ph Claudia Bettiol
Casalvieri. Santuario di Santa Maria delle Rose

Il santuario di Santa Maria delle Rose di Casalvieri è stato iniziato il 20 aprile del 1636.

Era nata in sostituzione di una cappella posta sul luogo in cui la Madonna era apparsa in un roseto ad una piccola muta che pascolava le pecore.

La pastorella riacquistò la parola dopo l'apparizione.

La chiesa ha una facciata ornata in bugnato a punta di diamante e originariamente aveva una navata unica con sei cappelle laterali.

Alla fine del XIX secolo la chiesa è stata ampliata con l’aggiunta di due navate laterali.

L'edificio ha subito danni a causa di diversi terremoti (1654, 1915, 1980 e 1984).

All'interno si trovano due sculture lignee di scuola napoletana: un Crocifisso della metà del XVII secolo e una statua dell'Annunziata del XVIII secolo.
 

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ph Claudia bettiol
Casalvieri. Chiesa dei Santi Giovanni Battista

La chiesa dei Santi Giovanni Battista di Casalvieri è in stile barocco risale medioevo.

E' stata rimaneggiata nel XVIII secolo ed è opera dell'architetto Giacomo del Sole.

La semplice facciata è arricchita da fregi barocchi e da due nicchie con statue dei santi.

L'interno è a tre navate ed è in splendido stile barocco molto lavorato.

La chiesa termina con un coro in legno scolpito sormontato da un organo perfettamente funzionante.

Sopra l’altare si trova l’urna con il corpo del patrono Sant’Onorio di Casalvieri che viene aperta due volte l’anno, in occasione delle feste del santo, per mostrare il corpo protetto da una teca di vetro.

In una delle cappelle laterali si trovano statue lignee e dipinti del Cavalier d’Arpino e di Fabrizio Santafede.

Di notevole pregio una “Deposizione di San Sebastiano”, che risente dell’influsso del Caravaggio.

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Grottaferrata. Abbazia di San Nilo

La magnifica Abbazia di San Nilo a Grottaferrata è una Chiesa bizantina cattolica in Italia in una fortezza medievale che per anni ha governato questi territori.

La sua storia inizia nel 1004 San Nilo da Rossano, egumeno dei monaci greci basiliani, fuggito dalla Calabria a causa delle incursioni saracene.

Egli fondò l'Abbazia su un vasto terreno donatogli dal conte Gregorio I dei Conti di Tuscolo. L'Abbazia, conosciuta anche come Abbazia di Santa Maria di Grottaferrata, è stata consacrata nel 1024 dal Pontefice Giovanni XIX.

Il forte legame tra il monastero e la famiglia Conti di Tuscolo fece si che, nel 1037, Benedetto IX le concesse dei beni nel territorio di Albano e volle come consigliere l'abate Bartolomeo. Nel XII secolo Callisto II dichiarò l'abbazia soggetta esclusivamente alla Santa Sede e libera dalla giurisdizione del vescovo.

Il monastero giunse a possedere terreni vastissimi che andavano da Albano fino alla Labicana.

Nel 1379, durante lo scisma d'Occidente, i monaci abbandonarono nuovamente l'abbazia, sotto la protezione dei Caetani signori di Marino.

Nel 1462, Pio II interruppe la serie degli abati perpetui e diede l'abbazia in commenda al cardinale Bessarione, a cui seguì Giuliano della Rovere.

Fu proprio cardinale della Rovere a costruire la cinta muraria merlata dotata di camminamento di ronda, con i torrioni cilindrici su tre lati, e il palazzo della Commenda, probabilmente su disegno di Giuliano da Sangallo, o forse del Bramante. Il ponte di accesso all'Abbazia introduce al cortile con la grande statua di San Nilo e al portico del Sangallo.

Dal 1626 al 1738 l'Abbazia fu retta dai Barberini e venne poi spoliata dalle truppe napoleoniche.

L’abbazia è retta da religiosi Basiliani che seguono il rito bizantino, proprio della Chiesa di Costantinopoli. Il Monastero, infatti, venne fondato circa 50 anni prima dello Scisma d'Oriente ma i cattolici possono partecipare al rito bizantino di San Nilo e ricevere i Sacramenti.

All'interno si trova una importante Biblioteca dove sono conservati più di mille manoscritti antichi e circa 50.000 volumi di grande valore, alcuni risalenti agli anni della fondazione dell'Abbazia e appartenuti allo stesso San Nilo.

