Museo del Vino a Monteporzio Catone
Museo del Vino a Monteporzio Catone

De Gustibus e la rivoluzione del Museo del Vino a Monteporzio Catone

Sono tornata a Monte Porzio Catone per una masterclass sul vino e sono rimasta sorpresa dalla rigenerazione dell’area nata attorno alla nuova sede del Museo del Vino. Nuova sede e nuova gestione. Bravissimi.

Ero rimasta ad un museo triste nel centro del borgo antico che guardava solo al passato e invece mi sono ritrovata in una area viva e piena di giovani. Una sede tra il moderno e la tradizione, uno sguardo al passato ma la barra proiettata nel Futuro.

Il Museo del Vino di Monte Porzio Catone si divide in due parti: una più storica con strumenti del passato, che però ospita anche una galleria d’arte moderna, e una piccola palazzina storica dedicata alla socialità e agli incontri sul vino.

La mostra storica è allestita in una antica galleria scavata nella roccia che un tempo era attraversata dal trenino Roma-Velletri. Lo spazio è allestito in modo da ricordare il passato ma omaggiare e promuovere i viticoltori di oggi.

Nella vecchia stazione ferroviaria, invece, il primo piano e il giardino sono destinati alla vendita con una enoteca ben fornita di vini laziali, mentre il piano superiore ospita uno spazio per masterclass ed incontri.

Chapeau!

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Sono proprio i ragazzi dell’enoteca ad aver organizzato De Gustibus, una manifestazione con tanti stand di giovani dell’area sud di Roma che guidano imprese vitivinicole ma anche fanno ristorazione di qualità. Negli spazi del giardino anche tanti angoli con momenti di info-intrattenimento e show cooking sulla cultura enogastronomica.

Noi siamo andate a trovare i nostri amici produttori dei castelli e per partecipare ad una masterclass su 3 produttori: il nostro amico Valerio di Spino Bianco che ha presentato Razzaccolo da uve trebbiano e cacchione, Tomei con il suo Ritornato da uve ottonese, e Federico di Artico con Amaltea e una interessante verticale di trebbiano dal 2019 e 2023.

La scoppiettante organizzatrice è stata Valentina Umilio che ha voluto incentrare l'incontro su Sale e Radici: le nuove rotte del Vino Laziale. Una scelta di vitigni che sono coltivati vicino al mare e che sono influenzati dal suo microclima. Interessantissima scelta e i suoi racconti ci hanno portato fin dentro i profumi dei vini.

Una sorpresa è stato un cacchione ‘fuori concorso’ di Valerio che fa una lunghissima macerazione sulle bucce e che era stato appena imbottigliato. Valerio e Maria si erano conosciuti al corso IAP della Regione Lazio e da allora sono sempre stati amici e si sono scambiati consigli su come far crescere le rispettive aziende.

Ragazzi entusiasti di sperimentare e di riscoprire varietà autoctone del passato. La viticoltura del Lazio è giovane e bella come mia figlia Maria che ci ha spinti a creare Donna Vittori Borgo Agricolo. E il lor entusiasmo li ha portati a coltivare in biologico e in biodinamico, a riproporre varietà locali e a inventarsi modi nuovi di coinvolgere i loro amici con DJ set al tramonto fra i vigneti.

Viva il Lazio e viva i giovani viticoltori del Lazio!

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Museo del Vino

Museo del Vino

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