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Sono un artista, uno scultore.

Esprimo la mia arte attraverso una materia particolare il “legno”: una materia viva che richiede rispetto e ascolto.

Nel mio percorso ho dialogato anche con altri materiali: la terra, il bronzo, il marmo, ma alla fine sono ritornato al legno perchè mi sento profondamente legato ad esso e attraverso di lui alla mia terra di origine.

Abito a Pove del Grappa, sotto il grande Monte Grappa e davanti a me scorre la Brenta che per secoli ha trasportato il legno dalle montagne all’Arsenale di Venezia.

Qui cresciamo amando gli alberi e la natura. Mi piace definirmi come uno ‘scultore dell’albero’.

L’albero è qualcosa di intimo e magico.

Per molte persone assume un significato esistenziale, esprime quello che siamo, ci indica la strada per recuperare un legame con noi stessi.

Affonda le radici nella terra e si protende verso l’alto nutrito dall’energia del sole, al suo interno scorre la linfa che lo nutre e crea un’architettura perfetta di fibre e di linee.

Quando scolpisco il legno devo tenere conto di tutto e trovare dei compromessi con lui, con le sue fibre e con le linee che lo hanno modellato. Quelle stesse linee che ora danno il ritmo al mio gesto creativo segnando forme, chiamando vuoti o pieni: io li ascolto e mi lascio guidare.

Mi sento accompagnato nell’azione creativa e spinto sempre alla ricerca di nuove forme che sono veicolo di nuovi messaggi.

Vivo in una valle, circondata da boschi e attraversata dal fiume e, attraverso il legno degli alberi, l’acqua del fiume ritorna incessantemente nelle mie creazioni

Il legno assume delle forme che si liberano fluide e dinamiche e riportano al fluire dell’acqua che scorre in un percorso di liberazione verso il mare.

Il fluire della corrente mi ha da sempre affascinato: è un’esperienza che coinvolge tutti i nostri sensi e che sollecita la mente a lasciar andare, a liberare lo scorrere dei pensieri e delle energie.

Il rumore dell’acqua, le sue forme e i suoi colori sono in continua mutazione, accompagnano lo sguardo, sono una potente metafora

dell’esistenza umana che è un continuo divenire. Un continuo doversi adattare alla forma delle cose e ai fatti della vita.

Le mie opere prendono forma da questo sentire e il fiume è per me un compagno di viaggio.

A volte sento il suo richiamo e così mi fermo ad ascoltare a sentire le emozioni che vivo in me quando sono lì.

È così che la mia arte prende forma in un processo che parte dentro di me mentre osservo lo scorrere dell’acqua e dialogo con le fibre dell’albero.

 

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