Fontechiari, il passato per costruire il futuro

Fontechiari e Caroline di Cocco

È stato un vero piacere rincontrare Caroline di Cocco nel suo perfetto ruolo di Town Ambassador di Fontechiari, il bellissimo borgo ciociaro situato all’ingresso della Valle di Comino.

Il 20 agosto c’è stata la presentazione italiana della sua pubblicazione sull’emigrazione di Fontechiari, un libro che è un percorso nelle radici di una comunità.

Il libro “Legami Lontani, storia di una ricerca” è stato scritto insieme a Francesca di Legge mentre la ricerca sul campo con interviste e raccolta del materiale fotografico è stata condotta da Rolando di Cocco.

“Insieme, Carolina, Francesca e Rolando hanno realizzato non solo un libro, ma l’inizio di un percorso alla scoperta della storia di Fontechiari. Il materiale raccolto è alla base di un futuro Archivio Storico dell’emigrazione”, ha detto il sindaco di Fontechiari Pierino Serafini.

Legami Lontani oggi è anche una associazione che si occupa della promozione della storia locale e di questo primo libro, al quale sono sicura ne seguiranno altri.

Il libro è scritto in italiano e in inglese perché vuole essere un ponte fra due culture e con le nuove generazioni, quelle cresciute fuori dall’Italia e quelle che sono rimaste nel bellissimo borgo della Valle di Comino.

Fontechiari e Caroline di Cocco

La ricerca è durata circa 20 anni perché era iniziata semplicemente come una raccolta delle storie degli abitanti della via dove viveva Caroline prima di lasciare l’Italia a 4 anni con la sua famiglia e trasferirsi a Toronto in Canada.

Nel tempo altre persone hanno sentito l’esigenza di conoscere la storia di chi aveva lasciato il paese e molti avevano il desiderio di lasciare traccia della emigrazione dei loro cari per costruire un nuovo legame. Ed infatti il nome della associazione riflette proprio questa esigenza avvertita da entrambe le comunità sulle due sponde dell’oceano: quella italiana e quella dei discendenti italiani che vogliono conoscere i posti (e la comunità) da dove provengono i loro nonni.

Sono state raccolte lettere, documenti e fotografie e sono state intervistate decine di famiglie. Tutto il materiale è stato inserite nel libro che è ricco di immagini e di aneddoti.

Il mio intervento è stato proprio sul significato di recuperare il passato per costruire un nuovo futuro insieme. Ed in fondo il Premio Town Ambassador (www.townambassador.org) è nato proprio per conoscere la storia ma soprattutto il presente degli italiani all’estero che continuano a mantenere un rapporto di amore con i loro paesi di origine.

La grande sala della biblioteca era gremita di persone, segno che il tema è molto sentito nel profondo dell’anima e fra il pubblico si parlava un misto di italiano e inglese, talvolta anche con qualche parola in francese.

E non credo che tutti siano venuti solo per le gustosissime crespelle servite al termine della conferenza e che hanno facilitato la creazione di nuovi ‘legami’ fra coloro che hanno partecipato alla serata.

 


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Scritto da
Claudia Bettiol

Ingegnere, futurista e fondatrice di Discoverplaces. Consulente per lo Sviluppo Turistico dei Territori, specializzato nella sostenibilità e nella promozione culturale dei piccoli territori e delle...

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