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Lorenzo Ferri è uno di quegli scultori che abbiamo incontrato molte volte senza saperlo. L’armonia delle sue sculture e la grazia delle loro forme le fa apparire come parte dell’ambiente in cui si trovano e regalano momenti di pace a chi le osserva.

Quanti di noi si sono seduti a piazza Trilussa a Trastevere sotto la statua del poeta romano? E quanti di noi sono andati a trovare una persona cara al cimitero di Prima Porta e hanno pregato sotto la scultura del Cristo Redentore?

Grazie ad una amicizia con Lorenzo Castellani, un arciprete che è stato nella collegiata di Santa Maria Assunta per quasi 50 anni, il maestro Ferri ha conosciuto Cave che all’inizio del secolo scorso era in pieno fermento artistico e culturale.

Il trenino che collegava Roma con Fiuggi e la stazione di Cave avevano portato questo piccolo paese al centro dell’interesse di molti borghesi romani che qui avevano realizzato splendide ville chiamando artisti e artigiani.

Lorenzo Ferri e monsignor Castellani avevano lavorato molto insieme sugli studi sulla Sacra Sindone. Ad un certo punto della sua vita, la sindone era diventata l’ossessione di Lorenzo Ferri che voleva riuscire a ritrovare “le vere fattezze di Gesù Cristo”. Questi studi lo proiettano a livello internazionale e diventa un punto di riferimento nella ‘sindologia’.

Nel frattempo, lo scultore si innamora del paese e realizza una prima opera per la città: la tela della Veronica per il “Comitato Pro Venerdì Santo”. La tela è esposta nella collegiata.

Per la collegiata di Santa Maria Assunta, poi, realizza un vero capolavoro: le porte scolpite in bronzo che raccontano la storia della vita della Vergine. Fra le figure della porta si possono riconoscere lo stesso Ferri e Monsignor Castellani, a comprova del loro legame con questa città così particolare e unica.

Un portone in due ante maestoso che domina quella che era la principale piazza del paese, poi attraversata da una strada che ha cambiato la fisionomia dei luoghi.

Il Museo Ferri di Cave è proprio vicino alla collegiata ed è diviso in due sezioni, una che ti prende razionalmente e una che ti cattura le emozioni in un modo inimmaginabile.

La prima parte del museo si trova in un edificio che si affaccia direttamente sul corso principale, che nel passato ospitava l’ospedale del paese, ed è divisa in tre piani. Lungo il percorso museale si trovano i bozzetti in gesso dell’artista, compreso quello del Trilussa di Roma.

La seconda si trova nei sotterranei dell’ex convento agostiniano della chiesa di Santo Stefano. Un complesso veramente unico e originale con due chiese, una superiore e una inferiore e cunicoli che portano nei sotterrai del convento, che oggi è la sede del comune.

Attraverso un passaggio stretto si entra in una sala incredibile, con volte in mattoncini, pietre a faccia vista e pavimento in cotto. Un luogo di età imprecisabile in cui si capisce che si è svolta parte della storia di Cave.

E qui, con luci che creano magie fra i pilastri e gli archi in cui si intravedono le maestose sculture di Lorenzo Ferri. Si tratta delle figure in gesso del Presepe Monumentale, 9 figure alte più di 4 metri realizzate fra il 1947 e il 1948 per un concorso dei Padri Pallottini per il presepe di Sant’Andrea della Valle a Roma.

Le sculture rappresentano l’Epifania con i tre Magi, di cui uno inginocchiato, con i rispettivi paggi che portano i loro doni a Maria, San Giuseppe e il bambino Gesù.

Una visita al Museo Ferri, che combina le suggestioni del luogo con la magia di queste sinuose e maestose forme, merita un viaggio a Cave e la scoperta di un paese originale.

Una curiosità: il presepe di Cave è candidato al guinness dei primati come il più altro presepe mai realizzato. A presto il verdetto!


Claudia Bettiol

IT Ingegnere, futurista e fondatrice di Discoverplaces. Consulente per lo Sviluppo Turistico dei Territori, specializzato nella sostenibilità e nella promozione culturale dei piccoli territori e delle piccole imprese. Ama i cavalli ENG Engineeer, futurist, joint founder of Energitismo and founder of Discoverplaces. Consultant for the development and promotion of the Touristic Development of Territories specialising in sustainability and in cultural promotion of small places and small enterprises. She loves horses

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