A Fumone c’è forse uno dei ristoranti più conosciuti di tutto il basso Lazio, ma non è propriamente un ristorante: è la Taverna del Barone!
Uno dei primi locali che ha recuperato le antiche tradizioni ciociare, ricavato all’interno delle cantine di un antico palazzo in pietra nel centro storico di Fumone, all’interno della cerchia muraria.
Il locale è subito diventato famoso per i suoi camerieri vestiti in abiti tradizionali e con le famose ‘ciocie’, i calzari da cui prende poi il nome la Ciociaria, e la musica tradizionale che viene suonata ogni sera. Stornelli e canzoni popolari, alcune delle quali piene di doppi e tripli sensi che alludono ai giochi amorosi.
Ma come è nata la Taverna del Barone? Chi è stato così lungimirante che già nel 1991 ha aperto un locale come questo?
Sergio Caponera è uno scrittore, poeta e uomo illuminato. Nasce il 22 agosto 1955 a Fumone e il 28 agosto 1977 sposa Giovanna Pietrobono (ma da tutti conosciuta come Viviana) dalla quale ha tre figli: Silvio, Patrizia e Gianpaolo.
Sergio ha sempre amato il suo paese e nel 1988 pubblica la sua prima opera, un saggio dedicato al patrono del paese dal titolo San Sebastiano Martire a Fumone a cui fa seguito, due anni più tardi, il libro Fumone, Olimpo di Ciociaria.
Ha chiaramente uno spirito creativo e intraprendente e pratica svariati mestieri finché, all’età di trentacinque anni, decide di dedicarsi alla sua grande passione per il medioevo: nasce così nel 1991 “La Taverna del Barone”.
Il locale è la sintesi della sua passione per Fumone e per il medioevo, un luogo tipico in cui ai clienti vengono servite pietanze cucinate secondo antiche ricette in un’atmosfera del tutto particolare.
Da quel momento tutti conosceranno Sergio come’ Il Barone’. L’amore per la storia lo porta a dedicarsi in modo sempre più assiduo alla riscoperta della tradizione fumonese e ciociara.
Nel 2000 pubblica il manuale La cucina ciociara nel quale propone ricette fumonesi tramandate per secoli di madre in figlia. Dal 2001 si dedica alla scrittura con un ritmo ancora più serrato, pubblicando romanzi e poesie e ottenendo vari premi.
Nel 2002 esce la sua prima raccolta poetica, una collezione di cinque volumetti dai titoli: Amore, Terra, Ode al vino, Il viaggio, Pensieri. L’interesse tributato al Medioevo lo porta a frequentare teatranti e artisti di strada con i quali dà vita a spettacoli e rievocazioni storiche tra cui gli apprezzatissimi Castri Fumonis Ludi.
Del 2004 sono i romanzi Una Famiglia per necessità e Carnevale, Quaresima e... Nel 2005 pubblica Anna e nel 2006 La collina dei desideri. L’anno successivo viene dato alle stampe il romanzo Adriana e le raccolte poetiche Trenta pensieri per te e I pensieri volano.
Sergio muore il 27 febbraio 2009 lasciando un segno indelebile in tutti quelli che hanno avuto la fortuna di incontrarlo. Nel 2010 esce, postuma, la raccolta Cartapaglia che contiene, oltre ai suoi lavori inediti, anche le poesie del Premio Belli 2010 e della prima edizione del premio speciale di poesia estemporanea a lui dedicato.



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