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Un luogo magico, rilassante, dal grande respiro. La valle tra Fiuggi, Trivgliano e Fumone è chiamata “la piccola Svizzera”.

Trivigliano era anticamente chiamato “tribillianum” (tre torri) e il borgo è tutto arroccato attorno alla torre del castello del 1100 sulla sommità di una collina coltivata ad ulivi da una parte e a bosco dall’altra.

La vista spazia nelle valli incorniciate dai monti di Campocatino e della Monna da una parte e sul lago di Canterno dall’altra sino a Fumone e ai Monti Lepini.

Un vero gioiello della natura!

Solo quindici anni fa la scoperta del paradiso ciociaro: Trivigliano, il suo borgo, la sua gente.

Ci arrivo per amore e non riesco più a staccarmene.

Decido subito di onorare il territorio organizzando “Trivigliano in Fiore al Solstizio d’Estate” invitando giornalisti di testate nazionali e ospiti autorevoli dalla capitale e dalle regioni vicine.

Obiettivo: coinvolgere un’umanità sensibile e rispettosa della bellezza del luogo e del paesaggio.

Trovo un grande supporto nelle associazioni, confraternite e congregazioni locali, i cui membri sono pieni di sapienza, laboriosi e determinati. Ma soprattutto amore per il loro paese.

E’ a loro che si deve il grande successo.  Gente meravigliosa che dona tempo per mantenere vive le tradizioni.

Ricordo il gruppo che ogni anno prepara il magnifico Presepe Vivente, o quello che al Corpus Domini si occupa dell’infiorata tra le vie del borgo, l’Avis, il gruppo giovani…il coro… la prestigiosa Banda…

E non ci fermiamo più e andiamo oltre i confini, in Polonia. E’ sempre incredibilmente partecipato il gemellaggio organizzato in onore di Santa Oliva che è protettrice di Trivigliano e della città di Legowo (Danzica). Qui, nella grande cattedrale dedicata a Santa Oliwa, c’è il più grande organo di Europa con 8.000 tubi sonori decorati con angeli musicisti.

Trivigliano- Chiesa di Sant'Oliva by Bettiol

Trivigliano – Chiesa di Sant’Oliva by Bettiol

Insomma un popolo di giovani e meno giovani pieni di vitalità e amore per il proprio borgo…

A Trivigliano ho conosciuto persone speciali come Elisa che, dopo il corso di erboristeria da Sarandrea a Collepardo (altro posto da conoscere assolutamente), ha iniziato un orto con piante officinali dai profumi che rapiscono.

Ma anche Ivan che con le sue capre che si nutrono nei nostri prati della ‘piccola Svizzera’, ogni giorno produce ricottine, caciotte, stracchini.

Per non parlar di Donatella che si occupa di pecorino variamente condito, al pepe al peperoncino e tanto altro, e di Ennio ed Emanuela che hanno aperto un’azienda agricola di allevamento e vendita di carne di maiale …. poi Claudia, Regina e tanti altri nuovi amici.

Maria Grazia Toniolo triviglianese d’adozione affascinata dal borgo, scoperto per caso, lo descrive con queste parole:

“Immaginiamo un antico villaggio posto sul cocuzzolo di una collina circondato da boschi e vedute panoramiche, chiuso entro le sue antiche mura, ma aperto sul belvedere del lago, fatto di scale, scalette, affacci improvvisi, portoni fioriti, vitigni che si piegano a pergola. Non lo potremmo chiamare giardino? Allora “giardino” potrebbe essere definito un luogo protetto che comunica serenità, pace, armonia…”

Sento che sta aumentando la consapevolezza di quanto “piccolo è bello” e che la rinascita dei piccoli borghi ci riporterà valori e tempi di vita più sani e umani.

Sento che torniamo tutti ad essere delle persone, e non dei numeri, e che questa è la migliore vita che possiamo vivere.

E forse serviva la crisi per farci riavvicinare a tanta bellezza e al senso della vita. Ma ora che lo abbiamo ritrovato non lo lasceremo certo.

Almeno io non me ne andrò!

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