
Rivisitare Shakespeare è sempre complicato per le tante sfumature delle sue opere, ma Piergiorgio Sperduti è andato oltre. Potremo quasi dire che il suo Pene d’Amor Vinte è stato liberamente tratto da Tutto è bene quel che finisce bene.
In effetti mi ha raccontato che gli unici testi originali erano quelli della giovane Elena (interpretata da Lucrezia Pantano) che era l’unica a recitare senza maschera proprio per questo motivo mentre gli altri ruoli erano molto moderni con citazioni che richiamavano anche famosi film.
D’altra parte, la compagnia Produzioni Prosperiane APS di Isola del Liri è composta da giovani e tutti gli attori sul palco avevano meno di 22 anni, anzi il bravissimo Antonio Parravano ne ha 17 mentre il diciottenne Mateo Delli Colli con la sua disinvoltura sono sicura sarebbe stato scelto nel ruolo di Arlecchino da Strehler!
Per questo Piergiorgio ha scelto testi moderni e uno stile da commedia dell’arte che ha lasciato gli attori liberi di esprimersi. Ogni spettacolo può risultare diverso dall’altro e solo l’alchimia dei commedianti può riuscire a dare un ritmo serrato che muove al riso.

La scena nel piccolo ma bellissimo teatro di Alvito era composta da sole 4 sedie blu, ma il modo di posizionarle sul palco unito alle vistose maschere degli attori riusciva a riempire la scena.
A volte le battute degli attori, che facevano commenti su loro stessi e la loro situazione nella vita, mi ha ricordato l’apprezzatissimo Rumori Fuori Scena che ha visto più volte al Teatro Vittoria.
A parte Elena, ogni attore interpretava più di un ruolo, compreso Cristian Cellupica che si è dimenato fra il ruolo della contessa-madre e quello di Parole. Molto credibile in entrambi nonostante la sua barba!
Mi piacerebbe rivedere questi ragazzi in altri ruoli per osservare la loro crescita come persone e come attori. Alcune volte questo stile può mascherare la realtà, la commedia dell’arte in fondo è l’arte di commediare la vita, mentre ruoli tradizionali richiedono una grande proprietà di controllare il proprio corpo.
Devo menzionare tutti questi giovani attori che si sono distinti per la disinvoltura con cui hanno calcato la scena: Lucrezia Pantano, Alice Carlini, Cristina Cellupica, Matteo Delli Colli, Gioele Napolitano, Niccolò Saulino e Antonio Parravano.
Ringrazio Federico Mantova e la FITA – Federazione Italiana del Teatro e delle Arti per avermi richiamata nella giuria del Premio Ruggito d’Attore. Sto scoprendo la Ciociaria nelle sue viscere e tante belle persone!





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