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Rocca Priora è il paese più alto dei Castelli Romani, una posizione pittoresca che regala al viaggiatore un quadro naturale: l’orizzonte spazia dai monti Prenestini, ai Lepini, dalla valle del Sacco alle meraviglie di Roma!!

Dietro Castello Savelli, il castello medievale della famiglia che ha segnato la storia di Rocca Priora, si apre un panorama che lascia senza fiato: la Piazza del Belvedere, lì dove lo sguardo non conosce confini!

Arrivare sulla cima del paese significa attraversare il piccolo e grazioso centro storico, passare per l’arco ogivale, antica porta d’accesso, e ricordare che proprio lì Mastro Titta, boia papalino, eseguiva le sue impiccagioni.

Ma il viaggio non è solo un viaggio nella storia, il paese vive tra architetture antiche e arte moderna, animato da opere di un importante artista Internazionale, il Maestro Mario Benedetto Robazza.

Lungo le vie della cittadina si snoda un vero e proprio percorso artistico: alle porte ci dà il benvenuto il sontuoso Cavallo Bianco, poi la fontana del “Trionfo del Bene” e la Fontana del “Narciso” preparano la strada alle stazioni bronzee della via crucis per le vie del centro storico.

Il viaggio nell’arte termina nel museo civico all’interno di Palazzo Giaggi, un elegante edificio dove è esposta la prova d’autore dell’opere più maestosa dell’artista: ”L’inferno”.

Rocca Priora si presenta così, tra le sue bellezze naturali e la sua arte e con una bella storia da raccontare che la lega in modo unico al Commercio della Neve! (Leggi anche)

La sua posizione geografica ha da sempre favorito inverni rigidi che portavano abbondanti nevicate, nasce così l’idea di conservare la neve in pozzi, profonde cavità scavate nel terreno che permettevano di compostare la neve alternata da strati di terra e sabbia così da conservare il ghiaccio.

Il trasporto dell’oro bianco verso Roma, per conservare cibo e medicine, avviene di notte, ed è regolato da leggi ed editti speciali e l’industria della neve tenuta sotto lo stretto controllo dello Stato Pontificio.

La raccolta della neve diventa un’occasione speciale per tutti gli abitanti dagli uomini, donne e bambini, che in quei giorni riescono a guadagnare di più. La fine della raccolta un giorno di festa per l’intero paese: tutti andavano festanti e gioiosi al Santuario dedicato alla “Madonna della Neve” per ringraziarla delle abbondanti nevicate.

Una fede che ancora oggi è viva, e una festa che miracolosamente ogni anno si ripete con la copiosa “nevicata di agosto” che trasforma il viale principale del paese in un tappeto bianco, rendendo omaggio alla Madonna delle Nevi e alla messe bianca che è stata il motore commerciale di Rocca Priora nei secoli scorsi.

La natura ha Rocca Priora ha regalato tante cose speciali, i suoi meravigliosi boschi di castagno, il polmone verde dei Castelli Romani, nati per salvare il paese dalla miseria e dall’abbandono. Tutto nasce con una piccola glaciazione che nel 1709 porta temperature gelide in tutto il continente: gelarono pozzi, fiumi, laghi distruggendo ulivi, alberi da frutto e intere foreste!

I boschi sacri di faggi, leggi e latifoglie di Rocca Priora vengono completamente sterminati e la popolazione inizia ad abbandonare il paese! Meno gente meno manodopera per l’industria della neve!

È necessario riportare abitanti nel paese e allora la Camera Apostolica decide di sostituire gli alberi morti con un albero idoneo al clima che dona frutti migliori, gli alberi di Castagno, e di dare in enfiteusi a chi torna in paese 1000 mq di terreno!

Una nuova identità che da inizio ad un nuovo commercio, quello del legname utilizzato fino a Venezia per realizzare le fondazioni delle case grazie alla sua particolare composizione molecolare che tiene lontano l’umidità, e per confezionare botti per trasportare pregiati vini Spagnoli.

Rocca Priora Narciso

Ma c’è di più, nel mese di maggio la primavera regala un nuovo volto al paese la vallata del si veste di un insolito manto bianco, il Narciso dona al paese una nuova immagine e il suo profumo riempie l’aria di emozioni.

Il narciso nasce spontaneo da un grosso bulbo sotterraneo che regala fiori particolari: una corolla interna gialla-arancione che raccorda petali bianchi incorniciati da foglie rette e lineari.

Fontana del Narciso di Rocca Priora Robazza by Chiara Rufini

Il fiore si lega alla storia del Bel Narciso, che si specchia nelle acque dell’antico lago Regillo e si innamora della sua stessa immagine e rendendosi conto che il suo sogno d’amore non potrà mai realizzarsi si lascia morire nelle dolci acque. Al suo posto le ninfe giunte per donare al corpo sepoltura, trovano un fiore, il fiore della giovinezza a cui viene dato il nome di Narciso.

La festa a Rocca Priora nel mese di maggio, rende omaggio a tutte le mamme e vicoli, strade e case vengono addobbate con amore e passione dai cittadini.

Esperienze speciali da vivere in ogni stagione, accompagnate da feste e sagre, occasione unica per assaporare i gusti tipico di questo paese in cima ai Colli Tuscolani.

Rocca Priora – Scottone

In Inverno si potrà gustare lo straordinario gusto dello scottone, un formaggio semiliquido realizzato con amore da un giovane pastore, ultimo di sette generazioni, il dolce natalizio per eccellenza, il pangiallo un impasto di miele, cacao noci, mandorle e nocciole preparato dalle mani delle donne del paese.

In estate sarà speciale godere dell’aria frizzante delle notti roccaprioresi gustando la tradizionale bruschetta e tutti i giorni dell’anno gustare il tozzetto, biscotto locale e elemento fondamentale dei rinfreschi dei matrimoni: la sposa lo donava avvolto in un fazzoletto di cotone a tutti i suoi invitati! Un impasto semplice di uova, farina, burro e nocciola arrivato fino all’Expo di Milano.

Un paese ricco di storia, di arte, di natura di sapori, il più alto dei Castelli Romani che vi aspetta per farvi vivere emozioni speciali!

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