Ausonia. Il castello medievale

Il castello medievale di Ausonia fu costruito dai principi di Capua in onore all’Abbazia di Montecassino.

Il castrum originario risale all’anno mille e intorno a questa fortezza si è sviluppata Ausonia. Ha una immagine maestosa con la sagoma quadrata del maschio e la torre dell'orologio.

Il castrum è quasi interamente ricostruito con le bianche pietre di Coreno Ausonio.

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Atina, Palazzo Cantelmo by Claudia Bettiol
Atina, Palazzo Cantelmo by Claudia Bettiol

Il palazzo Cantelmo ad Atina è l’edificio più antico ed è stato costruito sopra l'antico castello medievale.

Ha una forma squadrata, con torri rettangolari, e uno stile gotico segnato dal portone e da tre bifore in marmo.

Sopra il portone ad arco acuto si trova un fregio romano del periodo imperiale e ai lati una statua romana del II secolo DC.

Le tre bifore sono originali e sotto ognuna di esse è posta una piccola feritoia.

All’interno alcuni ambienti rimasti quasi intatti, come la cappella dedicata a Sant’Onofrio con abside e affreschi del XIV secolo.

Nel salone di rappresentanza fa bella mostra un imponente mosaico a tessere bianche e nere rinvenuto rappresentante quattro guerrieri armati.

Il palazzo era decaduto con il principe Carafa che lo aveva spogliato delle sue opere più belle ed è stata abitazione per ufficiali e carcere.

Agli inizi del 1900 è stato restaurato e trasformato in teatro e sala conferenze del comune.

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La medievale torre del Pedaggio si trova ad Arce lungo il fiume Liri, ed è chiamata anche Torre di Campolato o Saracena.

Risale alla casa francese dei D'Angiò, dello Stato Napoletano, tra il XIII e il XV secolo.

Del presidio militare oggi restano la torre a pianta quadrangolare ben conservata e ruderi dell'edificio annesso.

Il presidio doveva controllare il traffico sul fiume Liri ad Arce attraversato da un ponte.

Questo ponte metteva in comunicazione il Regno di Napoli e lo Stato Pontificio.

Facevano parte del complesso anche il ponte e un'hostaria, che figurano nell'elenco dei beni del Ducato di Arce affittato dai Boncompagni ai fratelli Nardelli di Santopadre, nel 1584.
 

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Anagni. Casa Barnekow

Casa Barnekow (Ooriginariamente Casa Gigli poi Casa Barnekow),  deriva il suo nome dal barone, ufficiale degli ussari e pittore svedese Albert von Barnekow che si era innamorato di una modella di Anagni. L’artista la comprò e ristrutturò nella seconda metà del XIX secolo.

Sembra che la modella abbia preferito sposare un altro e che il pittore svedese sia caduto in depressione tanto da dipingere la ragazza nella facciata di casa come su una iscrizione funebre. Ma il messaggio di tutti gli affreschi e delle scritte non è ancora stato compreso.

È uno dei migliori esempi di case medioevali con una scalinata esterna che porta al primo piano (profferlo).

La facciata risulta arretrata dalla strada e in primo piano due grandi archi a tutto sesto con in mezzo una colonna con un capitello decorato con foglie d’acanto.
La facciata presenta una elegante bifora ed è tutta adornata da dipinti e lapidi con scritte esoteriche in varie lingue. Una bella scultura di un cavallo ad opera di Tommaso Gismondi rileva come per un certo periodo l’artista la avesse usata come galleria d’arte.

Si narra che nel medioevo questa casa appartenesse alla famiglia Gigli e che vi abbia soggiornato Dante Alighieri durante la sua permanenza in città, come è riportato in una targa.

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Anagni. Palazzo dei Papi o di Bonifacio VIII

Il Palazzo dei Papi o di Bonifacio VIII è uno dei più importanti palazzi della storia europea dove avvenne il famoso ‘Schiaffo di Anagni’ l’8 settembre 1303, quando il pontefice Bonifacio VIII venne pubblicamente umiliato da Sciarra Colonna durante il duro confronto tra il papa e l'inviato di Filippo il Bello, Guglielmo di Nogaret. Un segno della gravità del conflitto fra papato e impero tanto che l’episodio è stato raccontato da Dante nell’Inferno della Divina Commedia.

Lo schiaffo ha segnato un importante passo nella storia della chiesa: il papa muore pochi giorni dopo e pochi anni dopo la sede del papato viene spostata ad Avignone.

