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L’uovo dipinto è presente sin dall’antichità in quasi tutte le culture orientali ed occidentali. Nella mitologia è associato alla simbologia universale riconducibile metaforicamente alla vita, prosperità, risurrezione, fertilità e sapienza.

Tra le civiltà arcaiche e pagane in cui si riscontrano uova decorate ricordiamo in particolare la mitologia cinese: i sublimi principi universali dello yin e dello yang si bilanciarono perfettamente e da quell’equilibrio completo emerse il dio creatore, nato dall’uovo, che nella iconografia ricorda il dio greco Pan.

Per i sassoni, gli etruschi e il regno mesopotamico, gli egizi ed i micenei, l’uovo veniva concepito come simbolo di rinascita e risurrezione, di transizione, in quanto custode in se di una nuova vita.

E’ questo l’uovo cosmico, che ha la visione di tutto l’universo come un unico essere vivente. L’uomo dell’antichità sapeva di essere parte integrante di questo cosmo eterno, immerso nel ciclo continuo di nascita e morte.

L’uovo dipinto, secondo diverse fonti, era presente negli antichi riti pagani, nei quali si adorava la dea della fertilità in occasione della primavera.

Anche gli antichi persiani dipingevano le uova per la “Nowrooz” (o ‘Norouz’), il capodanno persiano che coincide con l’equinozio di primavera. I contadini dell’antica Roma usavano sotterrare nei campi un uovo dipinto di rosso, simbolo di fecondità e quindi propizio per il raccolto.

La Repubblica di Pisa sanciva l’inizio dell’Anno Pisano, dal X secolo al 1749, con l’Annunciazione e l’equinozio di primavera: con una sorta di orologio solare. A mezzogiorno di ogni 25 marzo un raggio di sole penetra nel Duomo da una finestra rotonda della navata centrale e colpisce un uovo di marmo.

E proprio per queste sue caratteristiche propiziatorie alcuni storici dell’arte legano la rappresentazione dell’uovo di struzzo della celebre “Pala di Brera”, o “Pala Montefeltro” di Piero della Francesca, databile al 1472, commissionata dal duca di Montefeltro per la nascita dell’erede del duca Federico.

Nella storia dell’arte più recente, il tema dell’uovo come metafora di speranza, amore e vita è ricorrente nelle ricerche pittoriche di Fontana, culminate nel celebre taglio della tela, ed in particolare nel celebre pittore Salvador Dalì.

Questi si ispirò spesso al concetto dell’uovo simbolico, fino a celebrarlo in maniera eclatante addirittura nella propria casa a Figueres, in Spagna, il cui tetto è contornato di gigantesche riproduzioni di uova.

Le uova di struzzo

Un discorso particolare per le uova di struzzo dipinte, oggetti preziosi che vantano un’antica tradizione. Le dimensioni dell’uovo di struzzo sono di sedici centimetri di altezza mediamente: con la sua forma perfetta è esso stesso un oggetto discreto ed elegante, leggero, liscio al tatto.

In Italia il più antico uovo decorato di struzzo è custodito al museo di Tarquinia (Guida di Tarquinia) ed è stato rinvenuto in una tomba etrusca del periodo orientaleggiante, a metà del settimo secolo A.C.

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