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Ci sono varie ville storiche a Roma in cui è impossibile o molto difficile accedere, due di queste sono sedi diplomatiche extraterritoriali e quindi molto riservate: Villa Wolkonsky e Villa Abamelek.

Per parlare di Villa Wolkonsky, che si trova vicino alla Basilica di San Giovanni, bisogna raccontare la storia di Zinaida, una principessa e scrittrice russa che ha vissuto quasi sempre a Roma.

Zinaida era nata a Dresda in Sassonia nel 1789, anno della rivoluzione francese, ed era figlia di un ambasciatore russo.

Con il padre girò per l’Europa, e per un periodo visse anche a Torino dove imparò l’italiano.

Poi dal 1806 visse a San Pietroburgo alla corte dello Zar Alessandro, ed era sua amica personale per tanti anni e forse amante. Nel 1810 sposò il principe Wolkonsky, aiutante dello zar, da cui ebbe il figlio Alexander.

Viaggiò molto, a Parigi, Dresda, e in altre capitali, formandosi una vasta cultura e conoscenza delle lingue. Nel 1820 venne a Roma, dove il padre aveva acquistato la grande Villa Wolkonsky davanti a San Giovanni, dentro al cui parco c’è un lungo tratto dell’acquedotto neroniano.

Zinaida iniziò in questi anni a scrivere libri e a creare intorno a sé un circolo di personaggi di cultura. Nel 1822 tornò per alcuni anni a San Pietroburgo, anche perché il figlio era rimasto là, ma nel 25 morì lo zar Alessandro e lei l’anno dopo decise di convertirsi al cattolicesimo.

Lo Zar Nicola non accettò la cosa e Zinaida nel 1829 dovette tornare a Roma, lasciando il figlio in Russia.

Abitava un po’ a Palazzo Poli, quello su cui cento anni prima era stata costruita la Fontana di Trevi, e un po’ a villa Wolkonsky e intorno a lei si era formata una cerchia di intellettuali, tra cui Stendhal, Belli, Donizetti e Gogol.

Nel 1844 morì il marito e lei divenne molto religiosa, si impegnò in opere di beneficenza e non si mosse più da Roma fino alla morte che avvenne nel 1862. Fu sepolta nella Chiesa di San Vincenzo ed Anastasia, davanti alla Fontana di Trevi.

Il figlio Alexander dal 1850 fu ambasciatore per conto di Pio IX in vari Stati e adottò una figlia Nadia, che continuò a vivere nella villa.

Nel 1922 la villa fu venduta al governo tedesco che ci fece la sua ambasciata. Poi dopo la guerra fu requisita dall’Italia e concessa in uso al governo inglese che nel 1951 l’acquistò utilizzandola come sede per eventi e come residenza dell’ambasciatore inglese.

Villa Abamelek è invece di proprietà della Repubblica Russa ed ha un parco immenso di trenta ettari tra il Gianicolo, villa Pamphili e San Pietro.

L’edificio principale è stato costruito a fine Seicento. Nel 1792 la villa fu acquistata, tanto per cambiare, dal ricchissimo Giovanni Torlonia ma dopo, nel 1849, fu danneggiata durante la battaglia che concluse la Repubblica Romana.

Nel 1907 fu acquistata dal principe russo Abamelek e dal 1936 passò all’Unione Sovietica.

Ora è la residenza dell’ambasciatore russo e nel 1998 vi è stata costruita una chiesa ortodossa, accessibile dall’esterno.

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