

Mi sembra proprio che l’attuale crisi del vino sia soprattutto una crisi generazionale dove i ragazzi ‘Post Moderni’, come li definisce l’antropologo Ernesto di Renzo, hanno una concezione tutta loro del vino e del lavoro in vigna.
Questa tesi generazionale la sperimento ogni giorno da quando mia figlia ha deciso che tutta la famiglia sarebbe diventata vignaiola seguendola nella sua scelta di vita di creare Donna Vittori Borgo Agricolo (www.donnavittori.com). Non avevamo esperienze di agricoltura, pur vivendo da sempre in campagna semplicemente ammirando il corso della natura nel susseguirsi delle stagioni.
Mi ha fatto conoscere il mondo dei giovani del vino, agricoltori, professionisti e anche semplici bevitori attenti. Ho incontrato tantissimi ragazzi spesso laureati in altre materie che hanno deciso di entrare in questo mondo facendolo insieme ma a modo loro.
Tutto è iniziato dalla cultura, e precisamente da un corso di sommelier della FIS – Fondazione Italiana Sommelier che abbiamo fatto insieme e ci ha aperto al mondo dei profumi del vino. Ma assaggiare e produrre un vino non è esattamente la stessa cosa. La vera iniziazione agricola è per merito dell’enologo Gabriele Graia, scelto da Maria per la cura con cui crea i vini ma anche per la sua passione nel voler aiutare la crescita del Cesanese (e quindi dei suoi produttori).
Gabriele, con molta perseveranza e lungimiranza, ha organizzato una chat con diversi produttori che segue e ha cominciato ad organizzare cene per degustare al buio i vini in fase di affinamento e studiarne la loro evoluzione.
Poi queste cene sono diventate non solo momenti di confronto e di socialità fra i produttori, ma occasioni per crescere insieme approfondendo temi che riguardano tutti.


L’ultimo incontro è avvenuto da noi ed ha riguardato la presentazione della tesi di dottorato a Roma 3 del geologo Andrea Bollati. Nel 2012 Andrea aveva fatto una zonizzazione di tutti i territori storici del cesanese, ossia dell’areale della DOCG di Piglio e delle due DOC di Affile e Olevano Romano e un censimento dei vigneti, anche quelli familiari di micro-dimensioni.
Tutti sanno che la geologia dei terreni influenza la crescita dei vitigni, e quindi le caratteristiche olfattive e gustative finali del vino, e conoscere le caratteristiche del proprio terreno può aiutare a scegliere lo stile di coltivazione idonee.
Le zonizzazioni vengono utilizzate anche per guidare il turista del vino alla scoperta delle diverse sfumature del vino. In Francia sono diffuse ormai da molti anni e in Italia si trovano nelle zone di eccellenza storica di alcuni vini come il Barolo o l’Amarone.
Al termine della presentazione ci sono state molte domande e un interesse comune ad aggiornare la carta del 2012 con le nuove cantine nate e i vigneti che sono stati piantati o estirpati.
Tutto si è concluso con una cena conviviale Ciociaro – Libanese, in stile Donna Vittori, e la degustazione al buio di 9 vini bianchi e di 11 vini rossi la cui evoluzione lascia intravedere incredibili nuovi vini.
La serata mi ha ricordato quelle che aveva ideato Manfredi Berucci, uno dei pioniere del Cesanese, per i vini di San Martino a Casa Massimi a Piglio, e in fondo non siamo lontani dalla giornata di San Martino , e tutti abbiamo seguito la figlia Maria Berucci in un brindisi a suo padre.
E grazie al passa parola e alla comunicazione sui social l’interesse per questi incontri è cresciuto e diversi produttori si sono aggiunti alla chat. Il mio personale ringraziamento a Gabriele per la sua passione e ai giovani come Maria che stanno cambiando l’immagine delle nostre Terre del Cesanese.






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