
Affile è la patria del vitigno Cesanese che ha trovato in questo territorio a cavallo delle province di Roma e Frosinone la sua espressione migliore. Ma questo può bastare per dare una identità al nostro territorio e a farlo entrare nei desideri dei turisti di tutto il mondo?
Con questi dubbi, la Strada del Cesanese ha organizzato un convegno ad Affile durante la Sagra del Fallone, dove il prof. Ernesto di Renzo ha fatto una delle sue mirabili lezioni di quelle che chiama ‘cattedra ambulante di agricoltura’. “Il nome richiama una tradizione del dopoguerra quando bisognava trasformare i contadini in agricoltori e l’università era solita incontrare i territori”, ci spiega il professore all’inizio del suo travolgente racconto.
Ernesto è uno studioso di antropologia e tutta la sua ricerca parte dall’analisi dei cambiamenti delle esigenze e dei comportamenti delle persone.
Quello che sta avvenendo nel mondo del vino è un vero cambiamento di significato, perchè le generazioni Post Moderne hanno esigenze e valori diversi da quelle precedenti.
Se prima il vino e il cibo erano solo un alimento, oggi sono un elemento di benessere. Oggi i ragazzi quando mangiano aggiungono un surplus di valore all’atto del sedersi a tavola che diventa il modo per soddisfare un bisogno di piacere.
Il benessere ha assunto un aspetto psicofisico e relazionale per cui è importante mangiare, ma anche il racconto di quello che si mangia e la compagnia con la quale si condivide questo atto. Ed infine diventa essenziale la trasformazione di questa esperienza in un ricordo indelebile che possa anche essere comunicato verbalmente o sui social per aumentare il suo valore relazionale.

Potremo quasi dire che l’assenza di prospettive delle giovani generazioni le concentra sul presente molto di più che sul futuro, e quindi la ricerca del benessere diventa un aspetto fondamentale del loro vivere quotidiano.
“La stessa cicoria raccolta nel campo che prima veniva consumata ogni giorno e diventava monotona, oggi assume un valore di autenticità, di tradizione e di identità quando viene mangiata da un turista o un visitatore.” Quasi come se la raccolta della cicoria e il suo consumo sia diventata un valore sociale.
Per queste considerazioni possiamo dire che chi opera su un certo territorio deve fare una operazione di investimento valoriale sul cibo, e sulle relazioni sociali ad esso connesse, molto più che nel passato quando si dava maggiore importanza alle opere d’arte.
Le cantine come le trattorie o le enoteche devono riflettere sulla memorabilità di una esperienza di vino o di cibo quando si accoglie un cliente o un viaggiatore. E questa è una vera opportunità per il nostro territorio costellato di piccole cantine a conduzione familiare dove si può incontrare il conduttore e ‘tempestarlo di domande’.
Nel mio piccolo mi è accaduta una cosa incredibile di cui ancora non ho compreso l’effettiva portata. Lo scorso anno sono stata la protagonista di due puntate di una serie televisiva coreana (My name is Maria prodotta da Disney Channel) insieme alla famosa Jennie Kim con oltre 90 milioni di follower e ambientata nella nostra cantina/agriturismo di Donna Vittori (www.donnavittori.com).
Dopo la messa in onda in Asia e in Usa, lentamente sono cominciate a venire a trovarci persone dagli Stati Uniti, dalla Corea e dalla Cina (e anche un gruppo dall’Italia) che volevano semplicemente vivere una (o più) giornata con me o mia figlia Maria.
All’inizio mi è sembrato strano ma poi riflettendoci mi sono detta che anche a me piacerebbe visitare un paese straniero stando una o due giornate in compagnia di una persona del posto in un certo senso già ‘familiare’ per entrare meglio nello spirito del posto.
Oggi abbiamo quindi creato una esperienza turistica vera e propria dove le persone possono vivere la nostra quotidianità di persone che curano i campi e i vigneti, producono il vino e fanno accoglienza (oltre qualche sorpresa turistica alla scoperta dei territori).
Un ringraziamento al sindaco di Affile Paolo Pacifici, a Maria Berucci, presidente della Strada del Cesanese del Piglio, e a Marco Antonelli, presidente della Strada del Cesanese di Olevano Romano, per il lavoro congiunto che fanno di promozione dei nostri meravigliosi territori in associazione al vino e non solo.
E poi tutti contenti a degustare i prodotti della tradizione delle Terre del Cesanese e per il primo sì dell'Unesco alla cucina italiana come patrimonio umanità.








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