L’Abate Desiderio e il ‘periodo d’oro’ di Montecassino

L’Abate Desiderio e il ‘periodo d’oro’ di Montecassino

Il lavoro dell’intelletto è sempre stato considerato dalla Regola Benedettina e nella copiatura dei testi del passato, gli amanuensi ornavano i testi con raffinate miniature. San Benedetto pretendeva che i monaci sapessero leggere e scrivere per comprendere la parola di Dio e per aiutare la comunità nella sua crescita.

Con il passare dei secoli questa attività diventò una vera arte e l’abbazia di Montecassino era uno dei maggiori centri di diffusione dei manoscritti e vennero create nuove iniziali e nuove miniature.

Ma il culmine artistico si ha avuto poco dopo il mille con l’arrivo dell’abate Desiderio e la nomina di Leone Marsicano a capo dello scriptorium.

Desiderio era di nobili origini longobarde, suo padre era il Duca di Benevento, e questa sua conoscenza di tante culture diverse gli aprirà gli orizzonti e lo guiderà in scelte sempre considerate sagge.

Scappò di casa all’età di 20 anni rifugiandosi dai principi di Salerno e a lungo visse come eremita fra le isole Tremiti e la montagna della Maiella in Abruzzo. Nel 1055 incontrò papa Vittore II che lo fece entrare nell’Abbazia di Montecassino e lo nominò cardinale a Roma.

Tra il 1058 venne eletto Abate e restò in carica fino al 1087 quando poi sarà eletto papa con il nome di Vittore III. Con lui si ha la cosiddetta "età dell'oro” con il crescere della chiesa e il fiorire delle arti.

Nel suo ruolo ha sempre cercato di favorire la pace con i Normanni e di mantenere dei legami con Costantinopoli anche durante lo scisma. Proprio per questi suoi legami, fece arrivare da Costantinopoli gli artisti che lavoreranno alla costruzione della nuova chiesa di Montecassino.

Infatti Desiderio decise di buttare giù la precedente costruzione e di realizzarne una più grande e adornata con pitture, mosaici e pavimenti lavorati.

Si interessò direttamente dei lavori e si raccontano le storie di come si recasse a Roma per prendere marmi e colonne per la sua costruzione. A quel tempo i resti delle costruzioni imperiali erano come delle cave da cui prelevare opere e in un certo senso era un grande privilegio avere pietre che provenivano dalla ‘città sacra’, quella della tomba dell’apostolo Pietro.

La modernità di Desidero è stata anche quella di aver creato una sorta di scuola delle arti in cui gli artisti bizantini insegnavano ai monaci e ad aiutanti la loro arte. In un certo senso gli artisti che erano gli eredi delle arti romane e paleocristiane continuate nell’Impero Romano d’Oriente erano tornati a Roma ad insegnare ai suoi figli quello che avevano perduto.

Grazie a questa scuola e alla grande influenza dell’Abbazia di Montecassino nella storia di tutta l’Italia Meridionale, l’arte bizantina si diffuse rapidamente dando origine a un importante periodo artistico.

La consacrazione della chiesa avvenne nel 1071 con uno degli eventi più spettacolari dell'XI secolo a cui parteciparono vescovi, reali Normanni, arcivescovi e ovviamente monaci. La chiesa è stata poi distrutta dal terremoto del 1349.

Nel 1086 Desiderio si ritrovò papa quasi per caso, era stato nominato da papa Gregorio VII, di cui era consigliere, sul letto di morte. Impiegò molto tempo ad accettare e venne consacrato solo nel 1087 con il nome di Vittore III e si ritirò subito a Montecassino.

Su sollecitazione di Matilde di Canossa tornò a Roma dove doveva contrastare l’antipapa Clemente III che scomunicò con un sinodo che tenne a Benevento. Durante il sinodo si ammalò e scelse di morire a Montecassino dove è stato sepolto dopo soli 16 mesi di pontificato.


Scritto da
Claudia Bettiol

Ingegnere, futurista e fondatrice di Discoverplaces. Consulente per lo Sviluppo Turistico dei Territori, specializzato nella sostenibilità e nella promozione culturale dei piccoli territori e delle...