Trebbiatura a Paliano
Trebbiatura a Paliano

I capelli dorati dell’Italia, la mietitura più bella del mondo

La scorsa settimana tutte le campagne italiane erano un mare dorato che ondeggiava con il vento e faceva venir voglia di prendere tavolozza e pennelli e dipingerlo. Mi vengono in mente tanti quadri e subito i campi di Van Gogh.

Come ogni anno, grano e farro di tante varietà hanno contribuito ad imbellire le nostre magnifiche colline e piane.

Anche noi, come azienda agricola nata solamente poco più di un anno fa, siamo state protagoniste della mietitura e poi della trebbiatura.

Ma che significato ha questa parola? Qual è il significato nascosto?

Trebbiare vuol dire separare la granella del frumento e degli altri cereali dalla paglia e dalla pula. Viene eseguita dopo la mietitura ed è l'attività conclusiva del raccolto.

Quest’anno in particolare noi abbiamo piantato e poi trebbiato il farro ed il grano Senatore Cappelli, due esperimenti perfettamente riusciti sul nostro territorio di Paliano (anche se ridotti dai cinghiali che hanno apprezzato queste varietà) e oggi pronti per la produzione di birra e pasta.

Già in passato la mietitura e la trebbiatura del grano erano sicuramente gli eventi più attesi e impegnativi dell’anno nel calendario rurale e si svolgevano di solito nel periodo estivo tra fine giugno e metà luglio.

Alla mietitura partecipava tutta la comunità e tutte le famiglie e ognuno aveva una mansione ben precisa. 

In passato si usavano falci e falcinelle e dopo che il grano veniva raccolto, veniva poi calpestato da buoi che con gli zoccoli separavano il grano dalla spiga. Infine, gli uomini lo battevano con dei pali snodati, da qui il nome di battitura.

Oggi è tutto più semplificato. Non è più un lavoro di squadra come un tempo ma questo non vuol dire che la trebbiatura non unisca le persone soprattutto in quelle piccole realtà come la nostra dove è una questione di famiglia.

Non a caso la trebbiatura è Il momento più importante dell’anno, dove dopo tanto lavoro finalmente si raccoglie la preziosa materia prima che verrà poi trasformata in farina nel mulino.

Una materia prima che anche in annate così difficili come il 2022 con la sua fortissima siccità, è capace di unire le persone e dare speranza per il futuro. Raccogliere i propri frutti e assicurarsi un sostentamento accende sempre una luce anche nel buio più tenebroso.

E dopo non può mancare una festa nell’aia per celebrare il raccolto. Sono feste che si celebrano da millenni e in alcuni paesi sono ancora un momento importante della vita della città. Mi viene in mente la festa di Castiglione in Teverina, a Rosà, a Tricarico, a Mottola, a Condofuri, a Jesolo o proprio qui da noi a Paliano.

Sono personalmente felice di poter condividere scatti del nostro lavoro con voi, aspettando di poter creare prodotti che possano essere un orgoglio per il nostro bellissimo territorio e per il nostro paese.

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Scritto da
Maria Vittori

Ragazza intraprendente, presidente della Horse Museum Foundation e giovane imprenditrice agricola, con una marcia in pui' la conoscenza della lingua Cinese, collabora attivamente nel gruppo...