Ad Alvito Petrolini commediografo e il capolavoro di Chicchignola
Ad Alvito Petrolini commediografo e il capolavoro di Chicchignola

Petrolini commediografo e il capolavoro di Chicchignola

Nerone Nerone … non faccio parte della generazione di Petrolini che conoscevo soprattutto per la sua parodia del potere con l’interpretazione di un improbabile Nerone. Per questo sono rimasta stupita di leggere Chicchignola di Ettore Petrolini nell’elenco degli spettacoli in gara per Ruggito d’Attore 2026 ad Alvito.

Pensavo che sarebbe stata una commedia leggera alla Eduardo Scarpetta e invece mi sono trovata immersa in una storia amara ma a tratti comica sulle fragilità dell’animo umano. Petrolini mi sembra la versione romana di Eduardo de Filippo, dove le piccolezze degli uomini vengono raccontate con quel sarcasmo e quella distanza dalla realtà tipica dei romani di ‘morto un papa se ne fa un altro”.

La profondità leggera del testo è stata resa in modo assolutamente magistrale dalla compagnia Attori All’Improvviso di Vallerotonda grazie la regia di Raffaella Catalano che interpretava anche la protagonista femminile. Una regia talmente delicata ma incisiva che le ho perdonato l’uso del dialetto napoletano. Ho perdonato anche l’uso di alcune parole che in italiano hanno un significato ma a Roma ne hanno un altro e che Petrolini aveva sicuramente inserito nel loro significato romano.

Chicchignola è stato interpretato dal bravissimo Paolo Nicolella casertano e consuocero di Raffaella. Soprattutto nel terzo atto, quando la tristezza prende il posto delle bravate, la sua presenza scenica ha riempito tutto il palcoscenico.

Petrolini commediografo e il capolavoro di Chicchignola

Mi sono così messa a fare alcune ricerche su Ettore Petrolini scrittore e ho trovato una personalità moderna: «Ho importato la parodia. Ho abolito le definizioni di "comico nel suo repertorio"; oppure "comico macchiettista", eccetera e comparvero - per me - i primi aggettivi di "parodista" o di "comico grottesco" e di "originale", "fantastico", "bizzarro" e via di seguito!»

Il suo stile fuori dagli schemi lo aveva fatto collaborare con i futuristi e in particolare Filippo Tommaso Marinetti che gli dedicò alcuni pensieri: “il più difficilmente analizzabile dei capolavori petroliniani … col suo ritmo meccanico e motoristico, col suo teuf-teuf martellante all’infinito, assurdità e rime grottesche, scava dentro il pubblico tunnelsspiralici di stupore e di allegria illogica e inesplicabile”.

Petrolini è Roma, come lo è Trilussa o Alberto Sordi (e anche Carlo Verdone) e sono rimasta stupita di scoprire che due delle canzoni simbolo di Roma sono state cantate e musicate la prima volta da lui: Una gita a li castelli e Tanto pe’ Cantà.

Solo a scrivere il loro titolo me le sento fischiettare nella testa!

Grazie al coraggio di Raffaella Catalano per aver scelto di portare in scena questa opera e a Federico Mantova della FITA Frosinone per aver organizzato questa rassegna Ruggito d’Attore che mi fa scoprire la bellezza delle persone della nostra Ciociaria.

Petrolini è morto giovane a 52 anni nel 1936 e quei pochi video che si trovano in rete sono incredibilmente moderni. Chissà quante cose ancora gli frullavano per la testa!!

Petrolini commediografo e il capolavoro di Chicchignola
Petrolini commediografo e il capolavoro di Chicchignola
Petrolini commediografo e il capolavoro di Chicchignola
Petrolini commediografo e il capolavoro di Chicchignola

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