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Oliena, ai piedi del Monte Corrasi, è una continua scoperta con la sua splendida sorgente de Su Gologone, bellissima e allo stesso tempo misteriosa. Le sue acque profonde ancora non si fanno scoprire del tutto lasciando quel qualcosa di misterioso che ti fa innamorare.

Ogni volta che torno ci vado nonostante la conosca a memoria.

Oliena è un luogo ricco di grotte e di storia. Come la Sardegna.

Nella Valle di Lanaitho si entra nella Grotta di Corbeddu, un bandito sardo dello scorso secolo, e nelle grotte de Su Bentu e de Sa Oche ricche di laghi sotterranei, di stalattiti e stalagmiti. Non ci sono parole.

Poi ci sono le particolarità delle Sas Domus de Janas, piccole abitazioni antiche costruite nella roccia, e villaggio nuragico di Tiscali. Insomma di sicuro non ci si annoia.

Gli olianesi sono gente fiera e ospitale, un’ospitalità che non si trova in altri luoghi e di questo ne vado fiera. (LEGGI ANCHE) Salutiamo sempre chi passa per le vie del nostro paese, diamo tutta l’amicizia e il rispetto, ma attenzione a non farci un torto! Perderai di sicuro.

Ne sanno qualcosa i miei amici che sono venuti in vacanza con me. I miei parenti e amici sono diventati anche i loro.

Li hanno coinvolti nei loro spuntini in case di campagna o su al monte tra la natura più incantevole. Spuntini a base di maialetto allo spiedo, pane carasau, formaggio, vino cannonau a non finire.

Spuntini che si sa quando iniziano ma non quando finiscono.

Due estati fa sono tornata ad Oliena con degli amici di Ferentino, i miei cugini e i miei amici hanno organizzato per noi uno spuntino sopra il Monte Corrasi.

Siamo saliti sul monte con la macchina di mio cugino. Ero terrorizzata, la strada brecciata era stretta e sotto di noi c’era il vuoto. La macchina sembrava sfiorasse il bordo della strada e avevo il terrore che precipitasse da un momento all’altro.

In lontananza si vedeva il paese e, credetemi, per me che soffro di vertigini e stata una grande sfida. Mi rassicurava molto la tranquillità e l’esperienza di mio cugino, ma ciò non toglie che il mio sedile era diventato il tappetino della macchina.

Finalmente siamo arrivati al luogo dello spuntino e mi sono tranquillizzata.

Ci siamo accomodati su pietre e muretti e abbiamo mangiato a più non posso, dove stavamo noi c’erano, se così si può dire, accampamenti di altri spuntini.

Infatti appesi agli alberi c’era del formaggio, del sale, del vino… abbiamo preso in prestito un po’ di sale.

Finito di mangiare abbiamo camminato ancora più su lungo un percorso in salita e sotto il sole ma per nulla stancante, anzi rilassante lo definirei.

Siamo arrivati su un grande spiazzo ed io mi sono fermata ad ammirare il paesaggio. Gli altri hanno proseguito esplorando il paesaggio, e anche il mio amico continentale è andato a farsi un giro scendendo e poi risalendo con al figlio per poi fermarsi ad ammirare quello spettacolo.

Fino a quando hanno sentito un rumore dietro di loro e, girandosi, si sono trovati davanti un muflone, un animale raro da vedere ma non impossibile. Direi una bella esperienza.

Tornando giù, dopo aver ripercorso il tratto di strada a piedi, siamo risaliti sulle macchine per tornare in paese e per me la discesa è stata più terrorizzante della salita.

Ad alleviare quella paura è bastato l’incontro con un piccolo di muflone che ci ha attraversato la strada alla velocità della luce.

Questi sono gli incontri insoliti che si possono fare durante uno spuntino e una passeggiata sul monte di Oliena.

 

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