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Abito in un piccolissimo borgo di montagna a 1.200 m di altezza in Val Germanasca, chiamata anche Valle Oscura perché è senza sbocco, e sono nel comune di Perrero in provincia di Torino.

Ma siamo trasversali alla Val Chisone che porta al Sestriere, conosciuto da tutti.

Il borgo dove abito si chiama Granero ed è abitato tutto l’anno da 6 persone, di cui 4 fanno parte della mia famiglia. Ho impiegato 3 anni a scegliere casa e quando ho visto il panorama a 360 gradi non ho avuto dubbio.

La nostra è una storia particolare perché prima vivevamo a Torino poi, perso il lavoro sia io che mia moglie, ci siamo trasferiti in montagna. Una scelta dettata più dal cuore che dalla razionalità del momento.

In questo luogo abbiamo ricominciato a vivere immersi nella natura e inebriati da questi territori montani dai paesaggi fiabeschi.

In poco tempo abbiamo creato un circolo culturale enogastronomico e una piccola azienda agricola, Azienda agricola Borgata Granero , per la coltivazione e la raccolta delle erbe officinali e promuovo il territorio sui Social Fb e Instagram.

La mia cucina attinge da materie prime e ingredienti quasi esclusivamente cresciuti in montagna. Facciamo piatti con abbinamenti non scontati e sapori che si fondono tra di loro in un’unica emozione gustativa.

Ciò che mi ha aiutato tantissimo è che sono una persona curiosa, che si documenta sulla storia del luogo in cui vive e sulla cultura. Ho scoperto che a circa 400 metri da casa si trovano i ruderi di una chiesa edificata dai monaci benedettini, a cavallo tra il 996 e il 1046 DC.

E il sentiero che passa vicino casa mia si chiama Cammino dei Monaci proprio perché attraverso questo tracciato raggiungevano il loro piccolo monastero.

A questo punto dovevo assolutamente saperne di più.

E dopo diverso tempo sono riuscito a trovare un paio di manoscritti dove vi erano scritte alcune ricette preparate dai monaci. Piatti dagli ingredienti semplici ma particolari come la Zuppa di Prato dei 1.000 anni.

Una zuppa preparata con 9 erbe spontanee diverse, le castagne, i funghi porcini e il grano antico.

Un piatto che ti prende per mano e ti accompagna attraverso i prati pronti per esser tagliati a fieno, dove si puoi sentire i profumi del fieno, e poi nel percorso fino ad entrare nel bosco dove il fungo e le castagne ti fanno sentire i loro aromi inconfondibili.

Un piatto forse non tradizionale perché dimenticato nel tempo. Ma un piatto che nonostante tutto ti porta alla realtà di quanto sia incredibile l’abbinamento di ingredienti definiti poveri ma immediatamente ricchi di sapore e storia.

Ingredienti per la Zuppa di Prato di Granero

Questi sono gli ingredienti che si raccolgono nei prati tra metà maggio e fine giugno e che rendono questo piatto una zuppa stagionale.

  • Primula
  • Germogli di more (quelli verdi presi dai rovi)
  • Ortiche
  • Tarassaco
  • Achillea
  • Foglie di Boragine
  • Crescione, che cresce vicino le sorgenti
  • Maggiorana
  • Timo Serpillo
  • 1 bicchiere di grano precedentemente cotto
  • Castagne sbriciolate
  • Funghi Porcini
  • Panna che arriva dalla Bergeria

Per prima cosa si prepara un brodo vegetale con carote selvatiche, cipollotto e sedano selvatico. Le erbe vanno poi aggiunte in funzione della loro cottura per non far disperdere il loro sapore.

Poi si aggiungono le castagne (un po’ sbriciolate e un po’ intere per non perdere la consistenza), i funghi porcini ed il grano già cotto (o 5 cereali). Infine si mette la panna fresca che arriva dalla Bergeria.

E Per la guarnizione si aggiungono granella di nocciola e di fiori di campo come le medaglie del papa, le viole del pensiero, il tarassaco e i fiori del trifoglio.

Un piatto bello da vedere e da gustare. Soprattutto davanti al panorama della Val Germanasca. Siete tutti invitati a provare questa emozione. Io mi emoziono ogni giorno.


Angelo Berton

ITA Agricoltore e cuoco piemontese che prende la vita ‘quando vuoi cambiare vita hai bisogno di 3 ingredienti: coraggio, pazzia e progettualità ENG Piedmontese farmer and cook who takes his life 'when you want to change your life you need 3 ingredients: courage, madness and planning

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