Ispettore Generale di Gogol
Ispettore Generale di Gogol

Gogol con un Ispettore Generale anni ’80 incanta il teatro di Alvito

Se uno dice ‘letteratura russa’ immediatamente tutti pensano a romanzi con personaggi caratterizzati da crisi esistenziali al bivio tra la vita e la morte. Eppure, la letteratura russa ha alcuni autori umoristici anche se l’umorismo russo, e asiatico in generale, non è quello nostro di Totò o di P.G. Wodehouse.

Il loro umorismo assomiglia più al sarcasmo malinconico di Alberto Sordi o di Paolo Villaggio che, non a caso, nel 2012 per suoi racconti su Ugo Fantozzi ha ricevuto il prestigioso premio letterario russo Gogol.

Ed io voglio parlare proprio di Gogol e dell’edizione de L’Ispettore Generale che è andata in scena nel teatro di Alvito nell’ambito del Premio Ruggito d’Attore della FITA – Federazione Italiana Teatro ed Arti di Frosinone.

Il regista Andrea Palma ha trasposto il racconto negli anni ’80 curando le musiche e le scenografie in modo che richiamassero quel periodo della mia giovinezza che ben conosco.

In generale non mi piacciono le trasposizioni, ma questa aggiungeva il giusto tocco di ironia che penso sarebbe piaciuto a Gogol. L’immagine della moglie e della figlia del sindaco che si abbronzavano al sole grazie ad uno specchio mentre parlavano annoiate di amenità sono sicura che sarebbe stata apprezzata da Nikolaj Gogol.

L'ispettore Generale di Gogol

La storia è quella di un piccolo paese di provincia dove sindaco, giudice, guardia, dottoressa e direttore delle poste sono tutti corrotti e vessano la popolazione. Il direttore delle poste, che legge tutta la corrispondenza in arrivo e in partenza, sembra capire che il paese riceverà la visita di un Ispettore Generale dalla capitale e lo comunica impaurito a tutti gli altri.

Ad un certo punto tutti individuano l’ispettore generale in un piccolo truffatore con servitore, che erano alloggiati nella locanda senza pagare per i servizi. Vanno ad omaggiarlo, gli offrono alloggio nella casa del sindaco e anche alcuni soldi per ingraziarsi i suoi favori.

Lo spettacolo è stato un susseguirsi di scene ironiche, ma con un velo di tristezza sarcastica nella piccolezza dei personaggi, mentre attori che calcavano la scena avevano una padronanza che li faceva apparire come veri professionisti delle scene.

Mi dicono che Emanuele Ricchetti, che interpretava il personaggio del truffatore Chlestakov, è un avvocato ma sono sicura che potrebbe avere una seconda vita nel mondo dello spettacolo con la sua presenza scenica.

Un plauso alla scenografia, curata in molti dettagli compreso il fatto che alcuni attori hanno distribuito monete false con il ritratto del sindaco a noi del pubblico. Anche la scena del viaggio in macchina verso la capitale è stata resa in modo intelligentemente ironico secondo lo stile Gogol (che sono sicura avrebbe apprezzato anche le palme).

A fine spettacolo, durante il conteggio dei voti del pubblico ho avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere con Federica Ponza, la presidente della Compagnia MadeInTerraneo di Anagni che mi ha raccontato del nuovo progetto: il Madeinterraneo festival a luglio ad Anagni. Li seguirò con curiosità soprattutto dopo aver sentito il programma degli spettacoli con altre compagnie da tutta Italia.

Il tempo è volato e, ovviamente, si è chiuso con la musica e le parole Game Over tipiche dei videogiochi degli anni ’80. Caro Gogol, passato e presente si sono fusi ad Alvito con ricordi che arriveranno nel futuro!

L'ispettore Generale di Gogol
L'ispettore Generale di Gogol
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L'ispettore Generale di Gogol

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