Stavamo percorrendo via Roma quando ad un tratto la mia amica Berenice si fermò di colpo:
- Visto che siamo qui, perché non andiamo alla Vucciria e mangiamo del polipo bollito?
Dissi subito di si. Vado matta per il polipo bollito.
Uno dei posti, a Palermo, dove lo cucinano alla perfezione è proprio al mercato della Vucciria.
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Descrivere il mercato della Vucciria non è facile, è un luogo fantastico.[/caption]
Rumori, odori e sapori si mescolano insieme e si diffondono nell'aria librandosi lentamente come farfalle innamorate.
Non è un caso se è stato immortalato nei dipinti del grande Renato Guttuso.
Moltissime bancarelle espongono una grande quantità e varietà di pesce freschissimo che viene abbanniato (decantato) a squarciagola.
Alla Vucciria oltre alle bancarelle vi sono minuscoli negozietti popolati da artigiani che con i loro lavori sembra che avessero fermato il tempo.
Mentre camminavamo per raggiungere la bancarella del poliparo nostro amico, fummo distratte da un forte e piacevole odore.
- Senti anche tu questo profumo?
- Certo, sto svenendo.
Neanche il tempo di aggiungere un sospiro ed alle nostre spalle sentimmo la voce rauca dello sfincionaro.
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Lo sfincione è il principe della gastronomia palermitana, il cibo di strada per eccellenza. La sua paternità può essere attribuita ai greci spòngos, ai latini spongia e agli arabi isfang.[/caption]
Il vero sfincione si può gustare solo a Palermo nei panifici, nelle gastronomie e nei caratteristici carrettini che si trovano negli angoli dei mercati.
Un pane-pizza addolcito con il miele e ricoperto con una salsa di pomodoro, cipolla, origano e qualche pezzo del famoso caciocavallo di Ragusa.
Berenice velocissima si rivolse allo sfincionaro.
- Mi dia due pezzi per favore.
La guardai esterrefatta, ma non ebbi neppure il tempo di bisbigliare perché mi ritrovai davanti un invitante sfincionello. Nonostante fossimo già sazie lo gustammo con piacere.
Le nostre labbra imbrattate di sugo erano una prova lampante del godere di questo cibo, povero ma amatissimo da tutti i siciliani.
Continuammo la nostra passeggiata, non mangiammo il polpo bollito, lo comprammo e lo portammo a casa.
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Ballarò e la Vucciria vivono di colori, odori, sapori e suoni e riescono a trascinarti in un mondo lontano che ritorna nella quotidianità di usi e costumi.[/caption]
Visitare i mercati di Palermo è un viaggio in terre lontane, gioia per lo spirito e appagamento per il palato.




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