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Un libro e una mostra dedicata al cavallo a Casina di Raffaello in Villa Borghese a Roma in occasione dell’86° Concorso di Piazza di Siena, la competizione più importante in Italia dove si incontrano cavalieri da tutto il mondo.

La mostra “Cavalli, una passione di famiglia” espone oggetti raccolti in oltre 15 anni di collezionismo in varie parti del mondo. Oggetti artistici ma anche curiosi dagli utilizzi più disparati.

Il libro è scritto da Claudia Bettiol e Maria Vittori, mamma e figlia, e si intitola “Storie di donne, uomini, cavalli e arte” e racconta storie accanto ad alcuni dei pezzi esposti e ai paesi dove sono stati acquistati. Dall’introduzione del libro:

Chi ama il cavallo ha un gene particolare!

Quando si ha il gene del cavallo si plasma la vita attorno a quella di questo animale e si è felici. Non è possibile vedere qualcuno a cavallo triste, il cavallo trasmette gioia. Vedi le persone che si alzano in inverno alle 5 di mattina, con la pioggia o la neve, per dar da mangiare e pulire i cavalli e le vedi serene. Le vedi sudare in estate … e sono felici.

Con questo spirito ci siamo avvicinate al mondo del cavallo da quando mia figlia aveva 5 anni e da allora non lo abbiamo più abbandonato. Ma essere un genitore di una ‘cavallerizza’ è anche faticoso, con ore al freddo a guardare le lezioni, alzate alle 4 di mattina per andare a fare le prime gare e tutti i fine settimana impegnati con raduni sociali.

Il rischio di avere dei figli così presi dal cavallo è quello di non aiutarli ad allargare gli orizzonti, di non fargli sperimentare altri sapori della vita legati alle espressioni creative dell’uomo come l’arte, la musica, la pittura.

Così ho iniziato un percorso parallelo in cui avvicinavo i bambini all’arte facendo leva sulla loro passione per il cavallo. Tutto è nato quando, girando per Roma, Londra o Bruxelles, mia figlia mi faceva notare tutte le statue equestri che adornano queste città.

Ogni volta che andavamo a Roma dovevamo passare per forza a Piazza Venezia dove ci sono ‘i cavali sul tetto’, le statue equestri sopra il grande monumento al milite ignoto.

Così abbiamo iniziato a frequentare musei soffermandoci solo sui quadri che avevano cavalli dove era mia figlia piccola che mi raccontava il cavallo. Infatti nonostante la sua età era in grado di farmi vedere dei particolari sulla posizione o sui morsi o altro che raccontavano una storia parallela a quella della bravura dell’artista.

Così ho iniziato a comprare solo racconti basati su storie di cavalli per avvicinarla alla lettura e a comprare oggetti artistici in giro per il mondo perché in quel periodo dovevo viaggiare molto per lavoro. Per i giocattoli invece non c’è stato problema perché ha sempre giocato solo con cavalli e negli anni il loro numero è sempre aumentato.

Ad un certo punto anche gli amici che viaggiavano hanno iniziato a riportarci qualche regalino di cavalli e negli anni si è formata la collezione. Per anni la abbiamo avuta esposta a tutti, quando vivevamo dentro un centro equestre, poi la abbiamo tenuta in armadi a casa fino all’incontro con il Museo del Giocattolo di Zagarolo.

La collaborazione con il museo permette a molti bambini di scoprire questo mondo e ci riempie di gioia per la strada che stiamo percorrendo insieme.


Claudia Bettiol

IT Ingegnere, futurista e fondatrice di Discoverplaces. Consulente per lo Sviluppo Turistico dei Territori, specializzato nella sostenibilità e nella promozione culturale dei piccoli territori e delle piccole imprese. Ama i cavalli ENG Engineeer, futurist, joint founder of Energitismo and founder of Discoverplaces. Consultant for the development and promotion of the Touristic Development of Territories specialising in sustainability and in cultural promotion of small places and small enterprises. She loves horses

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