

Agosta è un borgo medievale su una propaggine dei monti Simbruini, nella valle dell’Aniene a nord-est di Roma ed è molto vicina alla Abbazia di Subiaco che per molti secoli ha influenzato la vita politica ed economica di tutto il territorio. La sua storia inizia molto presto e questo era il territorio degli Equi, poi conquistati dai romani nel 304 a.C.
Per la sua vicinanza con la città di Roma e la ricchezza di acque della Valle dell’Aniene, nel territorio di Agosta e dei borghi vicini sono state costruite diverse ville romane ma soprattutto il grande acquedotto Anio Vetus (dal nome del fiume Aniene) nel 272 a. C., durante la Roma repubblicana.
Probabilmente il suo nome viene dalla sorgente Augusta che alimenta l’acquedotto dell’Acqua Marcia, una delle principali fonti di approvvigionamento di Roma. L’acquedotto ha una lunghezza di circa 90 km e che era stato potenziato dall’imperatore Augusto, che ha dato il nome alla sorgente. In uno dei primi documenti del medioevo, anche la collina dove si trova il borgo veniva chiamata Augusta, quindi possiamo dire che l’attuale borgo prende il nome dall’imperatore Augusto.
Nel territorio di Agosta si trovava anche un piccolo laghetto e un approdo che si dice fosse usato da Nerone per raggiungere la sua villa di Subiaco navigando sul fiume.
Dopo la caduta dell’Impero Romano, le persone lasciarono la parte bassa della valle e si rifugiarono in fortezze sulle colline, quella di Agosta è entrata molto presto a far parte del sistema di controllo della vicina Abbazia di Subiaco. Possiamo dire che tutta la storia di Agosta coincide in gran parte con quella del monastero dei benedettini che erano stati capaci di riportare ordine sociale dopo la fine di Roma e avevano creato un proprio possedimento.
Lo stemma di Agosta riporta proprio una parte dell’acquedotto romano e la croce di San Benedetto per sintetizzare i due aspetti fondamentali che hanno caratterizzato la storia di questo borgo.
Il monastero nominava un suo commestabile per l’amministrazione che risiedeva nel castello dove grandi spazi erano dedicati all’immagazzinamento dei prodotti agricoli, le decime destinate al monastero.
Un episodio importante nella vita del paese è stato lo scontro armato fra due abati della abbazia di Subiaco e l’incarcerazione dell’abate Simone di Cassino nel castello di Agosta. Nella lotta venne chiamato l’esercito tedesco di Federico Barbarossa che assediò e distrusse il castello.
Un altro momento di tensione si è avuto intorno alla fine del Trecento quando la famiglia Colonna aveva cercato di scalfire il potere della Abbazia cercando di conquistare il castello di Agosta, senza riuscirci.
La grande abbondanza di acqua ha naturalmente portato alla costruzione di mulini e di allevamenti di trote. Secondo una leggenda, la prima sagra della trota era nata quando i fedeli accorsero a portare trote all’Abate Giovanni Torquemada durante una sosta all’approdo sul laghetto del fiume Aniene.
Dopo il sacco di Roma e gli scontri tra il papato e l’abbazia, Agosta e i monasteri passarono sotto il controllo della famiglia Colonna e poi dei Barberini fino al 1738.
Dal 1615, Agosta è diventata meta di pellegrinaggi dopo il miracolo della cura degli indemoniati e venne costruito il santuario della Madonna del Passo.













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