Il teatro popolare della Zeza di Bellizzi

Il teatro popolare della Zeza di Bellizzi

La ‘Zeza di Bellizzi’ è una forma di teatro popolare di piazza di origini antichissime e prende il nome da uno dei personaggi, Zeza, e dal borgo di Berlizzi, una frazione di Avellino.

La rappresentazione è incentrata su balli e canti popolari che avvengono lungo le strade della città ed ha origini napoletane ma ha avuto il suo vero splendore in Irpinia.

Le prime rappresentazioni risalgono al ‘600 proprio a Bellizzi che era una splendida residenza estiva di caccia dei Caracciolo, i regnanti di Avellino, tanto da essere chiamata il ‘Casato delle Bellezze.

La manifestazione aveva lo scopo di allietare il soggiorno dei nobili che, avendo gradito la prima manifestazione popolare, favorirono la loro replica e quindi la nascita di una vera tradizione locale. Potrebbe essere considerata una antenata della ‘sceneggiata napoletana’.

I personaggi della commedia sono Zeza (Lucrezia) e Pulcinella, entrambi interpretati da attori maschi perché al tempo era proibito alle donne partecipare alle rappresentazioni sia in teatro che per strada.

La storia è sempre la stessa e racconta di Pulcinella, della moglie Zeza e della loro figlia Porzia che intraprende una “love story” con lo studente di medicina “Don Zenobio”.

Pulcinella mal sopporta l’indipendenza della figlia e vuole ‘tutelare il suo onore’. Invece Zeza, la madre della ragazza, supporta la figlia ma tra Pulcinella e Don Zenobio scoppia una lite. Pulcinella viene prima ferito e poi curato dal medico in cambio della mano di Porzia.

A questo punto grande pace e canti e balli di allegria.

La rappresentazione veniva imparata dai contadini e poi ripetuta per il divertimento del popolo che nel tempo la ha fatta sua. Si sono così conservati fedelmente costumi e le scene che sono diventati un patrimonio e una tradizione locale mentre il linguaggio, inizialmente piuttosto colorito, è stato stemperato negli anni.

La ‘Zeza di Bellizzi’ ha ricevuto numerosi riconoscimenti dalla critica ed è stata rappresentata in vari teatri italiani, tra cui il Mercadante di Napoli, al Carnevale di Venezia, di Pisa ecc.,

Il testo è stato però scritto solo qualche decennio fa dal maestro Roberto De Simone, che lo inserì nella famosa “Gatta Cenerentola” vincendo il Festival dei Due Mondi di Spoleto.

La Zeza di Bellizzi è annoverata nei Beni Immateriali della Regione Campania.