This post is also available in: Inglese

La Roccaforte di Santa Maria a Monte, un borgo del Valdarno Inferiore, è stata per tanto tempo un dispositivo militare formidabile.

Da li si controllava una parte strategica della Toscana: il territorio compreso tra le propaggini occidentali delle colline delle Cerbaie e il corso del fiume Arno.

Lo storico fiorentino del Trecento, Giovanni Villani, la descrive come il “più saldo castello di Toscana e il meglio attrezzato“.

La posizione collinare infatti assicurava il controllo di un’area fondamentale per la geopolitica della regione. Era perciò conteso dalle potenze interessate: essenzialmente Lucca, Pisa e Firenze.

Per questo il borgo di Santa Maria a Monte, che annovera tante tracce della sua storia millenaria, mette in mostra a chi lo visita importanti testimonianze medievali, per certi versi uniche.

A renderlo interessante è in primo luogo la sua struttura urbanistica elicoidale, sulla cui originalità si sono espressi tanti studiosi. Alcuni hanno addirittura raccontato l’interesse di Leonardo da Vinci per questa conformazione a spirale dell’impianto urbanistico del borgo.

Questa condizione permise al borgo di sviluppare un successivo e originale assetto urbanistico, dando origine a spazi di vita e di lavoro “miniaturizzati”.

È così che i visitatori possono comprendere questa evoluzione attraverso una serie di strutture, ma soprattutto di una piazza che dalla fine dalla seconda metà del XIX secolo, è stata intitolata a Venezia. Come si conviene alla più classica tradizione della toponomastica italiana.

Questa intitolazione rimanda a spazi importanti, testimoni di grandi raduni e adunate. Così quando si parla di piazza, via o corso intitolati alla stupenda città, ognuno se li figura di particolare imponenza.

Non è certamente il caso di “Piazza Venezia” a Santa Maria a Monte, che anzi si candida ad essere riconosciuta come “la piazza più piccola del mondo”.

Questo presunto primato non è il frutto di un’operazione di promozione turistica, ma l’esito di un’evoluzione urbanistica, appunto.

In principio infatti il tessuto urbanistico del borgo era costituito da “case a corte”, risalenti molto probabilmente all’alto Medioevo.

Come spiega Giovanni Giusti, nella sua pubblicazione ‘’Santa Maria a Monte. Origini ed evoluzioni della struttura urbana’’ del 1999. Queste peculiarità ‘’sono il prodotto di una trasformazione di corti originarie suddivise e intasate da tipi edilizi di dimensioni sempre più contenute e privi di aree di pertinenza.’’

Per la nostra Piazza Venezia parliamo di uno spazio incuneato tra abitazioni e ufficialmente accreditato dalla segnaletica urbana, con il nome di Piazza Venezia, appunto.

Si tratta di una superficie di circa 30 (trenta!) metri quadrati.

Dimensioni quindi da mini appartamento, peraltro con l’accesso principale a tre abitazioni.

Siamo probabilmente di fronte ad un primato: Piazza Venezia a Santa Maria a Monte è la piazza più piccola del mondo. Ha raggiunto queste dimensioni ad uso dei turisti, non per una delimitazione pensata a tavolino, ma per un fenomeno urbanistico.

Se si dovesse contestualizzare quest’angolo di Santa Maria a Monte in una realtà in miniatura, probabilmente saremmo già nell’ordine di grandezza richiesto.

Come abbiamo detto, in questa “micro-piazza” hanno il loro accesso tre abitazioni. Insomma c’è chi abita davvero nell’Italia in miniatura, ovvero nella piazza più piccola del mondo.

Altre località rivendicano questo record. Abbiamo notizia infatti di altre micro-piazze come “Piazza Padella” a Barbara (in provincia di Ancona), Piazzetta Beata Vergine degli Angeli a Torino e Calleja del Panuelo, Handkerchief Alley a Cordoba, in Spagna.

Per come abbiamo potuto documentarci, vi è spesso la tendenza a qualificare come entità urbanistica (via, piazza, corso ecc.) spazi con requisiti incompleti. A nostro giudizio, quella di Santa Maria a Monte ha storia, strutture e funzioni che ne qualificano la natura.

Tuttavia c’è bisogno di una sorta di attestazione ufficiale che possa definire e poi certificare i requisiti con cui assegnare il titolo.

In proposito ci sentiamo di fare una proposta: perché non costituire un board che valuti le candidature e definisca la rispondenza delle candidate ai requisiti che consentano l’assegnazione del titolo?

Ci sembra infatti un modo per conoscere e ri-conoscere i territori, valorizzandone le caratteristiche.

A questo riguardo ci sentiamo di pronosticare il primato di Piazza Venezia a Santa Maria a Monte: essa è esito, non di un’iniziativa promozionale, ma di due fenomeni: la tabernizzazione e l’insulizzazione.

Ma questa è un’altra storia…

Top