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Ai giorni nostri l’enogastronomia ha grande risalto su tutti i mezzi di comunicazione. Non c’è canale tv o quotidiano che almeno una volta al giorno non parli o ci “racconti” di un piatto o una pietanza.

Del resto siamo in Italia, l’eccellenza mondiale in questo campo. Ogni paese ha delle particolarità, e anche noi di Torre Cajetani ci distinguiamo dagli altri.

Molte volte quando si parla della cucina laziale si fa riferimento principalmente ai piatti della cucina Giudaico-Romana ma difficilmente si parla del resto delle zone vicino la capitale.

Anche l’Amatriciana e la Gricia, piatti provenienti dalla cucina reatina, almeno fino a poco tempo fa venivano accostati solo alla cucina della capitale.

Una curiosità culinaria su Torre Cajetani l’abbiamo parlando degli zocchi: un tipo di pasta fatta con acqua e farina e tagliata più stretta delle più comuni sagne. Data la loro forma non si sapeva mai come mangiarli, se con la forchetta o il cucchiaio.
Le sagne, invece, sono forse il piatto più caratteristico della Ciociaria e sono usati soprattutto per le minestre, infatti vengono anche preparate con il pomodoro, oppure fatte a minestra con i fagioli e tagliate a quadratini grandi.

Sempre fra le paste fatte con acqua e farina ci sono i cecamariti, una sorta di gnocchetti lunghi.

Ma parlando del mondo della pasta fatta in casa dobbiamo citare la famosa pasta all’uovo come i fini fini o taglierini conditi al sugo semplice o in brodo e i maccaruni, un pochino più grandi dei taglierini e che vengono conditi con le rigaglie di pollo.

Poi fra i primi ci sono le fettuccine, il timballo, i frascategli, la stracciatella (di uovo) con brodo di gallina, la minestra con il pane sotto.

Infine i famosi gnocchi di patata conditi con sugo di pomodoro o con altre prelibatezze.

Un’ulteriore curiosità sicuramente è quella legata ai piatti più rappresentativi della cucina romana e laziale, ovvero delle succitate Amatriciana, Gricia e Carbonara. Nella nostra terra l’utilizzo della cipolla e dell’aglio in cucina è molto diffuso e quando questi piatti sono arrivati dalle nostre parti hanno avuto una contaminazione: l’aggiunta della cipolla. Molti di noi ricordano che nei tre piatti la nonna metteva la cipolletta rossa.

È curioso vedere come spostandosi solo di pochi km, i piatti hanno delle contaminazioni che seguono gli usi e i prodotti di quella terra.

Ricetta degli Zocchi di Torre Cajetani

  • Farina
  • Lardo
  • Odori
  • Aglio
  • pecorino

Impastare la farina (anche integrale se si vuole) con tanta acqua quanto è necessaria per ottenere una pasta durissima. Lavorare energicamente incorporando, se necessario, altra farina e stenderla poi con il matterello fino ad ottenere una sfoglia rotonda abbastanza spessa.

Lasciare asciugare la sfoglia, poi infarinarla e arrotolarla.

Con un coltello affilato tagliare con tagli trasversali di 3 mm per ottenere una pasta simile ai “maltagliati”. Finita l’operazione farli saltellare tra le mani in modo che si aprano.

Cuocere in abbondante acqua salata e togliere la pasta dal fuoco quando, dopo aver ripreso il bollore, sarà venuta a galla.

Fare una battuta di lardo (misto ad aglio e qualche odore), far rosolare e una volta sciolto il composto aggiungere la conserva (oppure i pomodori) e opportunatamente acqua. Far cuocere per qualche tempo.

Una volta pronta aggiungere gli zocchi alla minestra appena preparata e servire con pecorino.

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