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Aprire la finestra e respirare, respirare quello stesso profumo di sempre!

È incredibile come il tempo passi in fretta, ma ancora più incredibili sono i ricordi che riaffiorano. Si perché a nessuno piace crescere! D’altronde è bello avere la consapevolezza degli anni che passano e sapere che si avranno storie da raccontare. 

Torre Cajetani- Nicola Paoloni (7)

Torre Cajetani- Nicola Paoloni

Storie delle quali le persone che ascoltano potranno essere solamente spettatori e tu, tu sai che nessuno mai potrà esserne il protagonista.  

Non resta allora che chiudere gli occhi ed ascoltare. 

Ricordo quando ero piccolo e non vedevo l’ora di uscire, di incontrare i miei amici, quegli amici che sarebbero stai compagni di avventure, compagni di una vita che scorreva velocemente e che senza di loro non avrebbe mai lasciato il segno.

Si è cosi perché oggi basta guardare uno di loro per far riaffiorare un ricordo… ”Ti ricordi quando….?”.

Ricordo le giornate passate a giocare a nascondino, a pallone, a correre con le bici, ad infastidire gli anziani del paese, bussando alle loro porte e, scappando, prendendoli in giro scherzosamente. Quei pozzi di storie e di sapienza. 

Quegli stessi anziani che da li a poco ti sarebbero mancati rendendoti conto di esserti preso sulle spalle il peso di dover essere il narratore principale delle loro vite. Sarebbero rivissuti nel futuro tramite i tuoi racconti e storie!

Ricordo le corse per precipitarmi a casa quando un urlo stridente di mia madre rimbombava per le strade del paese, in fretta e furia ti precipitavi verso casa e salendo le scale sentivi quegli odori, odori estivi, odori invernali, odori primaverili, odori di familiarità, odori di affetto…

Torre Cajetani- Nicola Paoloni (9)

Torre Cajetani- Nicola Paoloni

Mi manca Torre, Torre Cajetani, scendere per strada e trovare tanti paesani.

Partendo da giovane e arrivando fino ad ora, come dimenticare Oliva “ciciarona”: bussavi alla finestra e correvi tanto. Ma prima o poi t’arrivava un secchio d’acqua o una legnata al fianco, dietro a un muretto o su un albero sopra sopra, urlavi “Giovannà” e lei usciva con la scopa.

A pallone ogni giorno andavamo a giocare in piazzetta a ‘cerano nsomma do te pare!’

In piazzetta era un teatro tra Piera, Tarquinio e zio Angelo … non se sa quanti palloni ci hanno bucato.

 Al laghetto che te lo dico a fare arrivava zio Rolly e stavamo sempre a scappare.

Il tempo passava molto più in fretta, tra ludoteca amici e una corsa in bicicletta.

L’inverno comunque non si faceva quasi niente, ma l’estate da Roma a Milano non arrivava poca de gente!

“Ragazzi che facciamo stasera?” – “Un’idea ce l’avrei: pizza, coca-cola e patatine! Andiamo da Enzo allo chalet che ci mette alle capannine!”

Tra il caldo e le cicale mentre camminavi in tranquillità, ti fermavi a prendere un gelato con Zona che stava a urlare. 

E come dimenticare quel “muretto” … ogni giorno alla stessa ora ci incontravamo tutti da Zi Checco. Giù a cerano ogni sera t’andavi a buttare, con Paolo Sante o Valerio che con la chitarra ti facevano cantare!

Tra musical, festa dei bambini e banda sempre a fare una prova con le coreografie di Ignazio no c’era storia!

Mi ricordo quel periodo, tutto il paese in festa a scalpitare, tutti insieme uniti abbellivano le contrade che il palio stava per cominciare!

I ricordi sono davvero tanti, ma con poche parole spero di avere strappato un sorriso a tanti.

Torre Cajetani- Nicola Paoloni (13)

Torre Cajetani – Nicola Paoloni

Mi manchi Torre, mi manchi tanto, e chissà se un giorno ritornerà tutto quanto!  

Mi manca Torre , Torre Cajetani,
scende pe strada e trovà tanti paesani.
Partendo da giovane e arrivando fino ad ora,
come dimenticare Oliva “ciciarona”,
bussavi alla finestra e correvi tanto,

ma prima o poi t’arrivava un secchio d’acqua o na legnata al fianco,

dietro a un muretto o su un albero sopra sopra,
urlavi “Giovannà” e lei usciva con la scopa.
A pallone ogni giorno andavamo a giocà,
in piazzetta a cerano ‘nsomma do te và!
in piazzetta era un teatro,
tra Piera, Tarquinio e zì Angelo,
non se sà quanti palloni c’hanno bucato,
A Cerano che te lo dico a fa
arrivava zio Rolly e stavi sempre a scappà.
Il tempo passava molto più in fretta,
tra ludoteca amici e na corsa in bicicletta.
L’inverno comunque non se faceva quasi niente,
ma l’estate da Roma a Milano n’arrivava poca de gente!

Regà che facciamo stasera?
n’idea ce l’avrei: pizza coca-cola e patatine,
andiamo da Enzo allo Chalet che ci mette alle capannine!
Tra caldo e cicale mentre camminavi in tranquillità,
te fermavi a prende un gelato con zona che stava a urlà.

E come dimenticà quel “muretto”,

ogni giorno alla stessa ora ci incontravamo tutti da zi checco.

Giù a cerano ogni sera t’andavi a buttà,

con Paolo Sante o Valerio che con la chitarra te facevano cantà!
Tra musical, festa dei bambini e banda sempre a fa na prova,
con le coreografie di Ignazio non ce stava storia!
Me ricordo quel periodo tutto il paese in festa a scalpità,
tutti insieme uniti abbellivano le contrade che il palio stava pe comincià!

I ricordi sono davvero tanti,

ma con poche parole spero d’avè strappato un sorriso a tutti quanti!

Mi manchi Torre, mi manchi tanto,
e chissà se un giorno ritornerà tutto quanto!

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