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Mi chiedo, cosa rappresenta per te il Pesce Spada?

Ricordando la mia infanzia, nei sobborghi di Melbourne, cresciuta come figlia e nipote di emigrati Siciliani, mia madre Sarina era solita cucinare il pesce spada su una ‘brasa di legno’, mio ​​nonno Gioacchino (a molti emigrati veniva dato un nome che gli australiani erano in grado di pronunciare e lui era noto come Jack) spaccava la legna, mentre mia madre Sarina preparava ‘u samuriggio’, nonna Carmela coglieva i limoni freschi dal nostro albero.

Nel frattempo mio padre Salvatore (Sam) andava al mercato locale del pesce e comprava il pesce spada fresco.

Questa era un’occasione speciale per celebrare qualche festa. Infatti mio padre pescava durante la settimana con il suo compare, anche lui un pescatore, e portavano altri pesci come platesse, aguglie e calamari.

Così il pesce spada era un’occasione molto speciale nella nostra famiglia.

Ho scoperto più tardi nella mia vita adulta il perché.

Mio nonno materno era un ‘ingegnere del tonno’, lo chiamavano Rais Stefano Salmeri e pescava con tanti pescatori nel paese di Milazzo.

In Sicilia era chiamata “ngonia del tono” di Milazzo, un piccolo angolo dove andavano a pesca tutti i pescatori locali. La baia era il posto dove tutti i tonni entravano per deporre le loro uova, quindi c’erano sempre molti tonni che venivano in questa baia durante la stagione.

Picture by Beth Jennings

Il pesce spada ricordava a mia madre Sarina la sua casa e la sua famiglia che aveva lasciato per venire in Australia.

Mi chiedo che tipo di cibo ti ricordi la tua famiglia? O casa? Quali ricordi lontani della tua infanzia hai ritrovato nel cibo?

Ora molti anni dopo mi sento molto emozionata, come se fosse un riflesso più profondo della vita che oggi guardo con lenti diverse.

Quando mia madre Sarina preparava il suo “samuriggio”, come lo chiamava lei, per me era come un condimento ma per lei era la ricetta di sua madre.

Spremeva i limoni del giardino, e aggiungeva un filo d’olio extravergine di oliva un po’ di sale, pepe e l’origano fresco di nonno Gioaccino che coltivava nel piccolo giardino sul retro. Poi, quando arrostivamo il pesce spada, lei aggiungeva questo “samuriggio”.

Picture by Beth Jennings

Ci riunivamo fuori intorno al fuoco che scoppiettava vivacemente e vedevo mia madre andare in estasi. Guardando indietro, chissà cosa aveva provato come figlia che lasciava i suoi genitori per andare in un posto strano e che non li avrebbe visti per altri 20 anni.

Poi, tornare a casa a Milazzo con due figli non essendo più quella signorina che era partita a 21 anni per tornare dai genitori a 41 anni con un’altra vita.

Questa era la mia immagine di quello che penso che accadde, dato che mia madre non parlava molto, e mentre guardo indietro credo sia stato molto doloroso come ‘aprire un barattolo di vermi’, come diciamo in Australia.

A 20 anni sono andata a Milazzo per restarci un anno, il 1980, e quando ho attraversato il “mercato” ho visto il pesce spada! Con le teste tutte in mostra come i re del mare!

Mi mancava mia madre a casa in Australia.

Ho sentito un po’ di quello che forse aveva provato lasciando tutto per venire in una nuova terra senza conoscere la lingua e trovando un’altra cultura al di fuori di ciò che sapeva.

Il pesce spada mi ha ricordato mia madre Sarina e i tempi della mia infanzia. Avevo la stessa età di mia madre quando è partita, ma io ero tornata a stare a Milazzo per un anno.

Sono passati molti anni e vengo in Sicilia e faccio un tour ogni anno, porto le persone a vedere la mia terra natale e quella dei miei antenati. Infatti mi sentono parlare della Sicilia così tanto che vogliono venire con me.

Ora la mia famiglia è tutta morta e tutto quello che ho sono i ricordi che mi tengono in vita, proprio come quello del fuoco che arrostiva il pesce spada molti anni fa.

È divertente come il pesce spada possa innescare questi ricordi della vita.

Passeggiare per Capo Mercato con i miei clienti mi riporta i ricordi della mia famiglia e di chi erano prima che mia madre venisse in Australia.

Il pesce spada è ancora lì, mostrato come il re che è, e mi chiedo se i gusti sono cambiati? Mi ricordo un gusto diverso da quando ero giovane, ma il samuruggio è ciò che lo rende assolutamente delizioso!

Lo cucino per i miei clienti anche in Australia per mantenere vivi i ricordi, molte volte per avere quello sguardo che aveva mia madre Sarina. Mi chiedo se qualcuno dei miei figli veda quello che provo e se continuerà anche nelle loro vite?

So che il pesce spada è un legame con i miei clienti perché quando guardano il pesce spada gli viene in mente la loro esperienza con me in Sicilia.

Anche loro avranno storie da raccontare ai loro amici e familiari.

Ognuno ha una storia da raccontare, diversa l’una dall’altra, per noi figli di migranti il cibo è molto legato ai ricordi e le emozioni sono forti come quelle del momento in cui siamo stato introdotti a questi sapori.

Saltano fuori immediatamente per ricordartelo.

Qualcosa di semplice come il pesce spada può evocare ricordi del nostro passato o esperienze nella nostra vita.

È divertente pensare che il pesce spada possa essere il viaggiatore nel tempo dei ricordi.

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