Dal 1931 l'Abbazia possiede un famoso Laboratorio di Restauro del Libro Antico dove è stato restaurato il celebre "Codice Atlantico" di Leonardo da Vinci e molti manoscritti recuperati dall'alluvione di Firenze del 1966.

Nell'Abbazia ha sede anche un Museo Archeologico con una ricca collezione di reperti archeologici.

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San Donato Val di Comino. Chiesa della Madonna del Carmine e Convento dei Francescani

La chiesa risale al 1300 e fu dedicata alla Madonna del Carmine e a Sant'Antonio nel 1870.

Il vicino convento viene citato per la prima volta nel XIV secolo, e fu fatto costruire dalla famiglia Ricci, la stessa di Fra Tommaso, ancora oggi venerato e studiato.

Al suo interno vivevano sei monaci, quattro laici e due sacerdoti, che si dedicavano alle attività religiose, artigianali e ai lavori agricoli.

Il convento aveva 500 ettari racchiusi da un muro di cinta.

Con la confisca dei beni religiosi da parte di Gioacchino Murat, nel 1808, il convento fu venduto all'asta e acquistato dal cavalier Giovanni Tempesta.

Successivamente la Confraternita del Santissimo Rosario acquistò la chiesa.

Nel 1872 un'ala del convento fu trasformata in scuola di architettura e nell'estate del 1878, vi soggiornò anche la Principessa Anna Carolina Bonaparte.
 

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Il santuario di San Donato è dedicato al santo vescovo che da il nome al paese di San Donato Val di Comino.

Probabilmente è stato edificato da monaci benedettini della vicina Abbazia di Montecassino.

Il primo documento risale al 778 quando il Duca di Spoleto, il longobardo Ildebrando, concedeva la chiesa e il territorio di San Donato al Monastero di San Vincenzo al Volturno.

Non ci sono tracce della piccola chiesa iniziale.

Oggi l’edificio è lungo 26 metri e ha tre navate con una cupola di 18 metri di altezza.

Al suo interno si trovano affreschi di Gaspare Capricci che rappresentano i momenti più significativi della vita santo.

Il campanile è stato ricavato da una torre duecentesca.

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San Donato Val di Comino. Duomo Santa Maria e San Marcello

Il duomo di San Donato Val di Comino è dedicato a Santa Maria e San Marcello Papa e risale al Trecento ma poi è stata modificata nel barocco.

Nel settecento la chiesa venne ampliata e impreziosita da decorazioni, sobrie ed eleganti, e da un coro artistico lodato dal vescovo Colaianni nella sua visita pastorale del 1800.

La chiesa ha un pregiato organo a canne realizzato da Cesare Catarinozzi.

In un'urna di vetro sotto l'altare maggiore, è custodito il corpo di Santa Costanza, una martire cristiane uccisa con un colpo di spada alla gola.

La santa era sepolta a Roma nelle Catacombe di San Callisto e nel 1756 i suoi resti vennero traslati nel duomo. Da allora, l'ultima domenica di agosto si festeggia Santa Costanza.
 
 

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Chiesa di Sant’Antonio Abate
Chiesa di Sant’Antonio Abate

La chiesa di Sant’Antonio Abate si trova sulle pendici del colle di San Casto sopra Sora, vicino un tratto ben conservato delle mura poligonali.

Il santuario è dedicato al santo eremita protettore deli animali.

L’interno è a tre navate e l’altare maggiore è opera di scuola barocca napoletana.

Il 17 gennaio, nel piazzale antistante, si svolge una fiera con la benedizione degli animali.

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Santuario di Santa Maria della Figura
Santuario di Santa Maria della Figura

Il santuario di Santa Maria della Figura fu costruito nel 700 presso una grotta a Selva di Sora.

Qui era venerata un’antica immagine della Madonna.

La leggenda narra che un pastore aveva smarrito una mucca e si avventurò nel bosco a cercarla.

Ritrovò la mucca inginocchiata di fronte ad una roccia in cui si trovava l'immagine della Madonna.

Il miracolo attrasse pellegrini e i fedeli di Sora decisero di edificare una piccola cappella.

I Sorani finanziarono la chiesa con donazioni o lavorando personalmente alla sua costruzione.

Gli eremiti andarono a costruire le prime stanze per poter dormire accanto all'immagine e custodire la Madonna.

Oggi la chiesa ha tre navate e alcune cappelle.

Una stanza' del tesoro' custodiscono tutti gli ex voto, ossiai ringraziamenti dei fedeli alla Madonna.

Il campanile risale al 1937.

La cupola è ricoperta da un ciclo pittorico in cui sono raffigurati la S.S. Trinità, la Vergine e i quattro Evangelisti.

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