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Un mio pensiero dedicato ad Umberto Schina e al suo amore per Paliano, un amore con esplosioni di emozioni come il suo carattere di burbero bonario.

L’ultima sua opera lo ha visto diventare un imprenditore del vino piantando il più grande vigneto del territorio, proprio in uno dei luoghi simbolo della storia del bellissimo borgo ciociaro.

L’ingresso di Paliano è il simbolo della città stessa: il Parco Uccelli da una parte e dall’altra uno splendido vigneto che si adagia dolcemente su un pendio. Il vigneto è stato ripiantato ed è costantemente curato da Umberto Schina, un uomo e un imprenditore che nella sua vita ha amato Paliano e la sua famiglia.

Umberto è uomo di principi forti, tutto di un pezzo, generoso con i bisognosi ma inflessibile sul lavoro. È stato un benefattore per il suo paese di adozione forse perché non si è mai dimenticato il cammino che lo aveva portato al successo.

Originario di Filettino, un borgo fra i Monti Simbruini e Monti Catari, a 16 anni, dopo la morte del padre, ha lasciato la scuola per guidare l’azienda familiare di taglialegna che dava lavoro a una ottantina di persone.

La vita è stata in salita, arriva a Paliano e apre imprese nell’edilizia e nelle sistemazioni stradali ma, ricordandosi della sua storia, non ha mai lasciato a piedi un operaio.

Negli anni ‘70 arriva alla presidenza della BCC di Paliano in un momento in cui la Cassa Rurale ed Artigiana (il precedente nome della banca) aveva seri problemi. Da coraggioso condottiero, Umberto firma una cambiale di garanzia di 40 milioni di vecchie lire alla Banca D’Italia.

Un assegno che ha custodito per anni dopo averlo onorato con un incredibile lavoro di risanamento. La conclusione è che la banca cresce, apre nuove filiali e, ancora oggi, è un esempio di istituto di credito al servizio delle persone.

Entra anche in politica, sempre come consigliere di minoranza ma sempre sugli scranni a controllare l’operato degli amministratori.

Essere un consigliere comunale in minoranza, e partecipare con assiduità alla vita pubblica, è veramente un atto di amore verso il proprio paese soprattutto per un uomo abituato a prendere decisioni. La minoranza osserva, controlla ma raramente può decidere qualcosa.

Il più grande atto di amore per Paliano si ha quando, una mattina del lontano 1981, crollano le mura castellane di Viale dei Bastioni. Si incominciarono a palleggiare le responsabilità politiche e amministrative tra il comune e la provincia, e Umberto rompe gli indugi e risana tutta la frana.

Costruisce un nuovo potente muro di sostegno e nel giro di qualche mese ridona alla città la giusta visibilità che merita.

Tre impegni condotti con passione e caparbietà (Imprenditoriale, politica e amministrativa) lo portano a ricevere dalle mani del sindaco di Roma il premio “La lupa del Campidoglio” alla soglia dei suoi primi 80 anni.

Infine il ritorno alla terra e l’arrivo alla produzione dei vini Cesanese DOCG, Passerina del Frusinate e altri. L’occasione è ancora quella di riportare prestigio a Paliano, alla Selva di Paliano, fondata dal principe Antonello Ruffo di Calabria, e ai suoi vigneti che erano stati compromessi da un incendio.

Non ci pensa due volte e partecipa all’asta pubblica acquistando gli oltre 80 ettari di terreno lungo la via di ingresso a Paliano e fa rinascere un incredibile vigneto.

Una impresa che coinvolge tutte le generazioni della famiglia unite nella creazione di un’azienda agricola modello per metodi produttivi, la scelta delle uve e la cura del paesaggio.

Infatti il vigneto è la prima immagine che riceve un viaggiatore che arriva al Parco, o che vuole andare a Paliano, e Umberto ha trattato il paesaggio con la cura di un architetto paesaggista rispettando i disegni e le forme volute dal Principe Antonello.

Per non parlare del campetto del convento di Santa Maria, costruito in 4 giorni per permettere ai bambini di fare il campo scuola nel bellissimo convento da dove si gode uno dei panorami più belli di Paliano. Poi tutti i bambini sono stati invitati in piscina per un bagno ristoratore!

Umberto, un uomo tutto di un pezzo, con sani principi che ha sempre portato avanti con fierezza e umiltà le sue imprese senza mai dimenticare le sue origini.


Claudia Bettiol

IT Ingegnere, futurista e fondatrice di Discoverplaces. Consulente per lo Sviluppo Turistico dei Territori, specializzato nella sostenibilità e nella promozione culturale dei piccoli territori e delle piccole imprese. Ama i cavalli ENG Engineeer, futurist, joint founder of Energitismo and founder of Discoverplaces. Consultant for the development and promotion of the Touristic Development of Territories specialising in sustainability and in cultural promotion of small places and small enterprises. She loves horses

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