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Premio Town Ambassador di Gambatesa al molisano Pietro Abiuso per il suo grande amore per le sue radici italiane e la costruzione di un fortissimo ponte fra la cultura italiana e quella americana.

Qualche tempo fa avevamo pubblicato la storia di Gambatesa e siamo rimaste sorprese quando le fotografie ci sono arrivate da Pietro Abiuso, un signore di origine italiana che oggi vive in Florida.

Pietro ha speso tutta la sua vita avanti e indietro fra Gambatesa e varie parti degli Stati Uniti, e la storia della sua famiglia è veramente sorprendente.

La prima ondata migratoria della sua famiglia si era verificata nell’Ottocento, poco dopo l’Unità d’Italia, e sua nonna paterna era nata in Pennsylvania. Poi, durante la Grande Depressione, la famiglia tornò in Italia, dove nel frattempo avevano comprato un casciale, e la nonna si sposò nel suo paese d’origine vicino Campobasso.

Sono molto orgogliosi perché il casale apparteneva alla famiglia di Prosdocimo Rotondo, i nobili di Gambatesa.

Hanno 8 figli e la situazione diventa difficile anche in Italia, così decidono di tornare negli Stati Uniti mandando in avanscoperta il primo figlio Pasquale. Per superare la burocrazia italiana ed accelerare i tempi, il padre di Pietro va in America illegalmente passando per il Canada, nonostante sia nato da genitori americani.

Arriva a New York ed acquista una casa a due piani a Brooklyn da una signora anche lei originaria di Gambatesa. Arrivano poi gli altri 7 fratelli e la famiglia si riunisce tutta in America. Ma una signora un po’ invidiosa lo denuncia perché immigrato irregolare e Pasquale viene arrestato.

È quindi costretto a tornare in Italia anche se tutti i suoi fratelli restano negli Stati Uniti. Poco male, la vita va presa con le giuste misure e Pasquale crea la sua famiglia a Gambatesa dove sposa Nicolina e nasce Pietro.

Ma ancora una volta il legame con l’America è destinato a continuare. Infatti, nel 1976 una ragazza americana di origine di Gambatesa viene in Italia e si innamora di Pietro e dopo un po’ di lettere i due decidono di convolare a nozze e di stabilirsi in America.

Pietro era geometra e in America non esiste un corrispettivo per questa professione, inoltre non parla inglese e deve accontentarsi di quello che trova. Così il suo primo lavoro è alla macchina da cucire in una fabbrica di vestiti.

Ma guadagna abbastanza da pagarsi il College e per i numerosi viaggi che sempre lo collegano all’Italia.

E la voglia di tornare almeno un paio di volte l’anno in Italia e il costo dei biglietti aerei, per tutta la famiglia che cresce, sono elementi che condizioneranno tutta la sua vita. Pietro non ha mai esitato a fare sempre un paio di lavori pur di mantenere vivo il suo legame con Gambatesa.

Un aneddoto definisce bene il suo carattere: aveva trovato un buon lavoro come disegnatore tecnico in uno studio di ingegneria ma non gli davano molte ferie. Era il periodo di Natale e Pietro voleva andare con la sua famiglia per 3 settimane in Italia.

Per lui era importante partecipare alle ‘Maitunate’, una tradizione di Gambatesa in cui tutta la notte e la mattina del primo gennaio le persone vanno di casa in casa a declamare poesie ironiche sui comportamenti degli altri paesani. Una grande presa in giro collettiva in cui si rinsalda il senso della comunità, un giorno dove è possibile dire tutte le verità per poi ritrovarsi in un grande abbraccio.

Quell’anno Pietro era il ‘capo banda’ e si dimette dal lavoro pur di non perdere la sua tradizione di Gambatesa e volare in Italia.

In realtà nella sua vita si licenzierà altre 3 volte per andare in vacanza a Gambatesa.

Tornato America trova molti altri lavori, sempre facendone almeno un paio alla volta per potersi pagare i viaggi in Italia e crescere i figli nel migliore dei modi. Alla fine trova pace lavorando per il sistema postale americano, dove diventa ispettore, e come allenatore per le scuole calcio.

E la vita continua con i figli che ogni anno festeggiano prima il 4 luglio in America e poi volano per un paio di mesi a Gambatesa. Da notare che i figli hanno nomi tipici della tradizione di Gambatesa: Pasquale e Nicolina.

L’altra grande passione: Cavallo Pazzo

Quando era piccolo era un accanito lettore di Tex, di cui suo zio aveva una collezione, ed era attratto dalla storia americana del rapporto con gli indiani Navajo. Una passione così forte che dopo aver comprato un libro sulle varie tribù indiane, una notte sogna Cavallo Pazzo che lo conduce alla sua tomba.

Cavallo Pazzo era un Sioux ed è l’unico capo indiano che ha sconfitto l’esercito americano. La sua storia è in parte avvolta nel mistero anche perché il periodo di coabitazione con l’uomo bianco è stato molto breve.

Era stato ucciso a 37 anni e suo padre aveva seppellito il corpo in un posto speciale. Non si era mai fatto fotografare perché diceva che la fotografia rubava l’anima, ma di lui si avevano diverse fotografie ma le persone sembravano differenti.

Così Pietro ha iniziato a fare ricerche e viene riconosciuto come un esperto tanto che viene intervistato dal Billing Gazette. E questa intervista cambia la sua vita.

Infatti dopo averla letta viene contattato dal un discendente di Cavallo Pazzo e da Cesare Marino, un antropologo che lavora allo Smithsonian e che anche lui è di origini italiane.

I due insieme continuano le ricerche, vanno in Nebraska dove trovano un archivio particolarmente ricco e alla fine scrivono un libro rivoluzionario: ‘The face of Crazy Horse’ (il volto di Cavallo Pazzo).

Con questa sua passione e le sue ricerche che non terminano mai, Pietro oggi è stato ammesso all’interno della comunità indiana e partecipa ai loro riti. Lo sciamano Francis White Lance ha scritto la prefazione a questo libro implicitamente riconoscendo ai due ricercatori italiani la massima credibilità.

Ma Gambatesa è sempre prima nel cuore.

E per questo motivo insieme al sindaco Carmelina Genovese siamo ben lieti di consegnare il Premio Town Ambassador a Pietro Abiuso per il suo amore incontaminato e infinito per Gambatesa.


Claudia Bettiol

IT Ingegnere, futurista e fondatrice di Discoverplaces. Consulente per lo Sviluppo Turistico dei Territori, specializzato nella sostenibilità e nella promozione culturale dei piccoli territori e delle piccole imprese. Ama i cavalli ENG Engineeer, futurist, joint founder of Energitismo and founder of Discoverplaces. Consultant for the development and promotion of the Touristic Development of Territories specialising in sustainability and in cultural promotion of small places and small enterprises. She loves horses

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