Santa Corona, dal nome molto familiare, è protettrice delle pandemie e pestilenze e patrona del piccolo borgo di Canepina che la festeggia ogni anno con una spettacolare processione.
In questo periodo tutta l’Italia è provata dalla pandemia del coronavirus.
Noi canepinesi nei momenti più difficili della quotidianità e non, ci affidiamo alla nostra Santa Protettrice: Santa Corona.
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Statua di Santa Corona - Foto di Pietro Minella[/caption]
Un nome che è custodito nel cuore di tutti i Canepinesi, e poi gridato con gioia durante i nostri solenni festeggiamenti, intonando il più forte “Viva Santa Corona!”.
Ora che lo sento un po’ sulle bocche di tutti, e non per i sentimenti di festa e gioia che condividiamo ogni anno nella nostra comunità, mi fa strano.
Corona è una santa poco conosciuta, invocata contro le pestilenze, e la devozione di noi canepinesi per la nostra patrona ha origini antichissime. Si è scoperto infatti da alcuni documenti storici che la nostra chiesetta dedicata a Santa Corona, esisteva ed era già curata con devozione nel Trecento, dagli abitanti del nostro antico paese.
La sua storia è in gran parte avvolta nel mistero.
Storie e racconti ci dicono che fu vittima di un lungo martirio per mani di soldati Romani o pagani. Fu costretta ad un supplizio doloroso e crudele, legata piedi e mani a due palme dai suoi aguzzini, venne giustiziata lasciando strappare il suo corpo dalla forza di due alberi.
I simboli del suo martirio sono ancora oggi riconoscibili nel nostro stemma Comunale, che porta l’inconfondibile “Corona” e le due palme.
La Festa di Santa Corona è la festa religiosa più importante del nostro paese, non solo perché è la Patrona di Canepina, ma anche perché i festeggiamenti coinvolgono intere famiglie con un misto di orgoglio e di fede.
I festeggiamenti per noi sono importanti, e mentre i riti religiosi sono rimasti immutati e rispettati fino all’ultima virgola, la parte folkloristica della fiera che segue la processione è sempre ricca di novità.
Le bancarelle, i pranzi a base di ceciliani e maccaroni, gli spettacoli.
Tutto viene studiato ad opera d’arte dai nostri comitati in carica, eletti ogni anno proprio il giorno della festa, che collaborano con la parrocchia per unire i due aspetti nel modo più rispettoso e divertente possibile.
Questa Santa occupa un posto grandissimo nel cuore di ogni canepinese fin da piccoli.
Essendo canepinese so cosa si prova, vedo il ‘fiume umano’ che accompagna la statua per le vie del paese durante la solenne processione. L’emozione che si sprigiona quando l’immensa macchina trasportata dai devoti Canepinesi deve fare il suo passaggio nello stretto arco per entrare finalmente nella Collegiata.
Un passaggio che richiede la forza di tutti i suoi “facchini” e che, una volta superato nel silenzio e attenzione degli spettatori che rimangono con il fiato sospeso, sprigiona per tutte le vie del borgo il grido di “W SANTA CORONA!!!”.
Un’esperienza spettacolare che per raccontarla bisogna viverla, e che non smette di emozionarmi ogni anno che vi partecipo.
La festa è l’appuntamento più atteso da noi Canepinesi, che purtroppo quest’anno a causa di un maledetto virus non avverrà.
Conosciamo la fatica che ogni anno i membri del comitato fanno per portare avanti questa tradizione. La fatica dei gruppi di volontari che preparano la tradizionale infiorata per il giorno della processione, i commercianti e ristoratori che si prestano ad accogliere turisti e amici nei loro locali.
Un anno di preparazioni e di sforzi che ora sembrano svaniti nel nulla.
E’ in momenti come questo che come Canepinesi dobbiamo pensare proprio alla nostra Santa. Una giovane donna molto coraggiosa e piena di fede, che malgrado le torture e i supplizi è riuscita a darsi forza in un momento in cui la fede poteva non trovare posto.
Adesso è il momento di non perdere la speranza, di abbracciare le nostre tradizioni e di prendere forza dalle emozioni che abbiamo vissuto insieme durante negli anni passati. Quei bellissimi momenti dove la sua macchina dorata splendeva sotto il sole insieme all’amore dei portatori e dei fedeli che l’accompagnavano nel suo cammino.
Torneremo a vederla, e sarà per tutti noi un bagno di applausi e lacrime.



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