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Nel centro storico di Torre Cajetani, il Museo dell’Operetta ospita una delle più incredibili collezioni di teatrini con burattini e marionette, fatti a mano a partire dal 1600, che comprende più di cinquanta teatrini, dipinti secondo le correnti artistiche dell’epoca come il Barocco e il Neoclassico.

Si può parlare di una vera forma d’arte e artigianato artistico: dalla creazione delle marionette e dei burattini fino alla decorazione dei teatrini. Alcuni hanno ingegnose tecniche per il cambio di scenografie, altri hanno costumi studiati sino nei dettagli: costruire un teatro in miniatura era un’opera d’arte.

Il nome ‘marionetta’ ha una origine particolare che risale ad una leggenda di Venezia. Intorno all’anno 1000, 12 fanciulle vennero salvate dai pirati e in loro onore si organizzava una festa in cui 12 ragazze riccamente ornate sfilavano per le vie del centro. Per risparmiare si pensò di realizzare delle statue in legno scolpite, dette ‘Marie’, che vennero poi riprodotte in scala minore chiamandole appunto ‘Marionette’.

I teatrini si diffondono prima nelle case nobiliari intorno al Seicento quando a Parigi nasce anche il teatro della famiglia Nicolet che sorprendeva per alcune soluzioni prodigiose. È in nord Europa che il Teatro delle Marionette si diffonde di più fino a che nell’Ottocento diventa un genere di intrattenimento della nuova classe borghese.

La collezione dei teatrini del Museo dell’Operetta di Torre Cajetani si differenziano per fattura ed epoca di appartenenza ma con il comune scopo di intrattenere lo spettatore per uno spettacolo di poco tempo ma vivace.

Uno dei modelli esemplari è il teatro di Praga del ‘700 con un frontale particolarmente decorato da colori vivaci. Questo teatrino è tra i più grandi della collezione e poteva ospitare più di dieci marionette nella stessa scena, gli spettacoli avevano quindi una loro sceneggiatura da seguire e non erano improvvisati come gli spettacoli dei burattini o della Commedia dell’Arte.

Un teatrino di questa grandezza poteva cambiare, oltre la scenografia di fondo, anche quelle laterali dando così la possibilità di cambiare ambientazione innumerevoli volte.

Un altro teatrino molto particolare che rivela la varietà di soggetti trattati è quello con la rappresentazione dell’Inferno, dove la scena è animata da scheletri e diavoli che sembrano discutere sulla finale destinazione delle anime.

La collezione è arricchita da alcuni pezzi della tradizione napoletana con l’immancabile Pulcinella e della tradizione veneziana con Arlecchino.

La collezione è nata dalla passione di Sandro Massimini, il famoso interprete Italiano di operetta, che li aveva raccolti nell’arco della sua vita. Il percorso espositivo si estende per tutto un piano, dentro il Settecentesco Palazzo Culla nel centro storico di Torre Cajetani, ed è suddiviso in dieci stanze. Ogni stanza è ricca di testimonianze di questo genere teatrale e della storia dell’Operetta nel mondo.

 

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