere d’arte a migliaia. Nel 1545 si fece ritrarre insieme al pontefice dal Tiziano, ospite nel loro palazzo.

Pierluigi si aggiudicò invece una pessima fama, fu ucciso da una rivolta popolare e gettato dalla finestra del suo palazzo nel 1547, con grande dispiacere di suo padre Paolo III che morì due anni dopo.  

Nel 1556 il cardinale Farnese ebbe una figlia di nome Clelia, da una nobildonna francese.

I più grandi artisti lavoravano per lui: Michelangelo fino al 1564, poi Vignola e Giacomo Della Porta. Nel 1565 era candidato a succedere come pontefice a Paolo IV Carafa, ma gli fu preferito il cardinale Ghisleri, che prese il nome di Pio V.

Nel 1568 fece costruire la Chiesa del Gesù per il nuovo Ordine dei Gesuiti di cui era sponsor, dal 1566 si dedicò agli Horti Farnesiani sul Palatino, completò il Palazzo Farnese, quindi il meraviglioso Palazzo Farnese di Caprarola.

Nel 1572 alla morte di Pio V era data per certa la sua elezione a papa, ma intervenne il re di Spagna Filippo II per chiedergli di rinunciare, e fu eletto Gregorio XIII.

Si consolò allora con gli acquisti immobiliari, infatti nel 1579 comperò dai Chigi la Villa Farnesina alla Lungara affrescata da Raffaello. Pensava di collegarla con un ponte al palazzo Farnese, sul tipo del corridoio vasariano, affiancato a Ponte Sisto.

L’arco su via Giulia è il primo tratto di questo progetto. Ma nel 1589 morì improvvisamente lasciando incompiute le sue idee ambiziose.    

Dopo di ciò la famiglia andò in conflitto con i pontefici successivi, Urbano VIII Barberini e soprattutto con Innocenzo X Pamphili, che volevano riportare nello Stato i ducati ed i feudi che erano stati scorporati.

Innocenzo X, spinto dalla avida cognata Donna Pamphili, mandò nel 1649 l’esercito per radere al suolo il paese di Ischia di Castro, che era il centro del ducato dei Farnese nel viterbese. Il paese non è più risorto e il ducato che arrivava fino a Caprarola e Ronciglione rientrò nello Stato.  

Il Ducato di Parma e Piacenza invece continuò fino a quando Elisabetta Farnese, ultima principessa Farnese, nel 1714 andò in sposa a Filippo V Borbone, Re di Spagna. Elisabetta visse a lungo, fino al 1766, e fu lei, molto energica e capace, a dirigere di fatto per molti anni lo Stato forse più importante nel mondo di allora. Suo figlio Carlo Borbone, nato nel 1516, fu Duca di Parma dal 31 al 35, poi Re di Napoli, dal 1535 al 59, ed infine Re di Spagna dal 1559 al 1588.

Carlo negli anni in cui fu Re di Napoli e di Sicilia, iniziò la costruzione della Reggia di Caserta e trasferì nel Palazzo di Capodimonte le centinaia di opere d’arte raccolte dai suoi antenati, a Parma e a Roma, sculture romane oltre a centinaia di dipinti del Rinascimento italiano e fiammingo, completando l’immensa “Collezione Farnese”.  

Raccolta che attualmente si trova soprattutto nel Palazzo di Capodimonte e nel Museo Archeologico di Napoli, oltre a 130 dipinti che sono stati restituiti a Parma.

 

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