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Siamo nel Parco di Vejo lungo il corso del Cremera, il magico affluente del Tevere che percorreremo partendo dalle sorgenti per poi risalire su un ramo laterale andando alla scoperta della misteriosa Cascata dell’Inferno.

Poi discenderemo il suo corso per entrare nell’intima grotta Franca e infine andremo con il fiume verso il Tevere alla ricerca Ponte Sodo.

La caratteristica straordinaria del Parco di Vejo è l’incredibile commistione fra la “selvaticità” (la cosiddetta Wilderness) e l’opera dell’uomo. Il paesaggio a ovest e a nord di Roma pur avendo un’orografia e una morfologia complessa, e quindi disagevole, è stato frequentato per millenni dall’uomo. E gli innumerevoli resti in particolare falisci, etruschi e medievali lo testimoniano.

La sorgente del Cremera è considerata la parete di roccia dalla quale scende la cascata che raccoglie i rivoli dell’impluvio superiore, situato nell’avvallamento fra Campagnano, Formello e Sacrofano. Si arriva passando attraversando una fantastica galleria vegetale che si è formata naturalmente ad un certo punto della forra, in un ambiente estremamente suggestivo.

Fin dalla partenza, con la visione dal basso del santuario della Madonna del Sorbo alto sulla rupe a picco sul fiume, è un’immersione sempre più profonda nella natura. Non ci sono sentieri e bisogna risalire il fiume a vista, guadando continuamente dove le pareti della gola costringono a transitare dall’una all’altra riva.

Splendido è poi il paesaggio alla confluenza con il fosso che arriva dalla Cascata dell’Inferno: con cascatelle dappertutto. Un luogo segreto a 2 passi da Roma che prende il nome dal fatto che le mucche che si abbeveravano al fosso cadevano dalla cascata e morivano.

Ma la “sorgente” del Cremera cambia la sua posizione a seconda delle piogge e della stagione. Durante la stagione secca si forma partendo da un insieme di gocce che cadono dalle pareti mentre nella stagione piovosa si riconosce il torrente che alimenta il fiume e anche il fontanile di Sacrofano, nel bivio fra Formello, Campagnano, e Sacrofano.

Seguendo uno di questi torrenti che alimentano il fiume si ha una vera sorpresa e si incontra il fosso della Torraccia, proprio sotto il paese di Formello, scendendo per una ripida mulattiera nel bosco fino alla Valle del Sorbo.

Se si rimane sul sentiero che passa alto sul torrente, il paesaggio è al solito molto bello, come sempre capita quando si cammina in queste zone. Ma se si prova a scendere sulle rive del fosso, cambia tutto: ci si immerge in un ambiente incantato, fatto di grandi massi caduti e di continui salti e rapide dell’acqua, fino ad arrivare al punto dove il fosso della Torraccia sfocia nel Cremera.

E qui il paesaggio diventa straniante, con la liscia lastronata su cui si adagiano le acque del Cremera, che vanno a incontrare quelle del fosso della Torraccia in un turbinio di cascatelle.

E non è finita. Il fosso della Torraccia riserva in una sua valletta laterale il suo segreto più nascosto: un fontanile di epoca medievale e il soprastante cunicolo/acquedotto etrusco entrambi ancora attivi! Il cunicolo ancora oggi drena l’acqua verso il fontanile!

Torniamo al Cremera e al suo passaggio nella valle, fra una forra e un’altra, si arriva alle suggestive rovine del purtroppo diruto mulino medievale accanto all’altrettanto suggestiva Cascata della Mola. Proprio dalla Cascata della Mola il fiume, dopo un paio di placidi chilometri in campo aperto, rientra scrosciante all’interno delle gole.

E quasi nessuno continua a camminare lungo le rive del Cremera, oltre la cascata, fino ad arrivare alla grotta detta localmente Grotta Franca e al promontorio roccioso sulla sommità, proprio sotto le ultime case di Formello.

Il problema infatti è che l’attraversamento del fiume. all’andata e al ritorno, è l’acqua sempre abbastanza alta (salvo agosto e settembre).

Ma se ci si decide di bagnarsi, salvo non indossare le scomodissime galosce da pescatore, ci si inoltrerà in un pezzo del corso del fiume dall’aspetto selvaggio, quanto quello presso la cascata dell’Inferno, con addirittura tracce di sentiero!

Tornando al Cremera e alle sue meraviglie non si può non finire con il Ponte Sodo, la galleria scavata dagli etruschi per lasciare defluire l’acqua del Cremera durante le piene, affinché non risalisse ad inondare la spianata di Vejo. Il posto, a circa 1,5 Km in linea d’aria dalla zona archeologica, è assolutamente magico.

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