Bagnoregio


Stemma di Bagnoregio

Bagnoregio si trova su un promontorio, fra il lago di Bolsena e la valle del Tevere, in un’area di particolare fascino paesaggistico per la sua geologia. Civita di Bagnoregio è invece su un colle isolato collegato a Bagnoregio da un lungo ponte.

Tutte le colline sono caratterizzate da ampli calanchi che le conferiscono un aspetto lunare. Sono costituite da uno strato di materiale di origine vulcanica (tufo o altro) proveniente dai vicini Monti Vulsini che si è depositato sopra uno strato di argille marine fortemente soggette all’erosione.

Le origini sono molto antiche e risalgono certamente al periodo etrusco, almeno VI secolo AC, che realizzavano le loro città su promontori circondati da due corsi di acqua. Qui passava anche l’antica strada di collegamento fra il mare e il lago di Bolsena dove si trovava Vulsinium, una delle capitali Etrusche.

Questa strada attraversava il decumano di Bagnoregio, entrava in Civita (che non era isolata) e scendeva dall’altra parte verso il lago ed è stata in funzione ancora fino al medioevo. Ai lati della strada si trovavano molte grotte con tombe etrusche che sono ancora visibili.

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Non si hanno invece molte informazioni del periodo romano documentato da una cisterna, tombe a colombario, un cippo funerario e pochi reperti. Dobbiamo ricordare che questa area ha subito profonde devastazioni da parte dei barbari e la oppressiva dominazione dei Goti di Teodato.

Dal 605 Bagnoregio entra nel regno dei Longobardi e a quel tempo era strategica per il controllo dell’alto Lazio e famosa per le terme. Viene citata con il nome di Balneum Regis in un documento di Gregorio Magno per la nomina di un vescovo a Civita e forse il nome Bagnoregio viene da Desiderio, il re dei Longobardi che guarì di una malattia grazie alle acque termali della città.

Nel 774 Carlo Magno la sottrae ai Longobardi e la dona alla Chiesa e poco dopo inizia il fenomeno dell’incastellamento, ossia la realizzazione di tanti piccoli castelli fortificati in cui le popolazioni trovavano rifugio dagli invasori.

Dopo un periodo di feudatari, Bagnoregio si dichiarò comune libero nel 1140, ma questa libertà durò poco e nel 1189 l’imperatore Enrico VI (figlio di Federico Barbarossa) restituì Bagnoregio al papa Clemente III.

Bagnoregio ha sempre avuto una certa autonomia e i successivi secoli sono caratterizzati da una lotta fra guelfi e ghibellini (papato e impero) e un rapporto conflittuale con la vicina e potente città di Orvieto.

Un momento importante di Bagnoregio è stato nel 1457 con un processo contro le famiglie dei signori locali contro i loro soprusi e distrussero le rocche dei Monaldeschi e dei Cervara. Si possono vedere segni di questa storia nelle sculture sulla porta di accesso a Civita di Bagnoregio.

Ma il coraggio dei cittadini è stato messo a dura prova dalla distruzione di Civita con i cannoni francesi durante il 1494 e dal 1496 Bagnoregio è passata sotto il controllo diretto di cardinali che nominavano governatori locali.

Originariamente i due centri avevano il nome di Civita e di Rota e solo dopo il terremoto del 1695, Rota prende il nome di Bagnorea e cambia l’importanza dei due centri. Il terremoto aveva epicentro proprio in Bagnoregio e fu così forte che Viterbo mise manifesti ovunque invocando la grazia di San Valentino e Sant’Ilario.

Per i grandi crolli del ponte e del borgo, papa Innocenzo XII decise lo spostamento della cattedrale e del vescovato a Bagnoregio e da allora inizia il declino di Civita fino al 1809 quando una legge imponeva lo spostamento di tutti i cittadini da Civita a Bagnoregio.

Ponti e crolli si sono susseguiti, e a questi si sono aggiunti i bombardamenti del ponte della seconda guerra mondiale.

L’attuale ponte risale al 1965 e ogni anno vi transitano circa un milione di persone che visitano l’antico borgo di Bagnoregio oggi trasformato in una delle principali attrazioni turistiche del centro Italia e in lista fra i luoghi Unesco come patrimonio dell’Umanità.



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