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Per secoli l’ingresso a Roma per chi arrivava da Nord era attraverso Porta Flaminia e Piazza del Popolo.

Da qui partivano le tre strade del Tridente Sistino.

Al centro c’era via del Corso, l’antica via Flaminia, diventata via Lata, in cui si facevano anche la corsa dei cavalli durante alcune ricorrenze come il Carnevale Romano, che portava fino al Campidoglio.

Poi c’era via di Ripetta, che passava vicino all’omonimo porto e portava i pellegrini fino a San Pietro passando davanti a Castel Sant’Angelo.

La terza era via del Babbuino che portava a piazza di Spagna, chiamata così da una statua antica ritrovata sul posto e non meglio identificata, chiamata dal popolo “il babbuino”.

A separare le tre strade erano state poste nel Seicento le due chiese gemelle e, al centro della piazza, Sisto V aveva fatto collocare il grande obelisco romano.

Dopo la caduta di Napoleone e il ripristino dello Stato della Chiesa con il Congresso di Vienna del 1815, papa Pio VII volle siglare con alcuni interventi urbani questa rinascita.

Quindi l’anno successivo il papa approvò il progetto, disegnato da Giuseppe Valadier, per dare una forma ellittica alla piazza, con le discese dal Pincio, e con le fontane alla base dell’obelisco.

Nel 1822 venne completato questo capolavoro di urbanistica, arredo urbano ed inserimento paesistico. Valadier, architetto e orafo nato a Roma, ha fatto tante altre opere, dal 1800 al 1832.

Aveva disegnato il grande orologio sulla facciata di San Pietro, poi era diventato architetto dei Torlonia, la famiglia più ricca della città. Per loro aveva progettato il centro abitato di Fiumicino, loro feudo, e la grande villa sulla via Nomentana che diventerà nel 1923 la residenza di Mussolini.

Valadier ha curato la nuova sistemazione di Ponte Milvio, nonchè le chiese di San Rocco all’Ara Pacis e di San Pantaleo a Corso Vittorio.

Nei primi anni dell’Ottocento, il Pincio era al centro di molte attenzioni.

Nell’agosto del 1803 Paolina sorella di Napoleone aveva sposato il principe Camillo Borghese ed era venuta ad abitare a Villa Borghese.

Lo stesso anno suo fratello aveva acquistato Villa Medici, dal Granduca di Toscana, per farci l’Accademia di Francia, attiva ancora oggi.

Il più importante architetto del tempo, Giuseppe Valadier, nel progettare la sistemazione del Pincio con le rampe per scendere a piazza del Popolo, ideò nel 1810 una splendida costruzione neoclassica come punto di incontro e di ristoro, la Casina Valadier, da cui si gode un panorama unico della città.

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