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Gli asparagi selvatici crescono in gran parte della nostra penisola, il nostro clima è complice di tale prelibatezza.

Insieme al clima, poi, pare che gli antichi Romani, che ghiottissimi, hanno impiantato non si sa come le asparagine tra le colture di olivo.

Non chiedetemi come hanno fatto perché non so lo so. Ma son sicuro d’averlo letto da qualche parte, e quindi una parte di storicità ci deve essere. E comunque i mazzi sono talmente belli che mi piace immaginarli anche raffigurati nei bei affreschi della civiltà dell’Urbe.

Tornando però al discorso iniziale, dico che ci sono in gran parte della penisola, ma da noi a Terni, senza la pretesa di essere speciali, ” li sparaci” sono una cosa seria. Non ci si scherza.

Essere come me lungo e sottile, ed essere chiamato ironicamente “sparaciu”, è solo punto di onore.

Ma perché tutta questa importanza?

Perché la nostra cucina locale, da il meglio di sè a Pasqua e in tavola non possono assolutamente mancare i “selvatici verdi”. Magari accompagnati alle ‘ciriole’, la nostra pasta tipica, oppure alla classica frittata di varie erbette profumose selvatiche.

Terni poi è situata in una conca, ed anche i cittadini come me in cinque minuti sono in mezzo a gli ulivi e la macchia a cimentarsi nella raccolta.

Qualche pigrone, ora dirà: “Ma non è più facile comperarli?”

Certo, ma sappia che nella settimana Santa, possono arrivare anche a 40/50 € al kg, ed è giusto perché l’accidia va punita e il rischio va pagato.

Infatti può succedere di camminare l’intera mattina e di non farne nemmeno un etto, oppure dopo aver scalato una rupe infame, accorgersi che qualcuno ci è già passato.

E poi ci può essere la viperetta che pare stare li a guardia, e consiglio assolutamente munirsi del bastone apposito meglio se fatto artigianalmente.

Ma soprattutto, c’è un grande ostacolo per il neofita raccoglitore: Marsilio.

Lo chiamo Marsilio per comodità, ma da noi in Umbria, terra di Francesco, Rita, Benedetto e Valentino, i “vecchietti”, hanno nomi paganissimi. Marsilio è diffuso, ma ci può essere anche Anchise, Ercole, Boemo, Sparsero, Spartaco, Eraldo, Evandro, Liutprando… etc.

Mi sono perso… allora ricapitolando, Marsilio è il nemico numero uno di noi raccoglitori “tenerelli” (giovani).

Marsilio, come ho detto sopra, è un vecchietto con un’età indefinita, dai 70 ai 100 anni, ma ha lo stesso aspetto di quando ne aveva 50.

Marsilio cammina malissimo, è tutto acciaccato, dall’artrosi poverino…eppure…come cavolo è che ogni volta lo incontro nei posti più impervi (che metterebbero in difficoltà Messner) reca in mano una “roto balla” da minimo un quintale di asparagi selvatici.

Poi, ovviamente essendo più anziano, aspetta di essere salutato per primo ed è con un sorrisetto malizioso che ti chiede come è andata.

Allora al mostrare il magro bottino, l’inesperto raccoglitore come me può cadere nella trappola peggiore di Marsilio: ascoltare, i suoi consigli.

Marsilio è tutt’uno con la macchia, Marsilio e è nato lì, Marsilio da piccolo usava le vipere come yo-yo…

Eppure qualcuno ci può cadere, perché ci sono caduto anche io, ed una volta seguendo le sue “piste” ho ritrovato l’accendino di Bonatti, la tenda rossa di Nobile, il Santo Graal, ma di asparagi selvatici nemmeno l’ombra.

Questo perché i nostri ” vegliardi macchiaroli” sono talmente esperti in depistaggi che farebbero invidia alla Cia e KGB, messi insieme.

Poi che c’è da dire…primo comandamento e unico comandamento valido di Marsilio: “NON SE DICE”.

Per questo non vi mostro quelli di quest’anno, ma quelli vecchi…

In bocca al lupo… e non alla vipera ovviamente.

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