Galatro


Stemma di Galatro
Galatro è uno splendido borgo ricco di acque: è attraversato dai due fiumi Metramo e Fermano ed ha una delle terme più conosciute di tutta la Calabria. Si trova nell’entroterra della Piana di Gioia Tauro, nascosto nella Valle del Fermanosotto il Monte Livia, da cui sgorgano le acque termali.

Pensando a Galatro subito vengono in mente il profumo del muschio che si sente tra i vicoli che si arrampicano sul promontorio sul quale spicca il verde, che lo circonda diffusamente, ed il rumore dei due torrenti che lo attraversano. Forse il suo nome viene dal greco e vuol dire ‘burrone’, per la conformazione delle montagne, o ‘profondo fiume’.

Tutta la Calabria ha una storia lunghissima e a Galatro sono stati trovati i resti di tombe del VI secolo a.C. e forse le tracce di un antico tempio, durante i lavori di sistemazione delle terme.

La storia del borgo attuale è nata intorno al X secolo quando la popolazione cercò rifugio nelle montagne per sfuggire all’attacco dei saraceni dal mare. Allora i lavori più diffusi erano la concia delle pelli grazie alle acque del fiume Metramo.

Dopo la caduta dell’impero romano, la Calabria entrò a far parte dell’Impero di Bisanzio che portarono la lingua greca e il culto ortodosso.

Nel 1075 arrivarono alcuni monaci Basiliani che fondarono il monastero di Sant’Elia portando da Bisanzio anche il culto di alcuni santi ortodossi come anche quello di San Nicola, protettore di Galatro. Una tradizione locale narra che in questo monastero fosse custodito proprio il corpo di Sant’Elia, un santo nato in Sicilia e che poi fondò alcuni monasteri in Calabria dopo essere stato scacciato dall’arrivo arabo nell’isola.
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In questo convento hanno soggiornato a lungo religiosi e pensatori importanti, come Barlaam da Seminara che alla metà del Trecento si occupò di cercare di riunire la chiesa cattolica e quella ortodossa

Dopo essere stato inviato a Napoli, Avignone e Parigi per conto dell’Imperatore di Bisanzio, aderì alla chiesa cattolica ed è stato insegnante di latino e greco di Petrarca e Boccaccio. Ed è proprio grazie all’intercessione di Francesco Petrarca che papa Clemente VI lo nominò Vescovo di Gerace. 

Sono stati i monaci ha scoprire e valorizzare il potere curativo delle acque che sgorgano ad una temperatura compresa fra i 36 e i 40 gradi in una gola sotto il monte Livia. Le acque sono sempre state usate da sempre per combattere i reumatismi e le malattie della pelle.

Tutta l’area ha visto il succedersi di diversi conquistatori a partire dai Normanni di Ruggero d’Altavilla che erano appoggiati dalla chiesa cattolica per diffondere il rito latino e sopprimere quello ortodosso.

Per molti anni il feudo di Galatro è stato amministrato in gran parte dal Vescovo di Mileto, in qualità di Barone Ecclesiastico di Galatro. Infatti, la diocesi di Mileto sin dal 1086, grazie al conte Ruggero con il documento ‘Sigillum Aurem’, aveva avuto in dono molti territori e godeva di un particolare prestigio tanto da poter dire di essere un feudo della chiesa.

Nel corso della storia, la natura non è stata benigna e questa parte della Calabria ha subito diversi terremoti che la hanno devastata. Ad esempio, l’attuale chiesa di San Nicola è stata costruita dopo la distruzione di una chiesa madre che si trovava nei pressi del fiume Metramo e che era soggetta ad inondazioni. La costruzione è stata finanziata dalla signora Deodato e al suo interno si trova un bellissimo altare con statue del Cinquecento salvato dalla precedente chiesa.

Nel 1783 il paese risultò fortemente danneggiato dal terribile terremoto che colpì la Calabria meridionale.

Ma la vita religiosa è sempre stata molto vivace e nel 1856 venne costruita una seconda chiesa dedicata a Maria Santissima della Montagna e fu istituita una seconda festa patronale l’8 settembre, giornata tradizionalmente dedicata alla Madonna in tutto il mondo.

Nel 1860 una prima delibera comunale autorizzava la costruzione di uno stabilimento termale che però fu iniziato solo alla fine dell’800 con la sistemazione di vasche di balneazione in cui passava parte dell’acqua del fiume. 

L’impianto è stato poi danneggiato da una alluvione del 1972 e riaperto dopo qualche anno.

Intorno al 1980 è stata costruita poi una diga sul fiume Metramo che ha creato uno splendido lago immerso in un bosco e in una natura incontaminata in cui si può passeggiare e godere della bellezza del creato.

Foto di copertina del Comune di Galatro






Pillole di Turismo di Claudia Bettiol 

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