I colori di Danta di Cadore: tramonti 10 e lode

I colori di Danta di Cadore: tramonti 10 e lode

Immaginate un paesino di montagna con le seguenti caratteristiche: non turistico, piccolo quanto basta ma ben organizzato. Un sogno.

Danta di Cadore si riassume in circa 500 abitanti, una chiesa, una scuola, un negozio che vende tutto, un bar e un albergo dove gustare la migliore pizza che io abbia mai assaggiato.
Tante località di montagna lottano contro lo spopolamento e le difficoltà di vivere in un luogo dove la natura condiziona la vita delle persone e rende complesse alcune attività, come ad esempio frequentare le scuole superiori o l’università per i giovani.

Raggiungere il luogo di lavoro per molti significa valicare quotidianamente un passo montano con qualsiasi condizione meteorologica, scendendo dai 1400 metri di quota di Danta per poi risalire fino ai 1600 m del Passo Monte Croce Comelico per raggiungere la Val Pusteria. La sede di numerosissime attività ricettive ed economiche che danno lavoro a cadorini e comelicesi.
Per chi la sceglie per vivere il tempo libero, Danta rappresenta un’esperienza unica e peculiare per la sua posizione geografica.
Adagiata su un altopiano a 1400 metri di quota, è immersa nelle foreste del Comelico e da qui si vedono molto da vicino le cime dei gruppi montuosi che la contornano, tra cui i Monti Brentoni, il Monte Aiarnola (che è l’ultimo avamposto delle Dolomiti di Sesto) e le Marmarole con il maestoso Antelao.


Infine, si vede la cresta carnica di confine con l’Austria con alcune delle sue cime: il monte Cavallino, le crode del Longerin, il Monte Palombino e, in lontananza, il Monte Peralba da cui nasce il fiume Piave.
Questi monti sono tutti diversi ,ognuno con un suo proprio ambiente naturale e con rocce che le danno colori e sfumature diverse: dolomie, granito, calcare, sedimentarie.
Boschi di abeti, larici, faggi con una notevole biodiversità di cui sono testimonianza le torbiere, gli ambienti umidi montani dove è possibile ammirare la ricca flora che li caratterizza.
Un ricco menù per chi voglia approfondire l’osservazione, magari con l’aiuto di qualche semplice libro guida per imparare i nomi e le proprietà dei più comuni fiori, frutti, alberi, erbe curative che si incontrano lungo il cammino.
Sapreste distinguere il fiore del tarassaco da quello dell’arnica? Sono entrambi grosso modo una sorta di margherita gialla eppure hanno proprietà curative molto diverse.
La posizione geografica di Danta di Cadore e l’elevata quota le permettono di avere un maggior numero di ore di sole al giorno rispetto ai paesi di fondo valle. Un aspetto non trascurabile specialmente in inverno, quando il fenomeno dell’inversione termica rende la temperatura in quota molto più alta di quella a fondo valle.
A Danta è possibile uscire di casa e camminare per chilometri e chilometri su percorsi quasi pianeggianti, alla scoperta delle foreste del circondario lungo i sentieri aperti per la manutenzione dei boschi. I boschi inoltre ospitano numerosi tabiá, una sorta di mini baite di legno di proprietà delle famiglie del paese.
Recentemente durante un’escursione, abbiamo incontrato il gentile proprietario di uno di questi tabià che ci ha mostrato orgoglioso questo ridottissimo spazio pieno di tutti i comfort e graziosamente arredato.
Gli ho chiesto il motivo per cui aveva sentito l’esigenza di costruire il tabià a pochi chilometri dalla propria abitazione nel paese vicino: mi sembrava infatti una curiosa ridondanza.
Lui, che aveva investito tutta la sua liquidazione di una vita di lavoro per costruire il tabiá, mi ha risposto:
”Per noi il tabiá è come la barca per chi vive nei luoghi di mare. Puro divertimento nel costruirla con le nostre mani, decorarla, passarci il tempo libero nel silenzio e nella natura, sperando di ricevere la visita di qualche animale della montagna che viene a curiosare nei pressi...”.


Vi sembra poco?
Scegliere di passare il proprio tempo libero in ambienti montani vuol dire immergersi in una natura incontaminata.
Ma vuol dire anche osservare usi e costumi modellati dalla storia delle genti che hanno abitato nei luoghi della grande guerra: testimonianze che sono continuamente diffuse e coltivate con libri, musei, feste, commemorazioni. Per non dimenticare il passato.
Il senso della comunità è molto forte e per me è di costante insegnamento osservare l’organizzazione sociale delle piccole comunità di montagna, abituate a fronteggiare difficoltà che in città non sono visibili né immaginabili.
[caption id="attachment_117404" align="center-block" width="750"] Nella mia personale classifica delle tante cose che mi piacciono di Danta, al primo posto vanno i tramonti e i loro colori.[/caption]

Come descrivere la meraviglia di alcuni scenari che cambiano repentinamente nel giro di pochi minuti e rapiscono i sensi per la struggente bellezza? Una testimonianza del capolavoro del Creato.


Tavolozze di un autore ignoto e potentissimo in grado di rivelare combinazioni di luce sempre diverse, che è impossibile fermare in una foto.
Mentre provo a condividere qualche mio rudimentale esercizio di fotografia, voi invece chiudete gli occhi per qualche momento e pensate di essere lì…


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