Il palazzo risale al 1200 e fu costruito dalla famiglia Conti, da papa Gregorio IX, e qui ha soggiornato l’imperatore Federico II di Svevia dopo la pace di Cassino, che allora si chiamava San Germano.Anche Manfredi, il figlio di Federico II, venne ad Anagni e qui incontrò papa Innocenzo IV per cercare un accordo fra Chiesa e Impero. Nel 1297 il palazzo fu acquistato dalla famiglia Caetani e appartenne a papa Bonifacio VIII.


La facciata si presenta con due grandi archi gotici, che proteggono una scala di accesso al primo piano, sopra i quali si trova un altro piano illuminato da 5 bifore e da altre due sul lato vicino. Al primo piano si trovano le due sale affrescate, dove avvenne lo Schiaffo, che prendono il nome dagli scacchi da un lato e dalle rappresentazioni di vari uccelli dall’altro.

Una ampia sala è dedicata ai ritrovamenti di epoca romana rinvenuti ad Anagni oltre a una copia della sua statua realizzata da Arnolfo di Cambio (che si trova nel Museo dell’Opera del Duomo di Firenze) e la ricostruzione del monumento funebre del papa.

Il palazzo di Bonifacio nel settecento è stato ampliato con una nuova ala e una chiesa barocca costruita sopra la precedente medievale dedicata a San Cosma e Damiano. La nuova ala è la casa madre delle suore Cistercensi della Carità, fondate da Suor Claudia de Angelis in corso di santificazione, che gestiscono il museo.

Nei locali a piano terra di questa nuova ala è possibile ammirare una rara collezione di 80 epigrafi e incisione che provengono dalle maggiori catacombe romane come quella di Santa Domitilla o San Sebastiano.

Ogni iscrizione è stata catalogata e si conosce il luogo di provenienza e la storia di come è arrivata ad Anagni. Sono arrivate ad Anagni grazie a Marcantonio Boldetti e Giovanni Marangoni, soprintendenti delle catacombe fra il 1700 e il 1753, e oggi sono inserite nelle pareti laterali di una grande stanza con soffitto a volta decorato.
 

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Anagni. Palazzo della Ragione

Il palazzo comunale 'Palazzo della Ragione', è stato costruito nel 1163 dall’architetto Jacopo da Iseo collegando due preesistenti edifici vicini con un imponente portico di arcate a tutto sesto.

Al piano superiore di questo portico si trova la grande Sala della Ragione, un tempo sede del tribunale che oggi è il centro della vita del comune.

L’ingresso si trova nel lato nord, sulla ex piazza del Macello, dove una ampia scala porta ad una sala con bifore e trifore e ad una loggia, la Loggetta del Banditore, realizzata nel Quattrocento.

Nel corso dei secoli il palazzo ha subito molti cambiamenti per i diversi usi che ha avuto. Ad un certo punto la sala della Ragione era diventata una cappella dedicata a San Magno e nel palazzo hanno abitato papi, cardinali e governatori.

Il palazzo si è poi esteso acquisendo palazzi vicini per soddisfare tutte le necessità del suo ruolo di centro civico.

Gli stemmi della Città di Anagni sono accanto a quelli delle famiglie Orsini e Caetani.

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Il palazzo Cenci Bolognetti nasce dalla trasformazione della rocca di Vicovaro.

Nel 1191 Papa Celestino III concedeva il feudo di Varia (Vicovaro), ai nipoti Conti Orsini di Tagliacozzo che costruiranno una roccaforte inespugnabile.

Intorno al 1600 gli Orsini furono costretti a vendere i loro feudi, ed anche Vicovaro fu messo all'asta. Venne acquistato

Nel 1692 gli Orsini cedettero Vicovaro ad una nobile famiglia bolognese, da cui derivò il nome Bolognetti. 

Tra il 1693 e il 1721 la famiglia Bolognetti trasforma il castello medioevale in palazzo residenziale, e centro di amministrazione agricola, con l'architetto Sebastiano Cipriani.

Il Palazzo venne connesso alla nuova chiesa di San Pietro Apostolo attraverso una preziosa galleria affrescata con vedute e paesaggi realizzata dal pittore Salvatore Monosilio.

Dell'originaria rocca restano due torrioni cilindrici, la cordonata di accesso ed un portale gotico
 

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Le mura attuali di Velletri risalgono al medioevo e sono state più volte rinforzate. Delle originarie otto porte ne rimangono tre: porta Santa Lucia, porta Napoletana e porta Romana.

Porta Napoletana venne edificata nel 1511 da manovalanze di lombarde ed impressiona per la sua mole. Nel 1596 sulla porta venne riportata la scritta "Si paga gabella" ad opera della Congregazione del Buon Consiglio.

Oggi ospita la sede locale dell'AIS (Associazione Italiana Sommelier).

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