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Naxos mi ricorda una noce, una forte linea costiera esterna, ruvida in alcune parti e un gheriglio dolce una volta che la crosta è stata penetrata e il cuore è stato esposto. E’ anche come un frutto, tutta l’azione e la selezione del compratore è nella buccia, il colore, la consistenza, l’aroma.

La ‘superficie del frutto Naxos’ pulsa con i turisti che cercano le lunghe distese della spiaggia di Plaka per abbronzarsi di giorno e, dopo il tramonto, la pletora di ristoranti sulla spiaggia pieni ogni sera d’estate, non solo con i turisti, ma con i locali e i visitatori greci che rispettosamente arrivano per la cena con i bambini al seguito a circa mezzanotte.

Dopo una cena anticipata alle 10 circa, possiamo sederci vicino la spiaggia, sorseggiando un sorbetto, un gelato o un ‘ouzo’, fissando la superficie quasi piatta della baia e guardando le falene immergersi sulla superficie come se fosse solida eppoi subito saltare indietro per vorticare e danzare nella luce.

Appena fuori oltre la spiaggia si sente un ‘ploop’ e vediamo le increspature dalla rottura della superficie create da una specie di maggiori dimensioni. Guardiamo più attentamente e infine vediamo un pesce ‘volante’ fuori dall’acqua fare non uno ma 8 o più salti. Inchiodati da questo evento gratuito abbiamo fissato l’acqua per un’altra mezz’ora aspettando ogni nuova prestazione.

L’unico paradosso era la nostra consapevolezza che probabilmente questo stesso grande interprete assumerà il ruolo di diventare parte dell’esperienza culinaria di ‘frittura di piccoli pesci freschi’ una sera di questa estate. La vita di un intrattenitore ha inaspettati colpi di scena, curve, ami e reti.

Naxos è la più grande delle isole Cicladi (un gruppo di isole greche) e, nonostante le montagne quasi sterili, viene indicata come l’isola più verde. Non è però rovinata dal turismo se non sulla ‘pelle’ poiché la gran parte del mercato turistico principale è focalizzato solo sulla città di Naxos (Chora) e la zona bassa da Plaka ad Orcus.

Agricoltura, bovini, ovini e caprini sono ancora un aspetto importante dell’economia locale. Secondo la mitologia, il dio del vino Dioniso veniva da Naxos, e gli antichi Greci avevano prova di questo nel fatto che era un’isola lussureggiante e fertile. L’isola oggi non riflette il suo passato fertile, anche se si trova l’evidenza di adeguate acque sotterranee nelle viti verde brillante che ondeggiano lungo alcune delle dolci colline a terrazzamenti.

Abbiamo letto nei nostri studi di storia e mitologia che Naxos era il centro per le isole Cicladi dal 4000 al 1100 aC. Zeus, il dio supremo, è nato a Creta, ma è cresciuto a Naxos. La gente di Naxos era solita adorarlo, e un tempio è stato fatto in suo onore presso il monte Za (Zeus). Quando l’amante di Zeus Semele morì prima di dare alla luce il loro figlio, Zeus ha preso l’embrione e se lo è messo nella sua coscia.

Quando il bambino, Dioniso, nacque dalla coscia di Zeus a Naxos, le ninfe Philia, Coronida e Clidi lo portarono sull’isola, che sarebbe stata l’isola preferita da Dioniso. Se Dioniso abbia benedetto l’isola sufficientemente per avere vigneti eterni è ancora da vedere, ma qualcuno ha benedetto Naxos per fare alcuni dei migliori formaggi che l’uomo conosca.

Cercando nella storia arcaica, sarete attratti da Gyroulas per vedere il tempio di Demetra, dea rurale, costruito circa nell’800 aC. L’annesso eccellente museo riporta che l’intero tempio è stato costruito in marmo, includendo le travi del tetto normalmente ricavate dal legno. Se la ragione fosse una scelta architettonica o basata sulle risorse locali, questo ci ha incoraggiato a ricercare le fonti del marmo su questa isola, che apparentemente era famosa tra le isole greche (e anche in Sicilia, dove Naxos aveva un insediamento) in età arcaica.

Sono stati trovati arcaici siti di marmo, ma per noi la rappresentazione più sorprendente della continuità di Naxos è stata quella di vedere la grande cava di marmo vicino Kinidaros che ha trasformato una montagna in un monumento di Lego bianco, con millenni di macerie che rotolano giù dal suo lato.

Dirigendovi nelle viscere di Naxos da Kinidaros, passate le cave in marmo ed è tempo di considerare come gli antichi maneggiavano tali enormi blocchi di marmo realizzando perfetti angoli retti e finiture piane. Forse hanno usato sabbia smeriglio, un’altra delle ancora restanti esportazioni di Naxos. Sulla sella del monte, si può voltare a destra per vedere una piccola chiesa sulla cima della montagna, e a sinistra la strada che serpeggia via verso Apollonas, potete seguire la strada giù fino a un villaggio a forma di mezzaluna conosciuto come Moni, che è noto per i suoi tessitori a mano.

Ci siamo fermati per condividere la storia della tessitura, per la quale le donne di Naxos sono famose, visitando una piccola stanza vicino alla piazzetta, dove abbiamo visto un telaio complesso dietro quello che sembra essere il ‘raccolto’ dello scorso inverno. La qualità di queste opere, che combinano filati diversi tra cui la seta, il cotone e la lana, è eccellente, e ci richiede una forte volontà per non acquistare almeno uno di questi pregiati tessuti, la tecnologia non è vecchia come i lavori in marmo, ma allo stesso modo sono una rappresentazione della continuità della vita nel cuore dell’isola.

Naxos è caduta sotto molti grandi stati; gli Ateniesi, poi i Macedoni, dopo gli Egiziani e infine cadde sotto il potere di Rodi ‘. Nel 41 aC l’isola fu conquistata dai Romani. Dodici secoli più tardi vennero i Veneziani e poi i turchi nel 1564. Nel 1821 Naxos fu ‘liberata’, ma ci si chiede se la potente e artistica città-stato di quasi 3000 anni fa è davvero parte di quella liberazione.


Gavin Tulloch

Scienziato e poeta. Ama la chimica, il vino, le donne e l’opera, ma non sappiamo in quale ordine

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