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Ci siamo addormentati in un mondo e ci siamo svegliati in un altro.

Improvvisamente Vibo Valentia sembra lontanissima. 

Disney è fuori dalla magia, Roma non è più la città eterna, Parigi non è più romantica, New York non si alza più in piedi, il muro cinese non è più una fortezza, e il Vaticano e la Mecca sono vuoti.

Lontano dalla mia Calabria e dal mondo, gli abbracci e i baci diventano improvvisamente armi. Non visitare genitori, nonni, zii e amiche e amici diventa un atto d’amore.

Improvvisamente ti rendi conto che il potere, la bellezza e il denaro non hanno valore e non riescono a procurarti l’ossigeno per cui stai combattendo.

La natura invece continua la sua vita, in maniera rigogliosa riprendendosi i suoi spazi. Mentre noi esseri umani siamo in gabbia.

Il Pianeta ci sta mandando un messaggio: 

“Non siete necessari. L’aria, la terra, l’acqua e il fuoco senza di noi stanno bene. Quando tornerete, ricordate che siete miei ospiti. Non i miei padroni”.

Ritorneremo ad incontrarci, ad abbracciarci, a viaggiare ma con un doveroso sguardo diverso rivolto al pianeta e alla natura. 

Ma oggi Vibo Valentia, la mia città natale, sembra lontanissima, quasi irraggiungibile. In questo periodo difficile le origini acquistano un sapore quasi malinconico

Mi mancano le passeggiate al castello, che conserva tracce di architettura normanna e sveva. Camminare vicino la cinta delle mura della acropoli di Hipponium, da dove puoi dominare la bellissima Costa degli Dei che si affaccia direttamente sulle isole Eolie. 

Ti sembra quasi di prenderle se allunghi la mano. Eccole, sono proprio di fronte ai miei occhi. Ma solo se li chiudo.

Pitta Pie – Pasticceria Rio Verde

Tra le tradizioni di Pasqua oltre alla tradizionale “affrontata” non posso non andare con la mente ai profumi della tradizione delle “Pitte Pie”. Dolci di pastafrolla dal delizioso ripieno a base di mandorle, noci, uvetta, marmellata, cannella. 

E altro … a seconda della zona di provenienza e della zia che me li prepara.

L’aggiunta di spezie come i chiodi di garofano e la cannella indicano che questi dolci sono molto antichi, risalgono al periodo della dominazione araba.

Sono dolci in tutto e per tutto squisitamente “femminili”: il nome Pitte Pie, che ricorda devozione e religiosità declinate al femminile, probabilmente richiama le figure delle tre Marie che accompagnarono Gesù sul Calvario.

Le Pitte Pie, tipiche del vibonese si preparano per Pasqua. Un tempo le donne di casa fin dall’estate iniziavano a raccogliere e mettere da parte gli ingredienti per prepararle, dalle marmellate al miele, dai fichi secchi al vino cotto.

Le pitte pie hanno una forma rotonda con tre buchi sopra dai quali si intravede il ripieno, chissà forse proprio per ricordare l’evento evangelico.

A me ricordano casa.


Francesco Alemanni

ITA Imprenditore ecochic, impegnato nella sostenibilità, amante della socialità e della Calabria ENG Ecochic entrepreneur, committed to sustainability, lover of sociality and Calabria

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