L’alleanza fra l’albero della vita e l’albero d’ulivo

L’alleanza fra l’albero della vita e l’albero d’ulivo

Si narra che l’albero d’ulivo e l’albero della vita vivessero alimentati dalla stessa energia e forza, ma che per essere immortali nei loro valori avrebbero dovuto incontrarsi ed unirsi in un legame di pace e fratellanza.

L’albero d’ulivo porta con sé una lunga storia che lo inserisce in un contesto di valori quali la pace e la fede, la vittoria e l’onore.

L’olivo veniva infatti dato come omaggio nell’antica Grecia ai vincitori delle Olimpiadi, assieme ad un’ampolla d’olio. Nell’antica Roma era intrecciato sulle teste dei cittadini più degni di riconoscimento, e si narra che gli stessi Romolo e Remo nacquero sotto un albero d’ulivo.

L’albero era parte di tradizioni e valori particolari che venivano tenute nascoste. In Italia veniva usato ma non capito.

Venne il giorno in cui si mostrò uno spirito benefico e veggente che predisse all’albero la sua decadenza e morte, e con questa tutti gli insegnamenti e i valori portati agli umani.

Vi era tuttavia un unico modo per impedirlo, quello di incontrare la notte seguente l’albero della vita, anch’esso costretto allo stesso terribile fato, perché non accolto dagli uomini mossi all’odio per il prossimo e all’egoismo.

L’albero della vita ha anch’esso una lunga storia. È definito infatti come l’albero che dà la vita e le sue componenti, le radici, il tronco, le foglie e i frutti, rappresentano un aspetto diverso della stessa. Nella mitologia cinese è presente un albero della vita che produce frutti preziosi in grado di donare l’immortalità.

Dalla Cina perciò partì l’albero della vita per incontrare quella notte stessa l’albero d’ulivo, esattamente all’entrata della Porta Palermo, una delle 5 porte di Sciacca che rappresenta l'ingresso della città storica per chi arrivava da Palermo.

Al loro incontro si saldò un patto di alleanza, un patto basato sull’accoglienza e sullo scambio reciproco di bellezza e virtù.

L’albero della vita offrì i suoi frutti dell’immortalità alla popolazione di Sciacca, ma fu l’albero d’ulivo che li custodì, perché l’immortalità doveva appartenere ai valori quali la pace, l’altruismo, l’accoglienza e l’elevazione di ogni cultura come fosse la propria. La cultura perché porta arricchimento e autopromozione.

La maledizione fu sventata, e vinse l’unione fra due culture, unite dagli stessi ideali di bellezza e tradizione.

La storia è stata rappresentata con un’opera emozionale dall’artista Giuseppe Ciaccio.